In memoria di Michele: la prima edizione del Premio Schiavone

ROMA\ aise\ - Commozione palpabile, oggi pomeriggio alla Farnesina, durante la premiazione del Premio Michele Schiavone istituito dal Consiglio generale degli italiani all’estero in memoria del segretario generale scomparso il 30 marzo del 2024.
La premiazione si è svolta nell’ambito della assemblea plenaria del Cgie, convocato da ieri alla Farnesina, alla presenza dei familiari di Schiavone: accolti dalla segretaria generale Maria Chiara Prodi. Presente anche il segretario generale della Farnesina, ambasciatore Riccardo Guariglia, presidente della Giuria che ha assegnato i premi nelle tre categorie – persone, enti, associazioni – a Lorenzo Peluso (Germania) e Valentino De Rogatis (Austria); Associazione di volontariato Mondo Italiano (Regno Unito) e Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (Fclis); e al Comitato Assistenza Italiana (Co.As.It.) di Melbourne (Australia).
Il Premio fa parte di “un percorso a cui tenevamo moltissimo”, ha esordito Prodi, spiegando che il Cgie ha raccolto la proposta dei consiglieri Tommaso Conte e Silvana Mangione che “hanno voluto questo momento” nell’auspicio che “duri nel tempo”. Commossa, Prodi ha assicurato l’impegno del Consiglio nel “trasmettere quello che ci ha lasciato Michele”. “I sogni di trasformazione, partecipazione, libertà e rappresentanza non si concretizzano senza aiuti importanti”, ha aggiunto richiamando “l’impegno della giuria”, un “segno importante” così come è stato importante avere tra i giurati l’Ambasciatore Guariglia, la direttrice di Rai Italia Grieco, il presidente della Dante Riccardi, tramite il segretario generale Masi, e il Presidente della Conferenza delle regioni Fedriga. “Per noi era fondamentale che il Premio partisse con un imprimatur importante. Ora potrà solo crescere e migliorare, ampliando il numero delle candidature. Questa plenaria vuole riconoscere la nostra storia, che ha preceduto anche Michele e che lui ha accolto e mi ha trasmesso. È stato un grande dolore per tutti separarci da lui”.
L’Ambasciatore Guariglia si è detto “molto felice” di partecipare ad un “momento molto significativo”. Citata la riforma della Farnesina, necessaria “per mettere la macchina della diplomazia al passo coi tempi e in linea con le aspettative dei connazionali”, l’Ambasciatore ha sostenuto che uno degli obiettivi era proprio quello di “rendere la Farnesina e la rete sempre più a servizio del cittadino”, anche per questo, ha detto, è cambiato il nome della Direzione generale. “Possiamo migliorare la vita dei connazionali: questo è il lavoro dei consoli”, ha aggiunto, annunciando che lunedì prossimo sarà a Porto Alegre per inaugurare la nuova sede del consolato generale.
I consoli “seguono la vita dei connazionali, conoscono le storie dei connazionali, le gioie e i dolori. Ogni italiano porta la nostra bandiera nel mondo. Per questo ci piace valorizzare le storie di successo come quelle di Michele Schiavone. La presenza della sua famiglia dà un valore aggiunto a questa cerimonia”.
Grande ufficiale della Stella d’Italia, “Michele è scomparso il 30 marzo 2024 ma fino all’ultimo ha dedicato la sua vita agli italiani all’estero con generosità esemplare. Voluta dal Cgie, ma appoggiata sin da subito dalla Farnesina, questa è una lodevole iniziativa per valorizzare i tanti italiani che mantengono vivo il tessuto sociale della nostra emigrazione”.
La Giuria, ha aggiunto, ha “individuato persone e organismi che testimoniano moralità e valori etici della nostra emigrazione. Il fatto che ben due delle tre categorie abbiano avuto degli ex aequo è significativo della qualità delle candidature presentate”.
La direttrice Grieco ha definito Michele Schiavone un “fulgido esempio dedito alla causa degli italiani all’estero” che lei ha conosciuto “attraverso le emozioni delle persone che lo hanno conosciuto”. Aveva la “capacità di unificare sogno, passione, coraggio e forza per custodire ciò che racconta l’italianità”.
Il figlio di Michele Schiavone, Yanek ha ringraziato a nome della famiglia: “è un grandissimo onore, ma soprattutto continuità nei valori e nell’impegno di mio padre a servizio della comunità. Molti di voi lo hanno conosciuto come Segretario generale e punto di riferimento, ma anche come amico, persona umile e vicina agli altri. Io vi parlo dell’uomo che ho avuto la fortuna di chiamare papà: mi ha insegnato la lealtà, la dignità dell’impegno e il rispetto degli altri, a restare fedele ai propri principi. Mi ha insegnato che il dialogo è fondamentale e che bisogna alzare la voce quando è necessario per difendere cioè in cui si crede”.
“Per me è stato normale vederlo a disposizione degli altri”, ha aggiunto. “Mi ha insegnato che gli italiani all’estero non è una categoria ma persone con una storia”. Ai premiati, la famiglia ha destinato una foto di Schiavone elaborata da un artista amico: “grazie a voi per l’impegno, il coraggio e il servizio per le comunità. Grazie al consigliere Conte, che è stato un fratello per mio padre. Grazie a quanti ci sono stati vicini e grazie al Cgie: quanta energia da tutto il mondo viene dedicata agli italiani all’estero, a nome della nostra famiglia grazie! Il nome di papa è qui per quello che ha costruito con tutti voi”.
Molto commosso anche Tommaso Conte che insieme a Silvana Mangione ha letto le motivazioni dei premi consegnati ai vincitori dall’Ambasciatore Guariglia e dalla segretaria generale Prodi. (aise)