Medardo Rosso e “L’invenzione della scultura moderna” a Vienna

Medardo Rosso, Ecce Puer, 1920 (1906), cera su gesso. Collezione Peter Freeman, Inc. New York/Paris e Amedeo Porro Fine Arts Lugano/London. Foto Marilena Anzani
VIENNA\ aise\ - Artista e artigiano, teorico dell’arte e anticipatore della pratica delle installazioni, maestro delle messe in scena pubbliche e rivale di Auguste Rodin, Medardo Rosso (Torino 1858 – Milano 1928) è stato uno dei grandi pionieri della modernità, dalla singolare personalità.
Il mumok – Museum moderner Kunst Stiftung Ludwig Wien dedica un’ampia retrospettiva all’opera dell’artista italo-francese, finora poco approfondita, con circa 50 sculture e una ricca selezione di fotografie, collage di foto e disegni, mettendosi in tal modo in relazione con le prime collezioni del museo stesso.
La mostra “Medardo Rosso. L’invenzione della scultura moderna”, aperta al pubblico sino al 23 febbraio, è introdotta da una minuziosa analisi dell’approccio procedurale e ripetitivo di Rosso, che si discostava da tutte le convenzioni della scultura tradizionale. L’opera di Rosso, pionieristica ed ermetica, viene poi presentata anche attraverso il dialogo con una selezione di opere di altri artisti – tra cui Jean-Siméon Chardin, Edgar Degas, Constantin Brâncuși, Louise Bourgeois, Jasper Johns, Robert Morris, Lynda Benglis, Eva Hesse, Marisa Merz e Phyllida Barlow – che direttamente o indirettamente sono entrati in risonanza con Rosso. In questo, la scelta curatoriale si conforma alla pratica artistica di Rosso di non esporre mai da solo, bensì sempre in “conversazione” con altri.
La mostra, curata da Heike Eipeldauer, è realizzata in stretta collaborazione con gli eredi dell’artista, nonché in collaborazione con l’Ambasciata d'Italia a Vienna e l’Istituto Italiano di Cultura, e sarà successivamente esposta al Kunstmuseum di Basilea da marzo ad agosto 2025. (aise)