I capolavori di Zanabazar dalla Mongolia del XVII secolo al MAO di Torino

Installation view Zanabazar: The Wisdom of the Steppes, MAO Torino, ph. Perottino

TORINO\ nflash\ - Sino al 7 aprile il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino, grazie anche alla collaborazione con la Galleria Borghese di Roma, presenta al pubblico per la prima volta in Europa due straordinarie opere del tulku Zanabazar. maestro spirituale e incredibile artista e innovatore del XVII secolo. Nato nelle steppe mongole nel 1635, Zanabazar fu una figura di primo piano del buddhismo tibetano in Mongolia, tanto da essere riconosciuto con il nome di Öndör Gegeen, Sua Santità l’Illuminato, e primo Khutuktu Jebtsundamba, massima autorità religiosa della scuola riformata Gelugpa (cappelli gialli) del buddhismo tibetano in Mongolia, venerato come reincarnazione di uno dei cinquecento discepoli originari del Buddha. Dichiarato leader spirituale dei mongoli nel 1639, quando aveva solo quattro anni, fu anche riconosciuto dal V Dalai Lama (1617-1682) come la reincarnazione dello studioso buddhista indiano Taranatha. Oltre a essere un brillante studioso e un’autorità spirituale di rilievo, Zanabazar fu anche un artista poliedrico: a noi sono giunte alcune opere firmate da lui stesso, pratica poco frequente nella produzione religiosa buddhista. Due suoi capolavori sono ora al MAO di Torino all’interno della sezione della collezione permanente dedicata all’Asia meridionale, centrale e alla regione himalayana, creando un dialogo con i manufatti provenienti dall’Himalaya, soprattutto dall’antico monastero di Densatil - in Tibet Centrale - a cui Zanabazar si ispirò per le sue creazioni scultoree e i suoi dipinti religiosi. Le opere, in prestito in Italia e in Europa per la prima volta dal Museo Nazionale Chinggis Khan di Ulaanbaatar in occasione delle esposizioni a Roma e Torino, si contraddistinguono per un eccezionale valore estetico e spirituale e sono connotate da un linguaggio innovativo e accessibile, capace di parlare direttamente allo sguardo e all’animo dei visitatori e dei fedeli. (nflash)