“Essere donna nell’antica Pompei”: la mostra a Oslo

OSLO\ aise\ - Pompei, cristallizzata dall’immane catastrofe che l’ha travolta nel 79 d.C., è il luogo dove ancora si sente l’eco della presenza dei suoi abitanti, di quella folla indistinta di uomini, donne, bambini, bambine appartenenti a tutte le classi sociali, di cui in qualsiasi altra città romana rimangono poche tracce. Pompei si offre dunque come osservatorio privilegiato anche per conoscere aspetti della vita quotidiana delle donne e della posizione che esse occupavano nella casa e nella società. Tutte le categorie femminili vi sono documentate: matrone, liberte, schiave; tutti i ruoli familiari: mogli, figlie, concubine; tutte le fasi della vita: nascita, infanzia, matrimonio, maternità, morte.
Affreschi, ritratti privati e funerari, graffiti, iscrizioni e oggetti d’uso ci offrono informazioni preziose sulla vita e le attività di un universo femminile fondamentale per il buon funzionamento della società. Possiamo seguire gli impegni quotidiani delle matrone, nate in famiglie facoltose e responsabili della gestione della casa, dell’educazione dei figli, della cura di sé, ma capaci anche di impegnarsi in attività utili ai cittadini e di finanziare opere pubbliche, donando alla città non solo panem et circenses. Accanto a loro si muovono donne di modesta condizione sociale che si guadagnano la vita lavorando nelle locande, nei laboratori tessili, nelle botteghe oppure vendendo il loro corpo per denaro.
È a questo complesso mondo femminile che è dedicata la mostra fotografica “Essere donna nell’antica Pompei” che l’11 giugno arriva a Oslo, nelle sale dell’Istituto Italiano di Cultura, dove sarà allestita sino al 4 settembre.
La mostra, organizzata e curata dal Parco Archeologico di Pompei, è stata allestita alla Palestra Grande di Pompei nel periodo dal 16 aprile 2025 al 31 gennaio 2026. Quella offerta ora a Oslo è una grande e rara occasione di poter ammirare una versione ridotta, ma alquanto significativa e interessante della mostra tramite foto degli affreschi originali di Pompei.
Cinque donne, cinque vite, cinque destini: in mostra si incontrano la tessitrice Amaryllis, l’ostessa Asellina, l’imprenditrice Eumachia, la liberata Nevoleia Tyche e la schiava Eutychis. A Oslo sarà possibile conoscere le loro storie e ascoltare i loro racconti. 
A presentare la mostra in occasione dell’inaugurazione, l’11 giugno, alle ore 18.30, ci saranno le due curatrici Monica Salvadori e Monica Baggio(aise)