Circolo Pd Berlino commissariato da Pd Germania e Pd Mondo/ Gli iscritti: decisione politica

BERLINO\ aise\ - Il Circolo Pd Berlino e Brandeburgo è stato commissariato dalla Federazione Pd Germania e dal Responsabile Pd Mondo. È quanto si apprende da una nota del Circolo Pd Berlino e Brandeburgo che ha condannato in modo fermo il commissariamento, ritenendo questo “un atto ingiustificato, privo dei necessari presupposti politici e statutari”. E dunque, secondo loro, “una natura esclusivamente politica”.
A quanto si legge nel Comunicato Stampa firmato dagli iscritti, il provvedimento contro il Circolo Pd della capitale tedesca è arrivato “nel momento in cui una nuova maggioranza, evidentemente non gradita ai vertici del Pd Mondo e della Federazione Pd Germania, si apprestava a consolidare democraticamente il proprio consenso attraverso il congresso”.
Per i firmatari, risulta “grave” anche la gestione del tesseramento 2026. “Per mesi è stato sostenuto che il tesseramento all’estero non fosse aperto, mentre risultava già attivo online - spiegano -. Questo ha ostacolato il rinnovo delle iscrizioni, limitato la partecipazione democratica e prodotto un danno politico al percorso congressuale. A ciò si sono aggiunte difficoltà nell’accesso ai moduli e una mancata collaborazione da parte degli organismi federali, alimentando un clima di opacità incompatibile con i principi democratici del Partito Democratico”.
Ma “ancora più grave” per i firmatari è che “il Circolo sia stato tenuto all’oscuro dell’intero procedimento. Non vi è stato alcun contraddittorio, non sono state contestate violazioni specifiche e non è stata data agli iscritti la possibilità di difendere la propria posizione”. Insomma, secondo loro si sarebbe proceduto con “decisioni calate dall’alto, senza trasparenza e senza coinvolgere la comunità politica interessata”.
I firmatari del Circolo hanno quindi puntato il dito per “una pesante responsabilità politica” sulla segretaria di Federazione, Viviana Vacante, sul responsabile Pd Mondo, Luciano Vecchi, e sull’On. Toni Ricciardi, deputato del Pd eletto in Europa, per “aver scelto il commissariamento invece del confronto democratico e del rispetto dell’autonomia del Circolo”.
Hanno infine espresso “profonda delusione” nei confronti della Segreteria nazionale e della Direzione nazionale, ree di aver “avallato la richiesta senza informare il Circolo e senza consentire alcuna difesa".
"Molte e molti di noi avevano sostenuto il progetto di rinnovamento rappresentato da Schlein nella speranza di un Partito Democratico più aperto, pluralista e rispettoso dell’autonomia dei territori - hanno concluso -. Questa decisione contraddice quelle aspettative e ferisce profondamente tante iscritte e tanti iscritti. Difendere la democrazia interna significa rispettare le regole, accettare il confronto politico e riconoscere il diritto degli iscritti a scegliere i propri organismi dirigenti”. E per i firmatari questo diritto sarebbe stato negato. “Per questo continueremo a denunciare una decisione che consideriamo sbagliata nel merito, discutibile nel metodo e dannosa per la credibilità democratica del Partito Democratico”. (aise)