Ermanno Stradelli, una vita in Amazzonia: Fabio Porta a Roma alla presentazione del libro

ROMA\ aise\ - Esploratore, fotografo, cartografo, studioso delle culture indigene e uomo di legge. La straordinaria vita di Ermanno Stradelli e la sua epopea in Amazzonia sono al centro dell'incontro che si terrà alle ore 18.00 di oggi, 24 settembre, a Roma, presso l'Istituto Guimarães Rosa, sede dell’Ambasciata del Brasile in Italia, in occasione della presentazione del volume "L’Amazzonia di Ermanno Stradelli. Nei misteri della foresta", curato da Corrado Truffelli, a cui prenderà parte anche il deputato del Pd eletto in Sud America, Fabio Porta.
Nato a Borgo Val di Taro nel 1852, Stradelli partì per il Brasile a soli 27 anni, dedicando decenni all'esplorazione dei fiumi amazzonici e allo studio dei popoli nativi. Ne imparò la lingua, il nheengatu, e ne documentò i miti, come la tradizione del Jurupary. Dopo una parentesi in Italia per laurearsi in legge, scelse di stabilirsi definitivamente in Sud America, dove ottenne la cittadinanza brasiliana e lavorò come magistrato fino alla morte, avvenuta a Manaus nel 1926.
All'evento, moderato dalla giornalista Katia Golini (Gazzetta di Parma), oltre a Porta vedrà la partecipazione dell'ambasciatore del Brasile in Italia, Renato Mosca de Souza, il sindaco di Borgo Val di Taro, Marco Moglia, e il presidente della Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo, Matteo Daffadà.
“Ermanno Stradelli è un personaggio che ancora oggi sorprende per la modernità e il coraggio delle sue scelte – ha sottolineato Porta lanciando l’iniziativa -. A 27 anni lascia l’Italia e parte per un territorio che, per un giovane europeo dell’Ottocento, rappresentava davvero un altro mondo. Ma la cosa più interessante è che non si limita a esplorarlo: vuole conoscerlo. Impara le lingue, vive a contatto con le popolazioni indigene, ascolta e raccoglie le loro storie, ne studia le tradizioni. In un’epoca in cui non era affatto scontato avvicinarsi a culture così lontane con questa curiosità, Stradelli mostra una capacità di ascolto e un’apertura davvero particolari. L’Amazzonia non è stata semplicemente il luogo dei suoi viaggi: è diventata la sua casa e il grande filo conduttore della sua vita. Credo sia proprio questo a rendere la sua storia così affascinante e ancora attuale”. (aise)