Di Giuseppe (FdI): ricordare Marcinelle per mettere la storia dell’emigrazione al centro della storia italiana

ROMA\ aise\ - “Settant’anni fa, l’8 agosto 1956, a Marcinelle morirono 262 minatori. 136 erano italiani. Non erano avventurieri e non erano uomini in cerca di scorciatoie. Erano padri, mariti, figli che avevano lasciato la propria terra e accettato uno dei lavori più duri che si potessero immaginare per conquistare, con il sacrificio, una cosa sola: la dignità di costruire un futuro per le proprie famiglie. Marcinelle non è soltanto la storia di una tragedia. È la storia di un’intera generazione di italiani che non partì per essere mantenuta, ma per mantenere; non per chiedere privilegi, ma per offrire lavoro, competenza e coraggio”. Così, Andrea Di Giuseppe, deputato di Fratelli d’Italia eletto in Centro e Nord America, ha ricordato la tragedia di Marcinelle nel giorno del suo 70esimo anniversario.
“I nostri connazionali hanno imparato nuove lingue, rispettato le leggi, affrontato diffidenze e pregiudizi. Hanno lavorato nelle miniere, nelle fabbriche, nei cantieri e, con il tempo, hanno costruito imprese, famiglie e comunità – ha proseguito il deputato di FdI -. Non hanno semplicemente trovato posto in altri Paesi: hanno contribuito a renderli più ricchi, più moderni e più forti. Per questo ricordare Marcinelle significa andare oltre la retorica dell’emigrazione. Significa riconoscere che l’Italia non è soltanto una nazione dalla quale milioni di persone sono partite: è una nazione che, attraverso i propri emigranti, ha partecipato allo sviluppo economico, industriale e sociale di interi continenti”.
“Quella storia continua ancora oggi, nella straordinaria comunità degli italiani nel mondo che ho l’onore di rappresentare – ha concluso -. Ricordare Marcinelle significa restituire loro il posto che meritano: non ai margini della storia italiana, ma al centro della sua grandezza”. (aise)