A Sacile omaggio ad Alberto Biasi e al “dinamismo nell’arte contemporanea”

PORDENONE\ aise\ - Dal 6 febbraio scorso e sino al 12 aprile lo splendido Palazzo Ragazzoni di Sacile, in provincia di Pordenone, accoglie la mostra “Alberto Biasi e il dinamismo nell’arte contemporanea”, un’ampia rassegna dedicata a una delle figure più autorevoli e riconosciute della ricerca ottico-cinetica internazionale.
L’esposizione, curata da Stefano Cecchetto e Giovanni Granzotto e promossa dal Comune di Sacile e dallo Studio d’Arte GR in collaborazione con l’Associazione per la tutela dell’Arte Triveneta del ‘900, si sviluppa negli ambienti recentemente restaurati di Palazzo Ragazzoni, edificio storico di straordinario pregio architettonico, che ha ospitato, fra gli anni ‘60 e i primi 15 del nuovo Millennio, una gran parte dei Maestri dell’arte del Novecento: caso forse unico nella storia espositiva del Triveneto. Poi i lavori di recupero e valorizzazione di questi ultimi anni hanno restituito alla città un luogo capace di coniugare fascino secolare e funzionalità espositiva, trasformandolo nuovamente in un polo per l’arte contemporanea.
Al centro del percorso espositivo si colloca l’opera di Alberto Biasi, protagonista della neoavanguardia italiana e tra i fondatori del Gruppo N. La sua lunga carriera, iniziata alla fine degli anni Cinquanta e scandita da mostre nei più importanti musei del mondo, testimonia un impegno costante verso la sperimentazione percettiva e il dialogo tra arte, scienza e tecnologia. Dalle celebri Trame alle Torsioni, dagli Ottico Cinetici ai Politipi, dagli Assemblaggi alle Uniche tele, transitando per le installazioni interattive, le opere di Biasi rivelano una ricerca che pone l’osservatore al centro, trasformando il movimento, reale o percepito, in elemento generatore di significato visivo.
Accanto ai lavori di Biasi, la mostra presenta opere di alcuni tra i più influenti protagonisti dell’arte optical internazionale, come Victor Vasarely, Julio Le Parc, Horacio Garcia Rossi, Francisco Sobrino, Hugo De Marco, Gianni Colombo, Getulio Alviani e come Jorrit Tornquist, teorico della percezione visiva, come Umberto Mariani e Claudio Rotta Loria, raffinati interpreti delle vibrazioni sulle superfici e molti altri, oltre a quelle del grande anticipatore del movimento, Josef Albers. Il dialogo tra questi autori mette in luce un patrimonio di forme, colori e tecniche che, pur nella loro diversità, condividono l’esplorazione del dinamismo come chiave interpretativa della realtà contemporanea.
Il tema del dinamismo assume in questa occasione un valore simbolico particolare, grazie alla concomitanza con le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, a cui la mostra è ispirata. Le opere esposte instaurano un parallelismo ideale con l’energia, la velocità, il ritmo e la tensione propri delle discipline olimpiche: movimenti che scompongono e ricompongono lo spazio, proprio come le vibranti geometrie e gli effetti percettivi che caratterizzano l’arte ottico-cinetica.
Un’opportunità unica per approfondire le traiettorie di un linguaggio artistico che ha segnato il Novecento e continua a influenzare generazioni di artisti, e, allo stesso tempo, un’occasione che conferma Palazzo Ragazzoni come nuovo scenario di riferimento per mostre di respiro nazionale e internazionale.
L’esposizione è accompagnata da un catalogo edito da Manfredi Edizioni, uno degli editori più raffinati e prestigiosi nel ramo della cultura e della gastronomia. (aise)