Mattarella: attenzione non solo a chi arriva in Italia ma anche a chi parte

ROMA\ aise\ - La “complessa” situazione internazionale e il ruolo dell’Europa, la “imparzialità ed estraneità” del Quirinale “alla dialettica tra le parti politiche” e l’opportunità di guardare alle reali esigenze dei cittadini, le critiche alle politiche sulla remigrazione e l’invito a pensare “non solo a chi arriva nel nostro Paese, ma anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”. Questi alcuni dei temi che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha toccato nel suo discorso durante la tradizionale cerimonia del "Ventaglio", il “saluto” ai giornalisti prima della pausa estiva, ospitata oggi al Quirinale.
Nella “complessa situazione che si registra nella vita della comunità internazionale, attraversata da incertezze imprevedibili fino a pochi anni addietro”, ha detto Mattarella “da parte di chi nutre senso di responsabilità, si avverte l’esigenza di salvaguardare il sistema multilaterale e, al fine di restituirgli solidità, di procedere a una sua riforma, che, ispirandosi alla realtà, lo doti di forme e di strumenti adeguati al mondo così com’è oggi e non com’era tra la fine degli anni quaranta e gli anni cinquanta del secolo scorso”.
L’Unione Europea “non è inerte né silenziosa di fronte a quella invocazione di responsabilità, pur tra difficoltà di ogni genere, interne e, soprattutto, di origine esterna”, ha aggiunto il Capo dello Stato prima di richiamare i “sempre più numerosi accordi di libero scambio” siglati dell’Ue per sostenere che “viene in tal modo presentato alla comunità globale un messaggio, un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari, talvolta di guerra. Dall’Europa viene presentata una strada per la pace, contrapposta al tentativo di ritornare alla barbarie nella vita internazionale ripristinando la legge del più forte, peraltro, come si vede in questo periodo, di dubbia efficacia”.
“Conosco bene l’esercizio di critiche rivolte all’Unione per insufficiente incisività dalla sua azione, critiche avanzate con accanimento soprattutto da chi ne ostacola, in ogni modo e circostanza, la possibilità di strumenti decisionali e operativi più efficaci”, ha aggiunto Mattarella. “So bene, naturalmente, e ho ben presente, che in diversi campi l’Unione deve assumere ben maggiore dinamismo. Anche per questo non è stato saggio lasciar cadere, nel 2022, il poderoso sforzo promosso dal Parlamento Europeo, sotto la presidenza di David Sassoli, con la Conferenza sul futuro dell’Europa; esercizio che aveva coinvolto milioni di cittadini europei. L’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione Europea per porre mano alla riforma dei Trattati è stato un grave errore. Va ripresa una seria e coraggiosa riflessione. Nel frattempo non si tratta di stare con le mani in mano in attesa del domani”. Quanto alla difesa comune europea è “evidente che la sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”.
Passando alla politica interna, Mattarella – negli ultimi mesi tirato per la giacchetta da più parti – ha tenuto a ricordare che vi sono dei “limiti doverosi” alle sue considerazioni. Limiti che “non rappresentano una costrizione”, ma che “al contrario raffigurano una delle modalità del dovere di assicurare al Quirinale imparzialità ed estraneità alla legittima dialettica tra le parti politiche. Naturalmente mi auguro costantemente che questa si svolga nel reciproco rispetto; senza inopportuna aggressività verbale, spesso immotivata, e, a mio avviso, anche controproducente”.
“Mi auguro – ha aggiunto – che le tensioni elettorali - ancora, per la verità, piuttosto intempestive - non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini e non inducano ad alterare la realtà delle questioni. Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentari e non intendo - com’è comprensibile - parlare di progetti legislativi che si trovano all’esame del Parlamento e che sarò chiamato a esaminare laddove mi pervengano”. Ma, ha proseguito, “non nascondo, doverosamente, la preoccupazione - tante volte manifestata - per il crescente fenomeno della mancata partecipazione al voto. Fenomeno che, affrontando il tema elettorale, dovrebbe essere il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto. Per il resto, non è mio compito progettare né esprimere giudizi o valutazioni su temi politici”.
Tra i compiti del Presidente, invece, “rientra quello di indicare esigenze e di esortare alla riflessione, una riflessione che vada anche al di là del momento contingente”.
Riguardo “all’epocale e globale fenomeno delle migrazioni” per Mattarella è “indiscutibile - e condivido appieno - la considerazione di Leone XIV della insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza - del tutto improduttiva, come risulta ormai senza ombra di dubbio - e di impegnarsi in interventi di strategia di governo del fenomeno. Strategia possibile e sostenibile. L’unica in grado di evitare l’altrimenti inevitabile destino alternativo: quello di subirne conseguenze disordinate e di cercare - vanamente - di tacitare le coscienze di fronte a quanto avviene. È comprensibile e opportuno dedicare attenzione alle modalità e ai problemi connessi a chi arriva nel nostro Paese. Mi auguro – ha aggiunto – che almeno una parte di questa attenzione sia riversata anche a chi parte: ai numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.
Quanto agli altri temi al centro dello scontro tra le forze politiche “io, ovviamente non vi entro: non ne sono e non intendo esserne parte. Mi limito a una considerazione che mi auguro possa contribuire a far riflettere: in una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della legge. Se invece si capovolgesse questo principio e si pensasse che le regole della legge debbano adattarsi ai comportamenti individuali, occasionali, cambiando il proprio contenuto di volta in volta, di caso in caso, non si rafforza la sicurezza ma si decide l’abdicazione dello Stato”.
Tra gli altri temi che “richiedono particolare attenzione”, Mattarella ha invocato “il doveroso, indispensabile contrasto alla violenza” citando le proteste no tav in Val di Susa: “quanto avvenuto sabato è inammissibile”. La violenza “è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale. Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”.
Ad essa si affianca “una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui: non ci si può sorprendere che ne derivi un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica che contribuisce a seminare germi di violenza”.
Quanto, infine, all’importanza della comunicazione e dell’informazione, Mattarella ribadito che “il ruolo essenziale dell’informazione nei sistemi democratici, in particolare dei servizi pubblici, non può incontrare ambiguità” e che “libertà, informazione, democrazia” sono “co-essenziali”.
“I giornalisti sono testimoni dei fatti. Quando questo compito viene impedito od ostacolato, non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile”, ha osservato il Presidente, che alla fine del suo intervento si è soffermato brevemente sull’impatto dell’intelligenza artificiale nella generazione delle notizie: “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine. Destinati a riprodursi all’infinito sul web, senza alcuna verifica, ancor più moltiplicati dagli strumenti di traduzione automatica dei testi: si può pensare che arricchiscano il panorama culturale e informativo? Di quali fatti sono testimonianza? Esiste forse informazione senza i giornalisti? L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly. Nell’esperienza quotidiana, inoltre, iniziano ad accumularsi gli errori di risposte e di analisi fornite dagli strumenti di intelligenza artificiale”.
Anche da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone, l’esplicarsi della vita quotidiana”, ha ricordato Mattarella. “Ne dipende un valore prezioso che si chiama libertà. È un compito e una responsabilità per gli operatori dell’informazione”, ha concluso, prima di ringraziare l’associazione per il Ventaglio, complimentarsi con il suo autore, Piero Malatesta Piano, e, infine, augurare una “buona pausa estiva” ai presenti. (aise)