Meloni: tutti canali aperti per la liberazione di Trentini
ROMA\ aise\ - Molta politica estera nella conferenza di inizio anno della Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che oggi ha incontrato i giornalisti nell’Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera. Dal Venezuela a Gaza, dalla Groenlandia all’Ucraina, senza dimenticare l’accordo Ue – Mercosur, che ha avuto il via libera questa mattina, la Premier in tre ore ha risposto alle domande dei giornalisti spiegando strada facendo che no, non punta al Quirinale, che non si dimetterà in caso di vittoria del “no” al prossimo referendum e che punta ad arrivare a fine legislatura grazie alla solidità della sua maggioranza che sta svolgendo un lavoro di cui va “fiera”.
Venezuela. All’indomani della liberazione dei primi due connazionali in Venezuela, tema di cui ha parlato con la Presidente ad interim Rodriguez, Meloni a assicurato che il Governo sta lavorando “quotidianamente, da 400 giorni, per la liberazione di Alberto Trentini, che non è l’unico detenuto italiano in Venezuela”. Lo ha fatto, “mobilitando tutti i canali, politici, diplomatici e di intelligence, e non smetteremo di farlo fino a quando la signora Armanda non potrà riabbracciare il figlio”.
“Saluto con gioia la liberazione di Pilieri”, ha aggiunto Meloni, confermando che “risulta un provvedimento di scarcerazione non ancora eseguito per Gasperin, ma sono fiduciosa”. Sicuramente, ha commentato, “da Rodiguez arriva un segnale di grande lavoro nel senso di pacificazione del Paese: lo cogliamo pienamente. È un elemento molto importante per la definizione di relazioni nuove e diverse tra Italia e Venezuela”.
Groenlandia. “Non credo all’ipotesi di un’azione militare, che non condividerei e che non converrebbe a nessuno”, ha detto Meloni secondo cui “l’Amministrazione Usa, con metodi molto assertivi, sta ponendo l’attenzione sull’importanza strategica della Groenlandia e dell’area artica” dove “agiscono molti attori stranieri”. Quindi il “messaggio” di Trump sarebbe che gli Usa “non accetteranno l’ingerenza di altri attori ostili in un’area importante per la loro sicurezza”. Un tema “che ci deve interessare per quello che l’area artica può rappresentare”, ma “è la Nato che deve avviare un dibattito serio per allentare la tensione”. L’intervento militare “non è un’ipotesi realistica”, ha ribadito Meloni, secondo cui l’Europa “deve continuare a lavorare in ambito Nato per una sua maggiore presenza nell’area”. Quanto all’Italia, “entro gennaio la Farnesina presenterà la “Strategia italiana per l’Artico”, perché anche noi capiamo quanto sia strategico parlare di questa area e stiamo facendo la nostra parte”. Quanto alle ultime dichiarazioni di Trump, che in una intervista al new York Times ha detto di non avere bisogno del diritto internazionale, Meloni ha commentato: “non sono sempre d’accordo con le cose che dicono i partner internazionali”. È ovvio che “gli interessi non si sovrappongono perfettamente”, ma “la geopolitica non è gossip”.
Ucraina. Al di là dele differenze di posizione all’interno della maggioranza sui rapporti con la Russia, Meloni ha ribadito che “per costruire la pace bisogna stare al fianco dell’Ucraina” e che l’Italia non manderà militari. “Si sta parlando dell’istituzione di una forza multinazionale nell’ambito dei Volenterosi, senza l’ombrello dell’Onu, per rafforzare la difesa ucraina. Se la principale forma di garanzia di sicurezza per l’Ucraina è quanto previsto dall’articolo 5 Nato” per Meloni “l’invio di soldati è un di più”. Sul punto “in Parlamento c’era abbastanza unanimità, ora leggo che il Pd sta cambiando idea, vedremo”.
Quanto alla Russia, “ha ragione Macron, l’Europa deve tornare a parlare con Mosca” ma lo deve fare “con una voce sola”, perché “andare in ordine sparso” sarebbe “fare un favore a Putin”.
Gaza. “Continuiamo ad occuparci di Gaza quasi quotidianamente per rendere effettivo il piano di pace”, un “percorso molto complesso” che rappresenta “un’occasione che potrebbe non tornare”, anche se la “tregua è molto fragile”. Nelle ultime settimane, “la cooperazione italiana ha stanziato altri 25 milioni euro per la popolazione e stiamo dando disponibilità affinchè i nostri carabinieri formino i primi 50 agenti delle forze di sicurezza palestinesi in Giordania. Saremmo la prima Nazione europea a dare contributo concreto alla sicurezza della Striscia nell’implementazione del piano di pace”. L’Italia “può giocare un ruolo unico e fondamentale in questo delicato percorso, perché siamo rispettati da tutti gli attori in campo, da Israele all’autorità palestinese, ai Paesi del Golfo”. A Gaza “non escludo la partecipazione di militari italiani ad una eventuale forza internazionale. Ma deciderà, nell’eventualità, il Parlamento”.
Ue – Mercosur. Con la notizia del via libera dell'Ue all'accordo che arriva durante la conferenza stampa, Meloni ha confermato che “non c’è stata nessuna preclusione ideologica, ma pragmatica che non riguarda solo il Mercosur”. La questione posta dall’Italia, ha spiegato la Premier, è che “non si può iper-regolamentare il mercato interno e aprire ad accordi di libero scambio con Paesi dove non c’è così tanta regolamentazione”. Il mercato “per essere libero deve essere equo. È quello che abbiamo detto sul Mecorsur, sulle cui potenzialità siamo tutti d’accordo, ma non a scapito delle eccellenze delle nostre produzioni”. Il via libera all’accordo è giunto “alla luce delle garanzie per i nostri agricoltori” cioè “un meccanismo di salvaguardia per prodotti sensibili, fondi di compensazione per eventuali squilibri, più controlli fitosanitari in entrata”. Inoltre, “sul bilancio europeo sulla Pac abbiamo ottenuto un impegno per l’anticipazione al 2028 di altri 45 miliardi per l’agricoltura e per non aumentare i prezzi dei fertilizzanti”.
Crans Montana. “Quello che è successo non è una disgrazia”, ma “il risultato delle azioni di chi non ha fatto il proprio lavoro o pensato solo a fare soldi facili. Quindi le responsabilità vanno individuate e perseguite”. L’Avvocatura generale dello Stato “si è messa in contatto con la procuratrice elvetica per seguire l’indagine e con la Procura di Roma che ha aperto un fascicolo”. Il Governo “è pronto a fornire alle famiglie tutta l’assistenza necessaria per far avere loro giustizia. Hanno la mia parola che non verranno lasciate sole”. La Premier ha ringraziato “il Ministro Tajani, Ambasciatore e Console, la protezione civile e quanti sono intervenuti subito dopo la tragedia”, l’unità di intenti “ci ha consentito almeno di non far mancare supporto alle famiglie”, ha detto Meloni che ha ringraziato anche l’opposizione per l’interlocuzione assicurata dopo la tragedia.
Africa e Piano Mattei. “Il 2025 è stato l’anno dell’internazionalizzazione, del coinvolgimento dell’Ue nel Piano Mattei. Nel 2026 lavoriamo al Summit Italia-Africa che molto probabilmente sarà in Etiopia, dove ha sede l’Unione Africana: lì presenteremo i nuovi progetti e i Paesi che coinvolgeremo”, ha anticipato la Premier che ha detto di aver riscontrato “grande gratitudine per l’Italia per l’approccio di questa iniziativa”, caratterizzata da una cooperazione “non paternalistica né caritatevole”. Un esempio seguito da molti.
Emigrazione. “È una questione che considero prioritaria, un tema annoso per l’Italia che storicamente ha vissuto una grande emigrazione. Credo che la questione principale sia salariale”. Il Governo “ha cercato di lavorare sull’aumento salariale, ma forse dovremo lavorare sul salario di primo ingresso” e sul “cambiamento della percezione sul merito” che si ha in Italia. “Io lavoro per smontare questa percezione”, ha sottolineato Meloni. “Parliamo di fuga cervelli” ma “in Italia abbiamo il 31% di laureati e i dati dicono che tra chi parte è laureato il 35%”. C’è poi da considerare che “il mondo è globale e che molti vogliono fare un’esperienza all’estero”. Il punto è “che torna meno del 50%”, quindi l’Italia deve migliorare la sua attrattività.
I rapporti col Quirinale. “Con il Presidente Mattarella i rapporti sono ottimi”, ha sostenuto Meloni. “Leggo di ricostruzioni su nervosismo e scontri. Noi non siamo sempre d’accordo nel merito, ma a fare la differenza è che Mattarella, quando si deve difendere l’interesse italiano, c’è. Ha a cuore e aiuta a rafforzare l’Italia e l’interesse nazionale. Entrambi sappiamo qual è il nostro ruolo e collaboriamo in maniera ottima”. Secondo la Premier “si prova a costruire uno scontro col Quirinale per altri interessi” come potrebbe essere quello di affossare la riforma sul Premierato.
Gli altri temi. Nel corso della conferenza stampa, Meloni ha indicato nei giorni del 22 e 23 marzo le date “molto probabili” per il referendum sulla separazione delle carriere dei magistrati. Altre domande sono state poste sulla legge elettorale – “tutti dovrebbero avere interesse ad una legge che garantisca stabilità” – su politica economica e il nuovo piano casa; sulla sicurezza interna e le baby gang; sull’occupazione e sulla legge sul fine vita – “compito dello Stato e delle istituzioni non è favorire percorsi per suicidarsi, ma ridurre al minimo solitudine e difficoltà di chi ha gravi patologie e suoi familiari” – e sui rapporti con la magistratura. (ma.cip.\aise)