Morte Paciolla: Tripodi risponde a Porta (Pd)

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ROMA\ aise\ - “La consulenza tecnica svolta dai RIS di Roma ha confermato pienamente l'ipotesi del suicidio. Alla luce di queste ulteriori risultanze, il 5 giugno 2024 è stata emessa una nuova richiesta di archiviazione”. Così la sottosegretaria agli esteri Maria Tripodi nella risposta alla interrogazione con cui Fabio Porta (Pd), insieme ai colleghi Sarracino, Amendola, Boldrini, Provenzano e Quartapelle, chiedeva al Governo di “intraprendere iniziative” per “l'accertamento della verità da parte dell'autorità giudiziaria" sulla morte di Mario Paciolla, trovato senza vita il 15 luglio 2020 nella sua abitazione a San Vincente del Caguán, in Colombia.
Nella seduta di ieri in Commissione Esteri, Tripodi ha ricordato che Paciolla “lavorava dal 20 agosto 2018 come cooperante nella Missione di verifica ONU” in Colombia. “Le modalità del ritrovamento del corpo hanno indotto la Polizia colombiana a formulare l'ipotesi del suicidio. Sia le Autorità giudiziarie colombiane che la Procura di Roma hanno aperto un fascicolo e proseguito le indagini per quasi tutto il 2022”.
“Il 31 agosto 2022, - ha aggiunto la sottosegretaria – la Procura colombiana ha assunto la determinazione di archiviare il caso, in quanto non sarebbero emersi elementi tali da poter avvalorare l'ipotesi di un evento criminoso. L'8 ottobre 2022 la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha a sua volta richiesto l'archiviazione della vicenda. Tuttavia, il 27 ottobre 2023, il GIP ha disposto un supplemento di indagini. La consulenza tecnica svolta dai RIS di Roma ha confermato pienamente l'ipotesi del suicidio. Alla luce di queste ulteriori risultanze, il 5 giugno 2024 è stata emessa una nuova richiesta di archiviazione”.
“La Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha anche riferito di non aver riscontrato nel corso dell'attività svolta atteggiamenti non collaborativi da parte dell'Autorità giudiziaria colombiana, con la quale ha svolto congiuntamente numerose attività di indagine”, ha assicurato Tripodi. “Anche le interlocuzioni tra la Procura della Repubblica di Roma e l'Ufficio affari legali delle Nazioni Unite (Office of Legal Affairs, OLA) sono state frequenti”. Inoltre, “fin dall'inizio della vicenda, l'Ambasciata d'Italia a Bogotá, in stretto raccordo con la Farnesina, ha seguito il caso, prestando la necessaria assistenza ai familiari del connazionale e sensibilizzando più volte le autorità locali, mantenendo costanti contatti con i legali e con la Missione di verifica delle Nazioni Unite in Colombia”.
“La Farnesina, con le competenti Autorità giudiziarie italiane, - ha concluso – continuerà a seguire il caso con la massima attenzione”.
A replicare alla sottosegretaria è stata Lia Quartapelle, cofirmataria dell’interrogazione, che si è dichiarata “insoddisfatta della risposta del Governo”.
Il Partito Democratico, ha ricordato, “fin dal luglio 2020 segue con grande attenzione la vicenda in oggetto e registra con preoccupazione i mancati progressi nell'accertamento della verità. Auspico che tutte le forze politiche cooperino per rendere giustizia alla memoria del nostro connazionale e per tutelare la credibilità del Paese, che non può accontentarsi delle spiegazioni parziali e lacunose fornite dalle autorità colombiane”. (aise)