Quasi 40.000 visitatori in tre mesi: prorogata fino al 6 dicembre la mostra “Chinese Voices on Palladio” a Pechino

©Andrea Verdelli
PECHINO\ aise\ - Grande successo per Chinese Voices on Palladio. From Classical Architecture to Contemporary Experiment, la mostra che ragiona sul rapporto tra l’eredità teorica e progettuale di Andrea Palladio e il pensiero architettonico cinese contemporaneo allestita al Tsinghua Art Museum di Pechino.
Frutto di oltre due anni di ricerca, dialogo interculturale e collaborazione scientifica tra Italia e Cina, la mostra promossa dall’Ambasciata e dall’Istituto Italiano di Cultura di Pechino con il sostegno dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana Treccani e curata da Michele Bonino, Giorgia Cestaro, Pierre-Alain Croset, Edoardo Piccoli, Qing Feng e Li Luke, con il supporto di Lidia Preti e Deng Huishu, è il risultato di oltre due anni di ricerca e collaborazione scientifica tra il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e la School of Architecture della Tsinghua University.
Il progetto propone una riflessione originale sul rapporto tra l’eredità teorica e progettuale di Andrea Palladio e il pensiero architettonico cinese contemporaneo. Più che ricercare influenze dirette tra l’architettura palladiana e quella cinese, il progetto costruisce uno spazio intellettuale per un confronto interculturale sull’architettura, nel quale posizioni differenti si raccolgono attorno alla figura di Palladio, dando luogo a molteplici interpretazioni, talvolta anche contrastanti, della sua eredità architettonica e teorica.
A seguito della positiva accoglienza da parte del pubblico, con quasi 40.000 visitatori dall’apertura (il 10 luglio), la mostra è stata prorogata fino al 6 dicembre.
L’estensione consentirà a un pubblico più ampio di visitare l’esposizione e accompagnerà lo sviluppo delle attività formative e didattiche ad essa collegate. Prenderà infatti avvio un programma di attività culturali che proporrà una serie di attività e iniziative volte ad approfondire i temi della mostra e a coinvolgere pubblici diversi, tra cui conferenze, visite guidate, tavole rotonde con architetti ed eventi dedicati al rapporto tra architettura e musica.
Tra i primi appuntamenti, un evento concepito come un dialogo tra musica e architettura. Prendendo l’Art Museum stesso come spazio e “Palladio”, composizione da camera del compositore Karl Jenkins ispirata all’architettura di Andrea Palladio, come elemento sonoro, si darà vita a un esperimento artistico che intreccia tre dimensioni: la teoria dell’architettura classica, lo spazio dell’architettura moderna e la musica contemporanea. (aise)