“Parthenope. La Sirena e la città”: al MANN Napoli riscopre sè stessa

NAPOLI\ nflash\ - A Napoli tutti sono partenopei oltre che napoletani e questo appellativo, che deriva dal primo insediamento greco sull’attuale collina di Pizzofalcone, è legato alla sirena Parthenope sepolta nella spiaggia sottostante. Dall’VIII secolo a.C. un legame indissolubile ha connesso Napoli a questa creatura, prima uccello con testa femminile, poi donna con coda di pesce. Se, inizialmente, le Sirene erano pericolose ammaliatrici, ben presto divennero protettrici benevole. Parthenope, in particolare, è entrata a far parte della vita quotidiana napoletana: dalle monete dell’antica Neapolis ai rilievi, dalla fontana di Spinacorona detta “delle zizze” (dove si recavano ancora nell’800 le donne del popolo per chiedere protezione per il parto) alle decorazioni su edifici pubblici come il Teatro San Carlo o la Galleria Vittorio Emanuele, per giungere, infine, ai murales disseminati nella città. “Parthenope. La Sirena e la città” è l’esposizione che, sino al 6 luglio, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli intende costruire una sorta di summa per immagini sul mito della sirena. Il percorso, curato da Francesco Sirano, Massimo Osanna, Raffaella Bosso e Laura Forte, conduce il visitatore alla scoperta delle Sirene e della sirena cara ai napoletani, Parthenope: oltre duecentocinquanta opere, dall’VIII secolo a.C. sino alla contemporaneità, tracciano un percorso suggestivo che ha attraversato secoli e luoghi, rigenerandosi continuamente sino ai film di animazione e ai giocattoli dedicati, come Barbie Sirena. Allo stesso tempo, i manufatti esposti permettono di ricostruire storie e tradizioni legate alle origini della città di Napoli: emblematica, in tal senso, la presenza in mostra di reperti, in alcuni casi inediti, provenienti dagli scavi delle linee 1 e 6 della metropolitana, così come l’eccezionale concessione in prestito del busto in argento di Santa Patrizia. Significativamente, l’opera ha lasciato la mostra per la prima settimana di maggio in occasione della processione in onore di San Gennaro, per poi ritornare al MANN. (nflash)