Mattarella consegna le onorificenze Omri agli eroi civili d’Italia

ROMA\ aise\ - Dall'impegno nel sociale allo sport veicolo di integrazione; dal volontariato all'assistenza ai detenuti; dall'imprenditoria etica all'uso responsabile dei social network: sono 31 i cittadini distintisi per atti di eroismo e impegno civile insigniti il 31 gennaio scorso dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha conferito loro, motu proprio, altrettante onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Ieri, 3 marzo, si è tenuta la cerimonia di consegna delle onorificenze al Palazzo del Quirinale dove il capo dello Stato ha accolto “con grande piacere” i protagonisti di “storie di umanità, di solidarietà, di condivisione”.
“Sono storie di coraggio civile, di superamento delle difficoltà, della capacità e della forza d’animo di affrontare eventi imprevisti, talvolta sconvolgenti, ed esserne più forti”, ha detto Mattarella durante il suo intervento. “Storie della scelta di tradurre il dolore in aiuto e sostegno per chi ne ha bisogno. Storie che trasmettono fiducia e speranza in un tempo in cui abbiamo grande bisogno di fiducia e di speranza. Come voi, tanti altri nostri concittadini lo hanno fatto e lo fanno: rappresentate anche loro”.
“Il nostro Paese”, ha proseguito il presidente Mattarella, “vede tante di queste scelte, di queste iniziative. È ricco di solidarietà. Centinaia di migliaia di persone donano tempo e impegno” in “situazioni di emergenza” ma anche con un “impegno costante”.
“I gesti, i comportamenti di solidarietà, la scelta di non ignorare le esigenze degli altri fanno crescere la vita della società. Rendono, inoltre, anche più forti le istituzioni”, ha osservato il presidente della Repubblica. “Si tratta di gesti e comportamenti di persone che non sono chiuse nel proprio io, che si assumono la responsabilità che le situazioni reclamano”.
“Particolarmente in questo nostro tempo”, ha ribadito Mattarella, “è necessario rifuggire, abbattere i muri della paura, dell’indifferenza, della rassegnazione. È necessario vincere la tentazione dell’isolamento. Si vive in una comunità, non in un anonimo insieme di individui che si ignorano vicenda, indifferenti gli uni agli altri. In più, la guerra è tornata a spargere sangue nel mondo, in tante sue parti, anche non lontano dalla nostra Italia”.
“A tutti i livelli, a partire dalla vita quotidiana fino a quella della dimensione della vita internazionale, si confrontano due modi contrapposti di pensare”, ha rilevato il capo dello Stato: “quello di preoccuparsi soltanto dei propri interessi, imponendosi sugli altri, e quello di condividere invece difficoltà e opportunità, per cercare di conseguire successi insieme. Non dobbiamo rassegnarci, né pensare che siano derive inevitabili”, il monito di Mattarella. “Al contrario, occorre aver fiducia, perché la premura per gli altri, il senso di comunità, la capacità di affrontare difficoltà, che a taluno appaiono insormontabili, sono più forti delle circostanze e degli eventi negativi. E l’Italia”, ha concluso, “di queste doti ne ha grande abbondanza”. (aise)