La Cric porta le riviste culturali italiane al Salon de la Revue di Parigi

PARIGI\ aise\ - L’Italia della cultura sarà ancora una volta protagonista a Parigi. Domani, 2 ottobre, si aprirà la 36a edizione del Salon de la Revue, la manifestazione delle riviste culturali della francofonia di ogni parte del mondo. L’iniziativa, che resterà aperta fino a domenica 4 ottobre alla Halle des Blancs-Manteaux (rue Vieille du Temple 48), vedrà anche quest'anno una parte italiana che sarà gestita dal Coordinamento delle riviste italiane di cultura – CRIC, che organizzerà un banco collettivo delle riviste italiane, con il sostegno del Ministero degli Esteri - Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni, della Maison d’Italie e con il patrocinio del Ministero della Cultura.
Le riviste italiane di cultura potranno così essere presenti ad una manifestazione di importanza europea e fare conoscere le loro più recenti edizioni. Nella sala dibattiti del Salon, domenica 4 ottobre dalle ore 13.00, il Cric organizzerà un incontro sul tema “Attualità delle riviste in Italia e in Francia”, in occasione del centenario della morte di Piero Gobetti, deceduto a Parigi nel 1925, a soli 25 anni, per le conseguenze delle violenze subite dai fascisti in Italia. Per l’occasione, interverranno il presidente del Cric, l'ex ministro Valdo Spini, la direttrice del Salon de la Revue, Isabel Violante, la direttrice della Maison d'Italie, Maria Chiara Prodi, e Zoe Monestier, residente della Maison d'Italie.
“Nei venticinque anni della sua purtroppo breve vita - ricorda Valdo Spini che è presidente della Fondazione Circolo Rosselli -, Piero Gobetti fondò e diresse le riviste “Energie Nove”, “La Rivoluzione liberale” e “Il Baretti”, oltre ad essere il critico teatrale de “L'Ordine Nuovo” di Antonio Gramsci. Fondò e diresse anche la casa editrice “Piero Gobetti Editore” fino a quando il fascismo la vietò”.
È per questo che si è deciso di dedicare a Piero Gobetti il colloquio sul tema dell'attualità delle riviste in Italia e in Francia, ha spiegato Spini. “Due nazioni che hanno una grande tradizione in questo campo. L'impetuoso progresso tecnologico anche in atto, pone la produzione delle riviste culturali di fronte a nuove sfide. Tante cose sono cambiate, ma non l'esigenza di gruppi di lavoro culturale di dare continuità, riconoscibilità, identità al loro dialogo sugli argomenti di attualità e sulle radici ideali della loro ricerca attraverso la pubblicazione di una rivista. Proprio oggi, in periodo di grandi mutamenti politici. economici e sociali, l'apporto delle redazioni delle riviste, veri e propri nuclei di volontariato culturale, è prezioso e indispensabile”. (aise)