Mattarella: libertà, giustizia e pace guidino le istituzioni

ROMA\ aise\ - Il 17 marzo del 1861, a Torino fu proclamata l'Unità d'Italia. Oggi si festeggia dunque la 165esima Giornata dell'Unità nazionale. Una giornata che, come riporta nel suo messaggio per l’occasione il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, “richiama elementi fondanti dell’identità della Repubblica: indipendenza, sovranità popolare, libertà, giustizia e pace. Si tratta di valori maturati lungo un percorso storico complesso e non privo di afflizioni, che trova la sua più alta e compiuta espressione nella Costituzione, autentico presidio dei diritti e delle responsabilità che definiscono la nostra comunità nazionale”.
Questa mattina, il Capo dello Stato, accompagnato dal Ministro della Difesa, Guido Crosetto, dopo aver ricevuto gli onori militari, ha deposto una corona d'alloro sul sacello del Milite Ignoto. Alla cerimonia erano presenti anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera, Lorenzo Fontana, la Presidente del Consiglio dei Ministri, Giorgia Meloni, e il Presidente della Corte Costituzionale, Giovanni Amoroso.
Il 17 marzo 1861 fu, per il Presidente della Repubblica, “il coronamento delle aspirazioni e dell’impegno civile che caratterizzarono la stagione del Risorgimento, solennemente riaffermati poi nella lotta di Liberazione, che ha consentito al Paese di riconquistare con la propria unità la propria libertà, ricomponendo la frattura istituzionale e politica determinata dall’occupazione nazifascista, costruendo l’Italia contemporanea”.
“L’unità non costituisce soltanto un assetto politico-istituzionale, bensì è un ideale profondo e condiviso, che attraversa e interpreta l’intera vicenda storica del nostro Paese – ha aggiunto ancora Mattarella -. Costituzione, Canto degli Italiani e Tricolore sono simboli di una comunità fondata sulla partecipazione, sulla solidarietà e sul rispetto delle istituzioni democratiche e di ogni persona”.
Per Mattarella è proprio a “questo patrimonio di valori” che la ricorrenza del 17 marzo invita a “rinnovare e trasmettere” alle giovani generazioni. È proprio a loro, generazioni che sono chiamate oggi “ad affrontare trasformazioni profonde e sfide globali di inedita complessità”, che le istituzioni devono “offrire orientamento, fiducia e responsabilità, affinché possano contribuire con piena consapevolezza alla costruzione del futuro del Paese”.
Richiamando al teso contesto internazionale, Mattarella ha spiegato: il “riemergere di dinamiche di contrapposizione e di aspirazioni egemoniche turbano l’equilibrio mondiale”. Ma “i principi che hanno ispirato la nascita della Repubblica e che trovano espressione nella nostra Carta costituzionale, e si ancorano alla Carta delle Nazioni Unite, sono un saldo punto di riferimento”.
Per concludere Mattarella ha quindi ricordato come il 17 marzo rinnovi l’appello “all’impegno civile”. Ma non solo, invita “a custodire e attuare, con coerenza e lungimiranza, i principi di libertà, giustizia e pace su cui si fonda la Repubblica, affinché essi continuino a guidare l’azione delle istituzioni e della società nel perseguimento di una convivenza pacifica, solidale e autenticamente democratica, in Italia e nella comunità internazionale”. (aise)