Casa Bianca blindata tra Netanyahu e il rilancio del carbone: la doppia giornata politica di Trump - di Gabriella Ferrero

WASHINGTON DC\ aise\ - La Casa Bianca blindata, misure di sicurezza rafforzate e una giornata, quella di ieri, scandita da due eventi molto diversi, ma uniti da un unico filo politico: il messaggio di forza e leadership che Donald Trump vuole imprimere tanto sulla scena internazionale quanto su quella interna.
Nella mattinata di ieri, il presidente USA ha ricevuto il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, per un incontro a porte chiuse durato diverse ore. Il vertice, il primo di alto livello dopo la fine delle operazioni militari a Gaza, si è concentrato soprattutto sugli scenari del dopoguerra: la stabilizzazione della Striscia, il futuro della sicurezza regionale e il ruolo che Washington intende giocare nel contenere l’influenza iraniana. Secondo fonti vicine ai due leader, il confronto è stato franco, con Netanyahu che ha spinto per una linea più dura su Teheran, mentre Trump ha lasciato intendere di voler testare ancora una via diplomatica, senza però escludere altre opzioni.
L’incontro conferma il rapporto politico stretto tra i due leader e rilancia il ruolo degli Stati Uniti come perno delle future trattative sul Medio Oriente. Tuttavia, l’assenza di dichiarazioni congiunte segnala anche quanto i dossier sul tavolo restino complessi e senza soluzioni immediate.
Nel pomeriggio, i riflettori si sono spostati sulla politica interna e sull’agenda energetica. Nella East Room della Casa Bianca, Trump ha ospitato l’evento “Champion of Coal”, trasformando una cerimonia ufficiale in un momento altamente simbolico per riaffermare il carbone come pilastro della strategia energetica americana. Davanti a dirigenti del settore minerario, minatori, governatori di Stati chiave e membri del Congresso, il presidente ha ribadito la fine di quella che definisce “la guerra al carbone”, rivendicando il sostegno alle comunità minerarie e la difesa dei posti di lavoro.
Trump ha annunciato nuovi investimenti per l’ammodernamento e la riattivazione di centrali in Stati come West Virginia, Ohio e Kentucky, collegando esplicitamente il carbone alla sicurezza nazionale e alla resilienza delle infrastrutture strategiche. Durante l’evento ha anche ricevuto il riconoscimento simbolico di “Champion of Coal”, un gesto che sancisce l’alleanza politica con il settore dei combustibili fossili.
Due appuntamenti diversi, un’unica narrazione: da un lato la gestione di un Medio Oriente ancora instabile e il delicato equilibrio tra deterrenza e diplomazia; dall’altro il rilancio di un modello energetico che segna una distanza netta dalle politiche climatiche di molti alleati occidentali. Una giornata che racconta bene la linea dell’amministrazione Trump: sovranità energetica, centralità degli Stati Uniti negli equilibri globali e una leadership costruita anche attraverso scelte fortemente identitarie e divisive. (aise)