“Ceccotti-Passeretti. Metafisiche del tempo”: la mostra all’IIC di Parigi

PARIGI\ aise\ - In occasione del 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, l’Istituto Italiano di Cultura di Parigi presenta “Ceccotti-Passeretti. Metafisiche del tempo”, una mostra dedicata a Sergio Ceccotti e Umberto Passeretti, a cura di Antonio Calbi e Andrea Iezzi.
Nati a Roma a dieci anni di distanza, legati da una lunga amicizia e da un rapporto profondo con Parigi, Ceccotti e Passeretti hanno sviluppato due universi pittorici molto diversi, accomunati tuttavia da una riflessione sul tempo, sulla memoria e sull’eredità della cultura figurativa italiana.
Per Umberto Passeretti, l’antichità è una presenza viva. A lungo vissuto a stretto contatto con Villa Adriana, l’artista ha fatto del mondo classico il centro di una ricerca in cui sculture, panneggi e anatomie vengono reinterpretati attraverso una pittura tesa alla ricerca dell’armonia e dell’equilibrio. Il passato diventa così una materia attiva, capace di riaffiorare e trasformarsi nel presente.
Nell’opera di Sergio Ceccotti, invece, epoche diverse sembrano convivere simultaneamente. Roma e Parigi, interni, architetture, ricordi, cinema, surrealismo e atmosfere noir compongono un universo nel quale la quotidianità assume una dimensione enigmatica. Philippe Soupault definì efficacemente la sua pittura con l’espressione “insolite quotidien”, sottolineandone la capacità di trasformare il familiare in inatteso.
Parigi attraversa profondamente il percorso di entrambi. Passeretti vi studia all’École des Beaux-Arts negli anni Sessanta, partecipando al clima artistico e culturale di quegli anni. Per Ceccotti la capitale francese diventa invece una vera e propria seconda patria artistica, luogo di mostre, incontri e rapporti determinanti per la sua carriera.
La loro amicizia nasce alla fine degli anni Sessanta grazie al pittore e incisore Sergio Birga. Da allora le loro traiettorie si incrociano tra Roma e Parigi, mantenendo intatte le rispettive identità artistiche.
“Ceccotti-Passeretti. Metafisiche del tempo” mette oggi in dialogo questi due percorsi: da una parte la permanenza e la reinvenzione dell’antico in Passeretti, dall’altra la sovrapposizione dei tempi e delle memorie in Ceccotti. Due modi differenti di interrogare il passato e di farne uno strumento per leggere il presente.
Il vernissage della mostra si terrà giovedì 10 settembre, alle ore 19, alla presenza degli artisti Sergio Ceccotti e Umberto Passeretti, dei curatori Antonio Calbi e Andrea Iezzi e di Julie Borgeaud, storica dell’arte e autrice di uno dei testi del catalogo.
La mostra sarà poi aperta al pubblico dall’11 settembre al 5 novembre 2026. (aise)