Ritrovata in Nuova Zelanda statua romana trafugata: l’opera in prestito alla Victoria University of Wellington

WELLINGTON\ aise\ - Il 9 marzo scorso, presso Te Herenga Waka della Victoria University of Wellington, si è tenuta la cerimonia di presentazione al pubblico di una testa marmorea raffigurante una donna romana di età antonina, risalente al II secolo d.C., conservata nella collezione del Museo di Antichità Classiche dell’Università.
L’opera, illecitamente esportata dall’Italia, era stata acquisita dall’Università in buona fede nel 2003. Successive indagini condotte dalle autorità italiane avevano accertato che il reperto proveniva da uno scavo clandestino e faceva parte di un più ampio fenomeno internazionale di traffico illecito di materiali archeologici.
Alla luce di tali accertamenti, il Ministero italiano della Cultura e la Victoria University of Wellington, entrambi fortemente impegnati nella tutela e nella conservazione del patrimonio storico anche sulla base della comune adesione di Italia e Nuova Zelanda alla Convezione UNESCO del 1970, hanno sottoscritto un Accordo di Cooperazione Culturale che prevede la restituzione dell’opera all’Italia, ma che questa rimanga in prestito presso la Victoria University per un periodo di quattro anni, con possibilità di rinnovo, garantendo così la continuità delle attività accademiche e di ricerca, nel rispetto dei diritti culturali e della titolarità italiana del bene.
All’evento, oltre che un folto pubblico di accademici, studiosi e sostenitori del Dipartimento di Studi Classici, hanno preso parte diversi rappresentanti istituzionali sia italiani che neozelandesi tra cui il vice chancellor della Victoria University Nic Smith, la curatrice del Museo di Antichità Classiche Diana Burton, la direttrice generale per gli Affari Europei ed Internazionali del Ministero italiano della Cultura Mariassunta Peci e l’ambasciatore d’Italia a Wellington Cristiano Maggipinto.
La cerimonia ha rappresentato un importante momento di incontro tra istituzioni ed un’occasione di riflessione sul ruolo della cooperazione internazionale nella tutela e la salvaguardia del patrimonio culturale, inserendosi nel quadro delle numerose iniziative di collaborazione fra l’Ambasciata e la Victoria University.
L’iniziativa, che fa anche riferimento al più ampio Programma Esecutivo per l’Applicazione dell’Accordo Culturale tra Italia e Nuova Zelanda firmato a giugno 2025 dal ministro Antonio Tajani e dal collega neozelandese Winston Peters, conferma l’eccellente livello di cooperazione culturale tra i due Paesi, ponendo nuove basi per future attività congiunte di ricerca, studio e divulgazione. (aise)