Crisi in Medio Oriente/ Tajani sente il presidente del Libano e i ministri di Kuwait e Algeria

ROMA\ aise\ - Nella tarda serata di ieri, 8 aprile, il ministro degli Affari Esteri, Antonio Tajani, ha avuto un lungo colloquio telefonico con il presidente del Libano, il generale Joseph Aoun, al quale ha espresso “la solidarietà del Governo italiano per gli attacchi ingiustificati e inaccettabili che sta subendo da Israele”.
“Vogliamo evitare che ci sia una seconda Gaza”, ha aggiunto Tajani, che ribadirà “questo concetto anche all’ambasciatore israeliano” che è stato convocato alla Farnesina. Tajani ha inoltre condannato i bombardamenti sulla popolazione civile libanese, compresi i colpi d’arma da fuoco subiti dai militari italiani UNIFIL, per i quali il ministro ha ancora una volta chiesto “garanzie di totale sicurezza”. Infine Tajani e Aoun hanno convenuto sulla necessità di “evitare assolutamente un ulteriore allargamento del conflitto che metta a repentaglio la tregua in Iran e la riapertura dello stretto di Hormuz”.
La preoccupazione per la tregua nel Golfo e per gli ultimi attacchi militari in Libano è stata anche al centro dei colloqui telefonici che, sempre ieri, il ministro Tajani ha avuto con i colleghi del Kuwait, sceicco Jarrah Jaber Al-Ahmad Al-Sabah, e dell’Algeria, Ahmed Attaf.
Nel corso dei colloqui, Tajani ha sottolineato come l’Italia abbia accolto con favore l’annuncio della tregua di due settimane raggiunta nella notte da Iran e USA, evidenziando come la priorità sia ora quella di consolidare questo risultato attraverso una cessazione permanente delle ostilità e il raggiungimento di un accordo di pace.
“Gli attacchi che anche ieri sono stati indirizzati contro Paesi del Golfo e le operazioni militari in Israele sono fonte di preoccupazione sulla tenuta della tregua”, ha ribadito il ministro italiano. “L’obiettivo condiviso è una pace duratura, che tenga conto delle esigenze di sicurezza di tutti gli attori coinvolti”.
Tajani ha lodato l’atteggiamento responsabile adottato dai Paesi del Golfo che, pur a fronte di attacchi ingiustificati, hanno evitato reazioni tali da innescare una ulteriore escalation.
Anche con i due colleghi di Algeria e Kuwait il ministro Tajani ha condannato l’attacco dell’IDF a un convoglio italiano di UNIFIL e ribadito come la messa in pericolo di convogli e militari di UNIFIL non possa essere tollerata. “Gli attacchi dell’IDF in Libano che coinvolgono la popolazione civile rischiano di far saltare una tregua che è vitale per pacificare tutta la regione”.
Al suo omologo del Kuwait, Tajani ha confermato il pieno sostegno dell’Italia, sottolineando la continuità della presenza italiana, sia attraverso l’Ambasciata sia con il contributo dei militari italiani presenti nel Paese, a testimonianza dell’impegno concreto per la stabilità e la sicurezza dell’area.
Con il ministro algerino Attaf ha evidenziato il ruolo di primo piano svolto dall’Algeria nel mondo arabo e nel settore energetico, sottolineando come Algeri rappresenti un partner cruciale per l’Italia negli approvvigionamenti energetici, in una fase in cui la sicurezza e la diversificazione delle fonti rivestono un’importanza strategica fondamentale. (aise)