Cie per gli Aire nei Comuni/ Ferro risponde a IV: rilascio in sei giorni

ROMA\ aise\ - “Le carte d'identità elettroniche sono consegnate in Italia al massimo entro 6 giorni lavorativi dalla richiesta sottoscritta presso il comune”. Questi i tempi segnalati dalla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro che in Commissione Affari Costituzionali ha risposto ad una interrogazione di Maria Elena Boschi e Maria Chiara Gadda (Italia Viva) sulle tempistiche di rilascio delle Cie ai cittadini italiani all’estero iscritti all’Aire che, dal prossimo 1° giugno, potranno richiedere il documento anche nei Comuni.
Le due parlamentari, in particolare, nell’interrogazione mettevano in evidenza i diversi “buchi” temporali cui i connazionali andranno incontro tra la richiesta e il rilascio del documento: punti su cui, però, la sottosegretaria non ha chiarito nulla.
“La nuova funzionalità sarà operativa dal 1° giugno, dopo l'ultimazione degli adeguamenti tecnologici necessari per consentire ai comuni di rilasciare la carta ai cittadini iscritti all'AIRE, sulla base di modalità organizzative e tecniche che sono già state condivise con il Ministero degli affari esteri e della cooperazione internazionale”, ha detto Ferro. “La carta d'identità elettronica sarà spedita all'indirizzo, in Italia o all'estero indicato dal cittadino, oppure potrà essere ritirata presso il comune di rilascio, secondo la preferenza espressa dal richiedente”. Le Cie “sono consegnate in Italia al massimo entro 6 giorni lavorativi dalla richiesta sottoscritta presso il comune. Tale tempistica costituisce il tempo tecnico occorrente alla produzione del documento da parte dell'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e alla spedizione da parte di Poste”.
Nella replica, Gadda ha riconosciuto che “il rilascio della Cie va certamente nella direzione della digitalizzazione e del miglioramento dei servizi della pubblica amministrazione”, ma si è dichiarata insoddisfatta della risposta perché “i tempi di rilascio” riferiti dalla sottosegretaria “sono incompatibili con le fattispecie descritte nell'interrogazione”.
Nell’atto, infatti, le due deputate segnalavano che “al momento della richiesta della Cie il precedente documento di identità viene ritirato, lasciando il cittadino temporaneamente privo di un documento valido; il documento provvisorio rilasciato contestualmente alla richiesta della Cie non è valido ai fini dell'espatrio, determinando una potenziale impossibilità di rientro nel Paese di residenza estera per i cittadini Aire che si trovino temporaneamente in Italia; tale criticità assume particolare rilievo nei casi in cui il cittadino debba utilizzare mezzi di trasporto internazionale, come il trasporto aereo, che richiedono un documento di identità valido per l'espatrio”.
“Numerosi enti locali segnalano difficoltà nel fornire indicazioni chiare ai cittadini Aire, con conseguenti disagi e incertezze operative, e subiscono le lunghe liste di attesa presenti in molti consolati”, riportavano Boschi e Gadda.
Quest’ultima, poi, nella replica alla sottosegretaria ha segnalato anche che “in considerazione dell'imminente cessazione del rilascio della carta d'identità cartacea (che dal 3 agosto non sarà più valida - ndr), in casi di urgenza, quali quelli di furto o smarrimento a ridosso di un viaggio all'estero, il cittadino residente all'estero che abbia smarrito il proprio documento o ne abbia subìto il furto si troverà impossibilitato a viaggiare e a fare rientro alla propria residenza fino al rilascio della carta d'identità elettronica”.
L’invito al Governo, quindi, è stato di “porre attenzione a tali situazioni, venendo incontro alle difficoltà sia dei cittadini residenti all'estero sia dei comuni”. (aise)