Burocrazia, partecipazione e futuro della rappresentanza: le priorità del CGIE

ROMA\ aise\ - Difficoltà burocratiche; un appello alla partecipazione per il rinnovo dei Comites (con scadenza il 4 novembre) che servirà "a dare rilevanza politica ai nostri organismi di rappresentanza"; legge elettorale, con la netta contrarietà alla circoscrizione estero unificata (che verrà votata la prossima settimana dalla Camera dopo essere già passata in Senato); il nodo cittadinanza che rimane una questione "politicamente aperta"; e i nuovi accordi strategici con CNEL, MEI e AICCRE volti a valorizzare la diaspora.
Sono stati questi i temi al centro della conferenza stampa del Consiglio Generale degli Italiani all'Estero (CGIE) tenutasi questo pomeriggio a conclusione del Comitato di Presidenza svolto dal 28 al 30 settembre e in vista dell'Assemblea Plenaria che si terrà dal 23 al 27 novembre prossimi.
A fare gli onori di casa, la Segretaria Generale, Maria Chiara Prodi, che ha aperto la conferenza ricordando Salvatore "Totò" Augello, storico dirigente dell’Usef e figura centrale dell'associazionismo siciliano e italiano all'estero, scomparso nelle scorse ore.
A seguire è entrata nel merito degli argomenti trattati in questi giorni dal CdP, a partire dalle imminenti elezioni per il rinnovo dei Comites del prossimo 4 dicembre. La Segretaria Generale ha evidenziato le severe difficoltà burocratiche riscontrate nei territori per la presentazione e la sottoscrizione delle liste, condizionate dall'obbligo di autentica delle firme e dalle grandi lontananze geografiche. A tal riguardo, "abbiamo chiesto alle istituzioni procedure più snelle e una maggiore digitalizzazione dei servizi consolari, per non penalizzare i connazionali lontani dalle sedi diplomatiche", ha spiegato Prodi, ringraziando chi si sta impegnando sul campo.
A seguire, Prodi ha voluto lanciare un accorato appello in vista del termine per l'iscrizione dell'intenzione di voto per il rinnovo dei Comites, chiedendo esplicitamente l'aiuto dei giornalisti di veicolare questo messaggio: "Entro il 4 novembre i connazionali iscritti all'AIRE devono registrarsi per poter votare". Per Prodi, questo è passaggio centrale, poiché "la partecipazione serve a dare peso, dignità e rilevanza numerica e politica ai nostri organismi di rappresentanza nei confronti delle istituzioni italiane".
Ampio spazio, il CdP l'ha utilizzato anche per parlare della riforma della legge elettorale per la circoscrizione estero. Pur apprezzando l'accoglimento di alcuni suggerimenti del CGIE per la messa in sicurezza del voto, la Segretaria Generale ha ribadito la ferma contrarietà all'ipotesi di unificazione della circoscrizione: "Teniamo al valore della rappresentanza territoriale. Il senso della Circoscrizione Estero è portare in Parlamento la voce e le specificità dei diversi Paesi, non solo le dinamiche di partito".
Prodi ha evidenziato anche una contraddizione di fondo: "Se la politica sceglie un approccio meramente numerico, e non territoriale, bisognerebbe ricordare che gli italiani all'estero rappresentano quasi l'11% della popolazione nazionale e meriterebbero una quota proporzionale di eletti. Se invece prevale la tutela delle comunità, occorre difendere la loro specificità geografica. In ogni caso, con criteri solo numerici, la responsabilità di rappresentare i territori ricadrà ancora di più su Comites e CGIE". La Segretaria Generale ha inoltre ricordato che il dibattito sulla riforma della cittadinanza resta per il CGIE un capitolo "politicamente aperto".
Prodi ha infine parlato delle importanti intese che ha stretto in questi mesi. Tra queste, la firma di un accordo con le associazioni dei comuni e delle regioni europee (AICCRE) per "rilanciare i gemellaggi" e "favorire l'internazionalizzazione" dei territori. Inoltre, stanno proseguendo le collaborazioni con il CNEL, per cui ha ricordato in particolare la ricerca per far tornare i giovani expat in Italia, e con il MEI - Museo Nazionale dell'Emigrazione Italiana, ricordando in particolare il progetto "La Fune Azzurra", dedicato allo sport della diaspora italiana.
"Il nostro obiettivo - ha concluso Prodi - è arrivare alla Plenaria con una sintesi chiara e una visione strategica per il futuro, affinché le istituzioni della Repubblica continui no a riconoscere al CGIE il suo fondamentale ruolo di sintesi e rappresentanza unitaria".
Particolarmente duro l'intervento della Vice Segretaria Generale per i paesi anglofoni extra Ue, Silvana Mangione, specie riguardo il passaggio a una sola circoscrizione per l'estero con la nuova legge elettorale: "significa eliminare la rappresentanza territoriale e tagliare fuori due terzi del mondo dal Parlamento italiano", ha spiegato.
Nel suo appassionato intervento, Mangione ha quindi espresso la più ferma contrarietà del CGIE all'ipotesi di accorpare le circoscrizioni, "una misura che andrebbe a scapito delle comunità residenti nelle aree geograficamente più lontane. "Con la sparizione del criterio territoriale, Nord e Centro America, Australia, Asia, Africa e Antartide non avranno più una loro rappresentanza diretta. Schiacciati dal peso numerico dell'America Latina e dell'Europa, che contano numeri di gran lunga superiori, Paesi strategici come gli Stati Uniti o quelli del Commonwealth rischiano di rimanere completamente trascurati e senza voce a Roma". Secondo Mangione, questa scelta risponde a mere convenienze politiche, e penalizza l'Italia che perderebbe un patrimonio di relazioni storiche ed economiche che le comunità italiane all'estero comportano.
"Sulla cittadinanza stiamo arrivando al ridicolo", ha spiegato in conclusione la Vice Segretaria del CGIE per i paesi anglofoni extra UE. Restringendo la trasmissione della cittadinanza "si rischia di punire proprio quelle giovani famiglie della diaspora che fanno sforzi concreti, anche economici, per insegnare la lingua e trasmettere la cultura italiana ai propri figli". Una restrizione che dimostra "cecità nei confronti di un mondo straordinario fatto di intelligenza, affetto, capacità commerciale ed economica che continua a sostenere l'Italia da fuori dai confini nazionali".
Sulla cittadinanza si è concentrato anche l'intervento di Mariano Gazzola, Vice Segretario per l'America Latina, che ha analizzato l'impatto di questa riforma che è un tema fortemente avvertito in Sud America ma destinato, secondo lui, a ripercuotersi sull'intera diaspora, Europa compresa.
"Ci sono impostazioni di fondo che non possiamo accettare", ha sottolineato Gazzola, evidenziando le ricadute pratiche e le contraddizioni generate dalle restrizioni ipotizzate. "Pensiamo al caso di un giovane italiano emigrato all'estero che acquisisce la cittadinanza del Paese di residenza conservando la propria: con le nuove limitazioni alla trasmissione generazionale, si crea la situazione assurda per cui un figlio potrebbe non vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana pur vivendo in una famiglia pienamente inserita nella cultura e nella vita del nostro Paese".
Il Vice Segretario per l'America Latina ha posto l'accento sul paradosso che penalizza i sacrifici dei connazionali: "Non si può negare la cittadinanza a un bambino le cui famiglie fanno sforzi enormi, anche economici, per iscriverlo alle scuole italiane, fargli studiare la nostra lingua e trasmettergli la nostra storia. Quando c'è un legame reale e partecipato, questa legge produce discriminazioni concrete e inaccettabili".
A seguire ha preso parola Gianluca Lodetti, Vice Segretario Generale di Nomina governativa: "siamo impegnati a far valore la nostra prerogativa, cioè quella che ci venga riconosciuto il fatto di esprimere i pareri obbligatori che la legge di attribuisce". "Stiamo cercando in tutti i modi di dire la nostra" sia riguardo la cittadinanza che riguardo la legge elettorale. E anche riguardo il tema degli enti gestori: "oggi siamo arrivati alla creazione di un tavolo tecnico. Ed è questo che noi chiediamo, che si faccia sistema in tutte le politiche che riguardano gli italiani nel mondo. Questo è quello che fino ad ora è mancato". "Abbiamo perso circa 150 miliardi di capitale umano dal 2011" con la partenza di giovani italiani all'estero, ha spiegato Lodetti citando la ricerca fatta dal CNEL. "L'importanza di questa partita è quella che ci fa dire "facciamo sistema", facendo sì che questo capitale non vada perso e possa essere un moltiplicatore". Infine ha invocato anche lui a una "partecipazione effettiva" e l'informazione che deve essere "un pilastro, continua e circolare".
Ha parlato poi anche Tommaso Conte, Componente per l’Europa e l’Africa del Nord, che ha esordito con il suo intervento con una frase forte: "il parlamento italiano è molto strano: o dà tanto, o niente". Secondo lui, infatti, prima il Parlamento italiano era molto permissivo con la cittadinanza, poi è diventato il contrario. "Il legislatore ha pensato di colpire il mercato delle vacche che succede in Sud America, invece colpirà noi in Europa". E anche sulla legge elettorale ha proposto un'opzione forte: "Siamo diventati una merce" e per questo ci sarebbe da interrogarsi e ripensare addirittura al diritto di voto degli italiani all'estero: "un senatore universale a che serve? Dovremmo avere il coraggio di rinunciare".
Riguardo gli enti gestori invece la situazione è diversa: "si è iniziato un colloquio attraverso un tavolo tecnico, con il quale abbiamo avuto incontro e ben 4 webinar dove abbiamo incontrato tutti gli enti gestori del mondo e i dirigenti scolastici. Avere un colloquio è molto positivo". Dovrebbe partire il portale, l'anno prossimo, che "dovrebbe portare ad alcune novità a vantaggio degli enti gestori". Ma i problemi non sono spariti, perché "negli anni, la somma di finanziamento agli enti gestori è sempre diminuita".
Il Comitato di presidenza ha sottolineato infine come la forte crescita della popolazione italiana residente all'estero abbia generato negli anni una sovrapposizione di ruoli e organismi. In questo contesto, il CdP del CGIE ha ribadito la propria titolarità nel fare sintesi sulle istanze delle comunità estere, evidenziando la necessità di fermarsi per ripensare l'intero sistema di rappresentanza.
In merito alla legge elettorale, il Comitato di Presidenza ha infine precisato che il CGIE saprà adattarsi e proseguire il proprio lavoro di supporto indipendentemente dall'esito dell'iter legislativo, pur riconoscendo il forte impatto che qualunque decisione parlamentare avrà sull'assetto futuro. (luc.mat.\aise)