Eurispes: un italiano su tre vive con un animale da compagnia e lo considera membro della famiglia

ROMA\ aise\ - Gli animali domestici e il loro ruolo hanno subìto negli anni una trasformazione radicale nella società italiana, evolvendosi da semplici animali da compagnia a veri e propri pilastri emotivi e membri effettivi del nucleo familiare. In occasione della Giornata Mondiale degli Animali del 4 ottobre, una nuova analisi della Fondazione Eurispes ha scattato una fotografia dettagliata sul rapporto tra gli italiani e i propri animale da compagnia, evidenziando come un italiano su tre conviva con almeno un compagno a quattro zampe (il 17,6% ne possiede uno, il 7,6% due e l'8,5% tre o più). L'osservazione della serie storica dal 2014 al 2026 rileva un andamento fluttuante ma stabilmente elevato: dopo i picchi registrati durante la fase pandemica del biennio 2020-2021 (39,5% e 40,2%) e nel 2025 (40,5%), il dato si attesta oggi su valori riallineati alla media decennale, che vede una quota compresa tra un terzo e quattro italiani su dieci vivere con uno o più animali.
Il cane si conferma l'animale più diffuso nelle case italiane con il 41% delle preferenze, registrando una crescita del 4% tra il 2025 e il 2026 e interrompendo il trend negativo iniziato nel 2023, per tornare a superare il gatto, la cui presenza rimane sostanzialmente stabile al 37,1%. Le altre specie compaiono con percentuali decisamente più contenute: uccelli (4,1%), tartarughe (4%) e pesci (3,3%), mentre sotto la soglia del 3% si posizionano criceti (2%), rettili (1,6%), conigli (1,6%), cavalli (1,2%) e animali esotici (1,1%). L'integrazione del pet come membro della famiglia ha impresso una svolta profonda anche nelle modalità di ingresso in casa: circa quattro italiani su dieci compiono una scelta di cuore adottando animali dalla strada (20,3%) o da canili e gattili (19,4%), mentre si riduce drasticamente l'acquisto nei negozi, sceso al 12,8% rispetto al 34,4% del 2017.
Chi accoglie un animale considera la sua salute e il suo benessere come un dovere etico primario. Gli italiani tendono infatti a dare assoluta priorità alle necessità fondamentali del proprio compagno a quattro zampe, concentrando l'impegno quotidiano e di spesa soprattutto sull'alimentazione – con oltre la metà dei proprietari (50,8%) che destina più di 50 euro al mese al cibo – e sull'assistenza veterinaria, dove quasi il 30% supera i 100 euro annui per le cure e il 40,1% si attesta tra i 31 e i 100 euro. L'attenzione resta invece più contenuta per le spese extra come abbigliamento, giochi o pensioni. Questo legame profondo trova riscontro anche in nuove tutele formali: un quinto dei proprietari (20%) ha stipulato un'assicurazione per la responsabilità civile e la tutela legale, mentre il 20,2% ha preso in considerazione l'ipotesi di destinare una quota della propria eredità alla cura del proprio animale. (aise)