Di Sanzo (Pd): su assistenza sanitaria per gli italiani all'estero un passo avanti seppur con forti limiti

ROMA\ aise\ - La proposta di legge sull'assistenza sanitaria per gli italiani all'estero residenti in paesi fuori dall'Europa e dall'area EFTA, approvata la scorsa settimana in prima lettura alla Camera, è “una proposta importante e molto sentita”. Così Christian Di Sanzo, deputato Pd eletto in Centro e Nord America, che ricorda come la proposta “parte da un mio ordine del giorno approvato all'unanimità dalla Camera a dicembre 2023, in cui chiedevo un impegno serio per trovare un meccanismo che potesse offrire agli italiani all'estero residenti fuori dall'Europa, la possibilità di accedere al servizio sanitario nazionale anche per le cure non emergenziali, come le operazioni programmabili e gli esami medici. Avevo presentato a tale proposito una proposta di legge a mia prima firma che articolava in modo molto dettagliato come arrivare a tale sistema; dobbiamo però costatare che, purtroppo, il governo ha raccolto solo parzialmente le mie richieste".
"L'esigenza – spiega Di Sanzo – nasce dal fatto che vi sono ormai moltissimi italiani all'estero, e in particolare moltissime famiglie che trascorrono lunghi periodi in Italia durante l'estate o durante le vacanze natalizie, così come tanti studenti che tornano ogni anno, anche più volte all'anno, in Italia - l'esigenza della nuova proposta di legge è quindi fortemente sentita da tanti italiani all'estero che trascorrono alcuni mesi all'anno in Italia - e oggi non hanno accesso alle cure del servizio sanitario nazionale, se non a quelle di emergenza fino a 90 giorni”.
“La proposta finale approvata, derivata da varie proposte di legge, tra cui anche la mia, - ricorda Di Sanzo – permette però l'iscrizione al servizio sanitario nazionale solo a fronte di un pagamento di 2000 euro. Noi, come Partito Democratico, avevamo presentato degli emendamenti correttivi e migliorativi per tenere conto delle diverse esigenze delle nostre comunità all'estero. Avremmo infatti voluto un contributo proporzionale al reddito, una esenzione per gli studenti iscritti a corsi di laurea o di dottorato, una esenzione per i pensionati che non usufruiscono della de-tassazione della pensione e che quindi pagano le tasse in Italia, e infine la cancellazione della disposizione che richiede il pagamento in modo continuativo negli anni futuri - una prescrizione che troviamo fortemente limitante”.
“Avevo anche proposto – aggiunge il deputato – la possibilità di includere il solo medico di base, senza altre prestazioni mediche, a fronte di un pagamento di sole 80 euro”.
“È importante però sottolineare che la proposta prevede una esenzione per i minori i cui genitori si iscrivano al servizio, e la normativa sulle cure di emergenza gratuite fino a 90 giorni rimane invariata”, evidenzia Di Sanzo. “L'opzione del servizio sanitario, a fronte del pagamento di un contributo, è quindi solo una opzione in più”.
“Avremmo certamente voluto che il governo accogliesse i nostri correttivi per rendere la proposta migliore e più inclusiva per le nostre comunità all'estero, ma, nonostante questi forti limiti, la proposta è comunque un passo avanti, una base importante da cui partire. La nostra speranza – conclude – è che si possano apportare correzioni nei futuri provvedimenti. Il mio lavoro e quello del Partito Democratico su questo non mancheranno". (aise)