La memoria si fa teatro a Bruxelles: all'IIC arriva lo spettacolo "Una storia italiana. Marcinelle 1956-2026"

BRUXELLES\ aise\ - L’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles ha organizzato per il prossimo 15 giugno (ore 19.00) una serata con l’opera teatrale "Una storia italiana. Marcinelle 1956-2026", dedicata alla tragedia di Bois du Cazier, che l’8 agosto 1956 costò la vita a 262 persone, di cui 136 italiane.
L’evento segue il testo di Ariele Vincenti, che ne cura anche la regia firmandola a quattro mani con Luca Ferrini. Lo stesso Vincenti è anche protagonista sul palco al fianco di Francesco Cassibba, Sarah Nicolucci, Vincenzo Tosetto, Giacomo Rasetti e Luca Ferrini.
La produzione propone un’esperienza di teatro civile che racconta la vita dei minatori italiani in Belgio negli anni Cinquanta, attraverso testimonianze, ricostruzioni e una drammaturgia sonora che trasforma la miniera in un personaggio vivo. Il linguaggio scenico è contemporaneo e vuole rompere la distanza tra attore e spettatore attraverso una struttura esperienziale articolata in sette tappe simboliche: dall’accoglienza con le “Valigie di cartone” nella Partenza alla ricostruzione dei vagoni sovraffollati di “28 ore in cinque giorni” durante il Viaggio. Segue l’impatto con “Le baracche di Marcinelle” all’Arrivo e l’immersione fisica nel “Ventre del pozzo” della Miniera. Il racconto attraversa poi “La solidarietà che resiste” all’interno della Comunità e il rito corale di “8 agosto 1956” per la Tragedia, concludendosi con il Requiem sonoro de “La musica della miniera”, dove pubblico e attori condividono uno spazio di memoria comune.
L’iniziativa esplora il radicamento nella storia nazionale: i minatori, provenienti da numerose regioni, portarono in Belgio un mosaico di dialetti e culture diverse. Marcinelle diventa così lo specchio dell’Italia del dopoguerra, unita dalla fatica del lavoro più che dalla retorica nazionale. Questa pluralità territoriale, fatta di tradizioni, ritualità familiari e canti di miniera, compone un quadro che rinnova la percezione dell’identità italiana contemporanea. Al contempo, il progetto assume un respiro internazionale ricordando che la tragedia coinvolse lavoratori di dieci Paesi e contribuì alla nascita di una nuova coscienza europea sulla sicurezza e sui diritti dei lavoratori, rafforzando i legami tra Italia, Belgio e futura Unione Europea. (aise)