La mafia se sienta a la mesa: Ascari (M5S) torna a interrogare la Farnesina sulla catena di ristoranti spagnola

ROMA\ aise\ - Nonostante la revoca del marchio, ristoranti della catena “La mafia se sienta a la mesa” sono ancora aperti in diverse città della Spagna. Per questo la deputata 5 Stelle Stefani Ascari ha presentato una nuova interrogazione al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Antonio Tajani, per chiedere di “intraprendere iniziative diplomatiche” sia “nelle sedi internazionali che dell'Unione europea” per ottenere la chiusura dei locali, così come fatto, con successo, in un simile caso in Irlanda.
“Nella XVII legislatura (in particolare nel 2014 e nel 2015) – ricorda Ascari nella premessa – era emersa la vicenda della catena di ristoranti spagnoli “La mafia se sienta a la mesa”, il cui marchio risulta poi essere stato poi revocato dalla Commissione europea per contrasto con l'ordine pubblico”. La deputata, quindi, riporta che lei stessa, in questa legislatura, aveva segnalato che “a Dublino era aperto un ristorante denominato “La Cosa nostra”, situato in Thomas Street, nel cuore della capitale della Repubblica d'Irlanda; il locale era persino segnalato e pubblicizzato in alcune guide turistiche”.
A quella interrogazione, continua Ascari, nel novembre scorso rispose l’allora Sottosegretario Silli, il quale, riporta la deputata, “aveva correttamente dichiarato di condividere “pienamente la preoccupazione espressa dall'interrogante in merito alla scelta di una denominazione che richiama in modo diretto un'organizzazione criminale responsabile di gravi delitti e che continua a rappresentare una minaccia concreta allo Stato di diritto, in Italia e non solo. Purtroppo, si tratta di un episodio che si inserisce in una più ampia tendenza all'uso improprio e spesso banalizzante del nome e dell'immaginario legati alla criminalità organizzata italiana, talvolta impiegati per fini commerciali. È una prassi inaccettabile, che il Governo italiano ha contrastato con determinazione e spesso con successo, come dimostra il precedente della catena spagnola “La mafia se sienta a la mesa”, il cui marchio è stato oggetto di revoca in Spagna per contrasto con l'ordine pubblico. Anche in questo caso, l'ambasciata d'Italia a Dublino è intervenuta prontamente, avviando contatti con le autorità competenti irlandesi e sensibilizzando in particolare il Ministero delle imprese e del commercio. Sono attualmente in corso approfondimenti per verificare se l'ordinamento della Repubblica d'Irlanda preveda strumenti utili a impedire l'utilizzo di tale denominazione”; oggi – informa Ascari – purtroppo risulta che nelle città spagnole di Burgos, Leon e Valladolid sono ancora aperti ristoranti della predetta catena, nelle cui vetrine sono anche esposti pacchi di pasta e modelli di Vespa, come a enfatizzare che – oltre alla pasta e alla Vespa – anche la mafia è prodotto tipico del made in Italy”.
Sottolineato che “la gravità di tale stereotipo è intollerabile”, Ascari chiede a Tajani se “intenda intraprendere, nelle sedi internazionali e dell'Unione europea, le stesse iniziative diplomatiche adottate per il citato caso irlandese”. (aise)