“L'antologica di Bologna, 1965”: Mattia Moreni torna al MAMbo

Veduta di allestimento della mostra, Cortesy MAMbo, foto di Ornella De Carlo
BOLOGNA\ nflash\ - È giunto al suo quarto e ultimo capitolo il progetto espositivo “Mattia Moreni. Dalla formazione a “L'ultimo sussulto prima della grande mutazione””, il più ampio mai dedicato all’artista (Pavia, 1920 - Brisighella, 1999). Sino al 31 maggio, dunque, il MAMbo - Museo d'Arte Moderna di Bologna del Settore Musei Civici del Comune di Bologna ospita la “Mattia Moreni. L'antologica di Bologna, 1965”, a cura di Claudio Spadoni e Pasquale Fameli, inaugurata di recente in occasione di Art City Bologna. Promosso da Associazione Mattia, curato da Claudio Spadoni e sviluppato a partire dal settembre 2025 in cinque sedi museali diffuse tra la Romagna e Bologna – Bagnacavallo (RA), Forlì, Santa Sofia (FC), Bologna e Ravenna, il progetto nella sua interezza, inteso come omaggio corale all’artista, ne attraversa i quarant’anni di ricerca, rivelando al pubblico la forza e l’attualità di una delle voci più originali e irrequiete dell’arte italiana del secondo dopoguerra. La quarta tappa presentata al MAMbo riprende e reinterpreta la grande esposizione su Mattia Moreni curata da Francesco Arcangeli per la Galleria d’Arte Moderna di Bologna (oggi MAMbo), la prima personale dedicata a Moreni da un’istituzione pubblica italiana. In stretto dialogo con l’artista e amico, Arcangeli ne rilesse l’opera ribadendo l’urgenza di coltivare la pittura come uno specifico metodo di approccio al mondo, strumento di libera espressione soggettiva quanto di scandaglio critico della realtà. (nflash)