Mario Schifano al Palazzo Esposizioni Roma

Mario Schifano, Palazzo Esposizioni Roma, Installation view, foto Alberto Novelli

ROMA\ aise\ - Una grande retrospettiva dedicata a Mario Schifano (Homs 1934 – Roma 1998), una delle figure più significative e popolari dell’arte italiana del secondo Novecento, ha aperto oggi, 17 marzo, al Palazzo Esposizioni Roma, dove si potrà visitare sino al 12 luglio.
Curata da Daniela Lancioni, la mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura di Roma Capitale e da Azienda Speciale Palaexpo, che l'ha prodotta e organizzata in collaborazione con Intesa Sanpaolo e Gallerie d’Italia, main partner Eni e con il supporto della Fondazione Silvano Toti.
“Il nòcciolo tenero e sensibilissimo del suo animo è la passione per la pittura”, così il critico e poeta Cesare Vivaldi descrive nel 1963 il giovane Schifano. È a questa stima essenziale, incontrovertibile e largamente condivisa, che l’evento ambisce a dare risonanza con una raccolta di oltre cento opere tra le più acclamate e rappresentative, provenienti da collezioni pubbliche e private italiane ed estere, tra cui un nucleo dalla collezione d’arte di Intesa Sanpaolo.
A cura di Daniela Lancioni, curatrice dell’Azienda Speciale Palaexpo, la mostra restituisce la biografia artistica di Schifano attraverso le sue principali invenzioni visive: dalle opere degli esordi degli anni Cinquanta, informali e materiche, ai primi monocromi del 1960, dalla stagione inaugurata con la mostra Tutto nel 1963 alla Galleria Odyssia di Roma alle nuove iconografie mediate dal linguaggio fotografico e dalle figure della storia dell’arte (dai Futuristi a Malevič), dai Paesaggi TV al cinema fino ai dipinti fuori misura degli anni Ottanta e ai lavori degli anni Novanta, nei quali più esplicita si è manifestata la sensibilità dell’artista per le emergenze sociali.
Figura di assoluto rilievo, Mario Schifano ha attraversato la scena artistica italiana con un percorso caratterizzato da innovazioni continue, dialogando con le principali istanze del secondo Novecento, spesso anticipandole. Il suo lavoro è l’espressione di un costante desiderio di rigenerare la pittura elaborando inesplorati modi di guardare e di pensare attraverso linguaggi diversi, oltre alla pittura, la fotografia e il cinema, tutti rappresentati nella mostra.
Il percorso espositivo si sviluppa nella rotonda e nelle sette grandi sale del piano nobile di Palazzo Esposizioni dove, dopo una introduzione biografica corredata da fotografie d’autore e documenti, le opere si articolano in ordine cronologico, mettendo in evidenza temi, scelte formali, tecniche e premesse mentali che da un’opera tracimano nell’altra rinnovandosi, dando risalto alle invenzioni al loro primo apparire, ai cicli più noti e ad alcune opere meno conosciute. Dove possibile, i lavori sono accostati secondo la consuetudine dell’artista di dipingere per gruppi omogenei, in un dialogo tra unicità del tema e varianti del tutto autonome.
Tra le opere in mostra, la camera da pranzo del 1968 dipinta dall’artista per una casa romana, ricostruita nella rotonda di Palazzo Esposizioni, e l’intera produzione di film e cortometraggi realizzati da Mario Schifano. Una intera sala è allestista con i monocromi del 1960 e con i primi lavori dedicati ai paesaggi metropolitani. I film si potranno vedere durante tutta la durata della mostra nella Sala Cinema - a ingresso gratuito - secondo un determinato calendario, mentre all’interno della mostra sono fruibili i cortometraggi di Schifano insieme a una selezione dei documenti audiovisivi dedicati all’artista.
Con questa retrospettiva, Palazzo Esposizioni Roma offre al pubblico l’opportunità di approfondire la vita e l’opera di Mario Schifano, mettendo in luce le sue invenzioni, sperimentazioni e le sue metamorfosi, restituendo così la complessità del suo lavoro e il legame mai ideologico con la contemporaneità.
L’esposizione nasce nell’ambito dell’impegno di Palazzo Esposizioni per lo studio e la valorizzazione delle figure e dei movimenti che hanno segnato in maniera significativa la cultura visiva italiana, a partire dalla metà del secolo scorso, con particolare attenzione, ma non esclusiva, alla città di Roma. L’iniziativa rientra nel programma di studi dedicati a figure e momenti della storia artistica romana e italiana dagli anni Cinquanta agli anni Settanta, che comprende anche mostre antologiche dedicate di recente a Cesare Tacchi, Jim Dine, Don McCullin, Boris Mikhailov e Carla Accardi.
La mostra è accompagnata da un catalogo Electa, che raccoglie, oltre al testo della curatrice, i contributi di storiche e storici dell’arte che di recente hanno dedicato studi innovativi all’artista: Manuel Barrese, Fabio Belloni, Stefano Chiodi, Andrea Cortellessa, Giorgio Di Domenico, Flavio Fergonzi, Giorgia Gastaldon, Francesco Guzzetti, Chiara Perin. I testi, come il percorso espositivo, affrontano le diverse fasi del lavoro dell’artista, mentre un capitolo specifico è dedicato agli immaginifici titoli delle opere di Schifano. (aise)