Legge elettorale/ Di Sanzo (Pd): la maggioranza vuole eliminare la rappresentanza del Nord America e dell'Oceania

ROMA\ aise\ - “Da giorni si rincorrono indiscrezioni sulla presentazione da parte della maggioranza di un emendamento alla legge elettorale sul voto degli italiani all’estero che cancellerebbe le attuali quattro Ripartizioni, sostituendole con un collegio unico mondiale al Senato e due collegi alla Camera: “Europa” e “Extra-Europa”, con voto di preferenza. Una simile riforma priverebbe le comunità italiane all’estero di una effettiva rappresentanza: nessun parlamentare potrebbe mantenere un rapporto costante con comunità distribuite in tutto il mondo”. A parlare esplicitamente di “ennesimo attacco alle comunità italiane all’estero da parte del Governo” è stato Christian Di Sanzo, deputato del Pd eletto in Centro e Nord America.
Secondo l’eletto all’estero, infatti, questo sistema elettorale pensato dalla maggioranza “nei fatti favorirebbe i candidati del Sud America, popolazione più numerosa fuori dall’Europa, che raccoglierebbero molte più preferenze rispetto a quelli del Nord America e dell’Oceania, destinati di fatto a scomparire dalla rappresentanza”. L’intento del Governo sarebbe dunque quello di “cancellare per sempre la Rappresentanza delle comunità del Nord America e Oceania”.
“Nessun emendamento sulle ripartizioni estero è stato presentato nei lavori di Commissione, un modo di procedere abbastanza anomalo, ma che è stato il metodo usato dalla maggioranza per la discussione di questa legge elettorale – ha spiegato Di Sanzo -. La legge è stata licenziata dalla commissione dopo la sola discussione del meno del 50% degli emendamenti presentati, usando la "tagliola" in commissione. La legge è prevista per essere votata nell'Aula di Montecitorio dal 14 luglio e da giorni indiscrezioni parlano di un “blitz” della maggioranza sui collegi estero, con un emendamento presentato direttamente per la discussione in Aula senza passare dalla Commissione”.
Ad oggi gli eletti all'estero sono quattro in Senato e otto alla Camera, eletti in quattro ripartizioni: Europa, Nord e Centro America, Sud America, e Africa-Asia-Oceania. Al posto delle attuali quattro ripartizioni, l'emendamento della maggioranza, per quanto spiegato da Di Sanzo, “dovrebbe creare un collegio unico al mondo in cui vengono eletti i quattro senatori eletti all'estero con preferenze su tutto il mondo con metodo proporzionale; il vantaggio per la maggioranza è che con un sistema proporzionale di questo tipo, rispetto agli attuali seggi per ripartizione, al centrodestra spetterebbe un senatore in più, ma a discapito di ogni rappresentanza territoriale”. Alla Camera, invece, “dovrebbero esserci due ripartizioni: una per la sola Europa e una "Extra-Europa" che include tutti i paesi fuori dall'Europa. Dal momento che nella Ripartizione il Sud America conta 2,1 milioni di italiani, rispetto al Nord America che ne conta circa 580mila e alla Ripartizione che Africa-Asia-Oceania che ne conta 340mila, è evidente che gli eletti di ogni partito nelle liste per preferenze sarebbero tutti provenienti dal Sud America, eliminando così per sempre la rappresentanza del Nord America e dell'area Africa-Asia-Oceania”.
“Inoltre – ha concluso Di Sanzo -, con quattro seggi assegnati al collegio “Extra-Europa” alla Camera, la riforma favorirebbe il ritorno in Parlamento dell’USEI (Unione Sudamericana Emigrati Italiani), il cui senatore eletto è decaduto nella scorsa legislatura per brogli elettorali, caso unico nella storia della Repubblica”.
Di “paradosso” della maggioranza ha parlato infine Di Sanzo: “sostiene di voler riformare il voto all’estero per contrastare i brogli” ma propone “una legge che favorisce proprio il partito coinvolto in quella vicenda”. (aise)