Migrazioni, Ucraina, Hormuz e coloni israeliani: Tajani a colloquio con l'omologo tedesco Wadephul

ROMA\ aise\ - Priorità alle migrazioni, con la questione Ceuta al centro, contrasto ai trafficanti. Ma anche Ucraina, Hormuz e coloni israeliani in Cisgiordania.
Questi i temi al centro del colloquio telefonico avuto ieri sera, 19 agosto, dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, con il Ministro degli Affari Esteri tedesco, Johann Wadephul.
Un colloquio segnato dal "consueto spirito di amicizia", ha riportato il ministro italiano che su X ha spiegato: "condividiamo la comune preoccupazione per Ceuta e la necessità di garantire massima protezione alle frontiere esterne europee". I due hanno quindi confermato "l’esigenza di un contrasto coordinato ai trafficanti" e l'importanza del "rafforzamento della dimensione esterna della Ue".
Riguardo all'Ucraina, Tajani e Wadephul hanno confermato il loro pieno sostegno al paese governato da Zelensky, la cui vice, Iryna Mudra, in questi giorni è al centro di un'inchiesta anticorruzione per un giro di riciclaggio di denaro. Tajani ha spiegato: "continueremo a lavorare per la fine della guerra e per adeguate garanzie di sicurezza a Kiev".
I Ministri di Italia e Germania hanno quindi condannato le violenze e le azioni dei coloni in Cisgiordania, che dopo aver assediato famiglie (in cui erano presenti anche italiani e un cittadino statunitense) continuano a cercare di espandersi in territorio palestinese. Il titolare della Farnesina ha quindi chiarito: "rafforziamo l’impegno per una de-escalation tra Israele e Libano" ribadendo ancora una volta la sua volontà di spingere per "la soluzione dei due Stati".
Infine, la questione Stretto di Hormuz, al centro del conflitto tra Stati Uniti e Iran scatenato dagli attacchi di Israele e USA su Teheran: "bisogna lavorare per garantire la libertà di navigazione e la sicurezza delle rotte commerciali a Hormuz e nel Mar Rosso".
Per concludere, i due Ministri hanno anche parlato del fatto che i loro paese stanno continuando "a lavorare per coordinare iniziative di politica estera, dai Balcani all’Africa, per difendere e proteggere al meglio la sicurezza e gli interessi dei nostri cittadini e dell’Europa". (aise)