Le riforme si fanno con equilibrio e in Parlamento: Carè (Pd) spiega il suo voto “No” al referendum sulla giustizia

ROMA\ aise\ - “Al referendum sulla giustizia voterò convintamente “NO”. Non perché la giustizia italiana non abbia bisogno di riforme, ma perché riforme così delicate non si fanno per via referendaria e per interventi parziali”. Questa la posizione di Nicola Carè, deputato eletto all’estero del Pd, riguardo il voto sul Referendum sulla Giustizia.
“Il sistema giudiziario è un equilibrio complesso tra garanzie, diritti, indipendenza della magistratura e tutela delle vittime – ha aggiunto -. Intervenire con singoli quesiti rischia di produrre effetti non coordinati su un impianto che richiede invece una visione organica”.
Secondo Carè questa non è una vera riforma della giustizia, perché “non migliora l’efficienza del sistema per i cittadini italiani, non accelera i processi e non interviene sulle criticità strutturali che rallentano le decisioni”.
“Non basta modificare singole norme per rendere la giustizia più giusta e più vicina alle persone”, ha proseguito l’esponente dem che ha poi evidenziato che il referendum non affronta uno dei nodi centrali del sistema: la stabilizzazione dei circa 12 mila lavoratori precari della giustizia che da anni garantiscono il funzionamento degli uffici giudiziari. “Senza investimenti sul personale e senza dare certezze a chi tiene in piedi i tribunali ogni giorno, parlare di riforma è fuorviante”.
Per il deputato eletto all’estero, dunque, la priorità deve essere quella di rendere la giustizia più rapida ed efficiente attraverso investimenti, digitalizzazione, rafforzamento degli organici e riforme strutturali discusse e approvate in Parlamento. “Non difendiamo lo status quo. Vogliamo cambiare, ma in modo serio, coerente e nel rispetto dei principi costituzionali”.
“Votare No – ha concluso – significa scegliere una riforma complessiva, costruita con responsabilità e senza scorciatoie. La giustizia si migliora rafforzando il servizio per i cittadini, non con interventi frammentari che non incidono sui problemi reali del sistema”. (aise)