Disfatta Italia: fuori dai mondiali di calcio. Di nuovo

Foto: FIGC

ROMA\ aise\ - Un’altra volta. È successo un’altra volta. Sembrava impossibile, e invece è successo. Di nuovo. L’Italia del calcio, la seconda nazionale con più mondiali vinti nel mondo (dopo Brasile e al pari della Germania) è alla terza apocalisse consecutiva. Se uno sembrava già una batosta, due una cosa impensabile, ora, con la terza, è la totale apocalisse. Un’apocalisse che è quasi diventata la regola: per la terza volta di fila, l’Italia non si è qualificata alle fasi finali del mondiale di calcio maschile. Gli italiani, in Italia e all’estero, guarderanno da casa il Mondiale 2026 che si terrà in estate tra USA, Messico e Canada. E la delusione per le comunità italiane in Nord America è altissima.
Dopo la vittoria in semifinale a Bergamo contro l’Irlanda del Nord, ieri nella finale del ripescaggio contro la Bosnia ed Erzegovina l’Italia è stata buttata fuori ai rigori dopo l’1 a 1 maturato nei novanta minuti e resistito nei supplementari. Dopo il gol di Kean, l’Italia aveva accarezzato la vittoria fino a 10 minuti dalla fine, anche in inferiorità numerica dal 40esimo a causa di un rosso inusitato rifilato a Bastoni. Nonostante l’inferiorità l’Italia ha avuto diverse occasioni per chiudere la partita. Alla fine in 10 ha ceduto. Poi ha avuto di nuovo diverse occasioni per riportarsi in vantaggio e Donnarumma ha salvato gli Azzurri a più riprese. Infine i rigori che hanno condannato l’Italia al terzo dramma sportivo nazionale. Grande festa in Bosnia, dove per tutta la notte si è festeggiata una vittoria valsa la qualificazione al mondiale, che non avveniva dal 2014, come all’Italia.
I giornali dall’estero hanno rimarcato questa onta tricolore: “Italia, il dramma più grande del calcio mondiale”, ha titolato Marca, “L’Italia ancora a terra”, ha scelto L’Equipe, “Dramma per l'Italia” è il titolo del Telegraaf, “Che tragedia” quello de A Bola, “Un’altra vergogna Mondiale per l’Italia” è il titolo della Bild, “Fallimento” titola Olè.
I vertici del calcio italiano sono ancora lì. Gabriele Gravina, presidente della FIGC, alla seconda non partecipazione filata ad un mondiale, nella conferenza post partita, quasi surreale, ha rimarcato il grande impegno mostrato dai giocatori di Rino Gattuso, che invece a fine partita si è scusato con il Paese con le lacrime agli occhi. Il CT non ha voluto parlare di futuro. Nessuno ha rassegnato le dimissioni. Nessuno si è addossato le colpe, che sicuramente non possono essere attribuite a una giornata storta o a singoli episodi sfortunati (volendo anche arbitrali). Intanto, sono almeno due le generazioni di bambini e adolescenti italiani, in Italia e nel mondo, che non hanno mai visto l’Italia partecipare a un mondiale di calcio, che comunque la si voglia pensare resta uno degli eventi sportivi (e non solo) più importanti del mondo. L’ultima volta era stato nel 2014, e non era stato un bel vedere. E neanche nel 2010 ne uscirono bene gli Azzurri, che arrivavano da campioni del mondo in carica. Quella vittoria a Berlino contro la Francia, sempre ai rigori, il 9 luglio del 2006, è stata l’ultima volta che l’Italia ha giocato un turno ad eliminazione diretta all’interno di un mondiale di calcio. Al governo c'era Prodi. Al Quirinale Napolitano. Il calcio italiano era stato sconquassato da Calciopoli. Smartphone e intelligenza artificiale, sostanzialmente, non esistevano. Sono passati venti anni. (lu.matteuzzi\aise)