Legge elettorale in Senato: domani il testo in Aula

ROMA\ aise\ - Continua in Commissione Affari Costituzionali l’esame degli emendamenti – circa 700 – alla legge elettorale che domani, 9 settembre, è attesa nell’Aula del Senato.
Approvato dalla Camera, il testo dal 21 luglio scorso è all’esame della I Commissione di Palazzo Madama che – prima della pausa estiva – ha svolto anche diverse audizioni di costituzionalisti ed esperti. Nella seduta del 3 agosto scorso, il Presidente Andrea De Priamo (FdI) ha informato i colleghi della nota inviata dal Consiglio generale degli Italiani all'estero con proposte e raccomandazioni circa il voto all’estero, tra i temi toccati dalla riforma che, tra l’altro, riduce da 4 a 2 le ripartizioni della circoscrizione estero alla Camera e da 4 a 1 per il Senato.
Al termine del 1° settembre sono stati presentati 641 emendamenti che, dalla scorsa settimana, sono all’esame della Commissione. Tra loro anche quelli soppressivi dell’articolo 6 che ridisegna la circoscrizione estero. Tra i 45 emendamenti all’articolo 6, oltre a quelli presentati dagli eletti all’estero e dai senatori all’opposizione, anche quello del senatore Menia (FdI) che propone l’istituzione di 8 “aree di voto” all’interno delle ripartizioni della circoscrizione estero per l’elezione dei deputati, mantenendo le quattro ripartizioni per il Senato.
Secondo il senatore, sarebbe poi un decreto Viminale - Farnesina a stabilire, in base al numero dei residenti Aire, quali stati includere in ciascuna “area di voto” (3 sarebbero in Europa; 2 ciascuno per il Nord e il Sud America, 1 per Africa, Asia, Oceania e Antartide). L'emendamento, poi, introduce un diverso calcolo per l'attribuzione dei seggi che sarebbero assegnati in base ai risultati che la lista ha ottenuto in tutte le "aree di voto", non nella singola ripartizione.
All’articolo 7 della legge – che regola le modalità di voto all’estero per garantirne la sicurezza – sono stati presentati 7 emendamenti.
Nonostante il lavoro svolto dalla Commissione, sarà impossibile esaminare tutte le proposte emendative presentate: il testo, dunque, arriverà in Aula senza mandato al relatore, considerando anche le diverse incertezze che continuano ad agitare la maggioranza, divisa su ballottaggi e soglia del premio al 41%. (aise)