Legge elettorale/ Giacobbe (Pd): il Governo ignora il Cgie e mortifica la rappresentanza degli italiani all'estero

ROMA\ aise\ - Nel corso della discussione in Commissione Affari Costituzionali del Senato sul disegno di legge di riforma della legge elettorale, Francesco Giacobbe, senatore Pd eletto nella in Africa-Asia-Oceania-Antartide, è intervenuto esprimendo una forte contrarietà alle modifiche previste per la rappresentanza degli italiani all'estero. Nel suo intervento, il parlamentare ha ricordato come diversi costituzionalisti auditi abbiano evidenziato che la riforma, pur essendo formalmente una legge ordinaria, incida su principi fondamentali della rappresentanza parlamentare, chiedendo inoltre che venga acquisito il parere del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero, che non risulta essere stato richiesto.
"Questa proposta introduce una discriminazione inaccettabile tra cittadini italiani. Senza modificare formalmente la Costituzione, crea nei fatti cittadini di serie A e cittadini di serie B, attribuendo al voto degli italiani all'estero un'efficacia diversa rispetto a quello espresso in Italia", ha sostenuto Giacobbe, prima di richiamare la “filosofia” della legge Tremaglia che, ha aggiunto, aveva trovato un equilibrio tra rappresentanza proporzionale e rappresentanza territoriale attraverso quattro ripartizioni costruite sulla storia dell'emigrazione, sulla distribuzione geografica delle comunità italiane e sulle loro diverse esigenze.
"Con una ripartizione unica per il Senato e due sole ripartizioni alla Camera si rompe completamente quell'equilibrio”, ha rilevato Giacobbe. “Intere aree del mondo, come Asia, Oceania, Africa e Nord America, rischiano di non avere più alcuna rappresentanza parlamentare. È come trasformare tutta l'Italia in un'unica circoscrizione nazionale, con regioni come Molise o Basilicata che potrebbero non eleggere alcun parlamentare”.
Il senatore ha poi sottolineato come gli eletti della Circoscrizione Estero siano gli unici parlamentari ad avere un rapporto diretto con uno specifico territorio e con le comunità che rappresentano: "qui non si stanno ridisegnando le circoscrizioni, le si sta eliminando del tutto. Si sacrifica la rappresentanza territoriale per una mera convenienza politica, tradendo la filosofia della legge Tremaglia e privando milioni di italiani nel mondo di una rappresentanza realmente legata ai loro territori".
Concludendo, Giacobbe ha ribadito la necessità di affrontare la riforma della rappresentanza degli italiani all'estero con un provvedimento specifico e non all'interno di un disegno di legge così ampio: "abbiamo presentato un emendamento soppressivo perché una materia così delicata merita un confronto autonomo, serio e approfondito. Siamo ancora in tempo per fermarci e riflettere prima di approvare una riforma che rischia di compromettere definitivamente la rappresentanza degli italiani nel mondo". (aise)