Tajani: la cultura strumento di politica estera del Paese

VERONA\ aise\ - Un “gigante culturale” come l’Italia non può non considerare la cultura come “strumento essenziale” della sua politica estera. È quanto ribadito oggi dal Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani, intervenuto a Verona nell’ultimo giorno della Conferenza dei Direttori e della Direttrici degli Istituti Italiani di Cultura nel mondo.
“Grazie per quello che fate, non sempre in condizioni agevoli e non sempre valorizzati a dovere”, ha esordito Tajani, che si è detto “colpito” dall’apprendere, qualche giorno fa, di essere stato il primo Ministro a visitare l’IIC di Madrid: “non va bene. Io cerco di venirvi a trovare ogni qualvolta che sono all'estero perché rappresentate un elemento fondamentale della nostra politica estera. Perché un gigante culturale come l'Italia non può non avere come punta di diamante la cultura, intesa non come un fardello noioso riservato a pochi eletti, ma come uno strumento fondamentale dell'essenza del nostro Paese”.
“Cultura è tutto”, ha proseguito il Ministro: “non sono soltanto i libri, non è soltanto l'arte visiva. Cultura è il nostro modo di essere, la nostra identità, il nostro modo di vestire, il nostro modo di parlare, il nostro modo di cucinare”, ha aggiunto richiamando l’importanza della dieta mediterranea e del modo di mangiare e bere che caratterizzano gli italiani e preannunciando la diffusione di un vademecum della cucina italiana e la prossima organizzazione della Giornata della pasta nel mondo.
“Cultura”, ha detto ancora, “è anche la nostra musica, la musica leggera, ma anche la musica folkloristica”, ha aggiunto ricordando l’evento dedicato alle Bande musicali promosso nell’ambito del Turismo delle radici.
“Fa parte della nostra identità anche tutta l'arte contemporanea. Il nostro Ministero degli Esteri – ha ricordato Tajani – è la casa della più importante collezione di arte contemporanea italiana”, la Collezione Farnesina. “Ma fanno parte della nostra identità culturale anche il design, l’artigianato”.
La cultura “è il modo di essere di un popolo, l'identità di un popolo”, ha detto ancora Tajani prima di richiamare anche l’identità europea degli italiani e la naturale proiezione del nostro Paese nel Mediterraneo, “luogo dove le culture si intrecciano, si confrontano e si arricchiscono”.
La promozione dell’Italia all’estero “non si gioca a compartimenti stagni”, ha sostenuto Tajani. Gli IIC “non sono un qualche cosa a sé” ma “una tessera del grande mosaico dell'Italia nel mondo” da costruire “per far crescere il nostro paese, perché se cresce la cultura, cresce anche l'economia. Se cresce la cultura, cresce anche il turismo. Per questo dobbiamo fare in modo che il vostro lavoro sia sempre più agevolato” anche grazie alla collaborazione con gli altri Ministeri.
Iniziative che giungeranno da Roma, ha anticipato Tajani, “arricchiranno la vostra programmazione. Dobbiamo e possiamo fare di più, anche promuovendo la nostra industria della cultura”. La riforma del Ministero degli Esteri, ha sottolineato, “è stata una vera e propria rivoluzione” che “ha permesso alla Farnesina di avere una testa politica e una testa economica. Il vostro mondo è parte della Direzione generale della crescita, che è crescita economica, ma anche crescita culturale. Anche l'economia è cultura”, ha sostenuto Tajani. Ambasciate e IIC “devono diventare trampolini per la crescita economica del nostro Paese” e “strumento di presentazione e di sostegno delle nostre imprese, per le esportazioni e per la loro internazionalizzazione”.
Gli Istituti “sono trampolini di lancio anche per le imprese italiane del settore teatrale, del settore musicale, in tutte le branche dell'arte”. Ma non solo: “anche lo sport è cultura”, ha proseguito il Ministro richiamando l’importanza di “promuovere lo sport italiano, quello che rappresenta a livello culturale, la competizione, la lealtà, i valori”, ma anche come veicolo di salute e buon vivere.
“E poi c'è la cultura come strumento di dialogo, di pace, di confronto. Perché se ci si confronta a livello culturale, non si usano le armi”, ha detto ancora Tajani. “Non è un caso che il 28 e il 29 a Roma, quando ci sarà questa riunione dedicata alla prospettiva dei due Stati in Medio Oriente, israeliano e palestinese, organizzata da noi e dalla Repubblica Saudita, ci concentreremo sul dialogo interreligioso, che è una parte importante della cultura”.
La promozione culturale, con la riforma della Farnesina, è parte integrante della Direzione Generale della Crescita, una “DG all'avanguardia per gli obiettivi che dobbiamo raggiungere”, ha detto Tajani. “La nostra politica estera non la fanno soltanto il Ministro e i diplomatici. Voi siete punta di diamante di questa politica estera”.
“I corsi di lingua italiana che voi organizzate sono fondamentali per continuare a far considerare il nostro paese come il gigante culturale che è. Aver deciso ogni anno di dedicare una giornata all'italofonia – ha aggiunto - non è una mania di grandezza” ma “un modo di valorizzare una lingua che è sempre stata strumento di pace, di dialogo, di confronto. Una lingua che tutti amano sentir parlare”.
Richiamati i dati sul valore dell’industria culturale che vale circa 310 miliardi, oltre il 15% della ricchezza nazionale, e che dà lavoro a un milione e mezzo di italiani, Tajani ha ricordato anche che l’Italia quest’anno è Paese ospite d'onore alla fiera del libro di Guadalajara: “sarà una grande opportunità per far conoscere la nostra identità alle centinaia di migliaia di persone che visiteranno quella fiera”. Sono “70mila le persone che lavorano nel settore dell'editoria, che vale circa 3 miliardi e 200 milioni; è la quarta in Europa e la sesta nel mondo”.
Anche gli IIC devono valorizzare l’industria culturale: anche per questo, ha anticipato Tajani, i direttori saranno coinvolti nella conferenza nazionale dell'export che ci sarà a fine anno a Milano.
Il ministro ha quindi citato alcuni grandi eventi inaugurati nel mondo – da Madrid a Pechino – e l’inaugurazione della nuova sede dell’IIC a Dakar.
Quindi, di nuovo l’invito a “fare di più” anche grazie alle nuove tecnologie: “faremo di tutto per fare in modo che voi possiate essere messi nelle condizioni di lavorare nel modo migliore. Alcuni di voi sono di chiara fama, altri di carriera: non conta questa differenza, conta il fatto che voi rappresentate il cuore della nostra civiltà, il cuore della nostra identità”.
“Dobbiamo continuare a lavorare anche attraverso il vostro impegno con le università di diversi paesi, incrementando il numero delle borse di studio per giovani stranieri che possono venire a studiare in Italia, per attrarre talenti di cui voi potreste essere gli scout”, ha affermato il Ministro. “C'è tantissimo da fare. Io credo fortemente nel vostro ruolo perché sono convinto che la politica estera non la fanno soltanto gli ambasciatori e il ministro. La fanno tutti coloro che sono impegnati a rappresentare il nostro paese nel mondo. Ho detto che si può fare di più, certo. Dobbiamo anche darvi i mezzi, gli strumenti, il personale. Questo lo comprendo molto bene e ci stiamo lavorando”, ha assicurato Tajani.
Avviandosi alla conclusione, richiamata l’importanza di organizzare la Conferenza dei direttori non più a Roma ma in diverse città d’Italia, Tajani si è detto “soddisfatto” del lavoro dei Direttori, ma “non dobbiamo mai accontentarci. Abbiamo trasformato il Ministero apposta: non è casuale l’aver inserito il vostro settore nella Direzione Generale della Crescita perché voi siete parte integrante della politica della crescita del nostro Paese, che è crescita economica, ma anche culturale”.
Voi, ha detto ancora, “siete le nostre antenne che trasmettono l'eccellenza italiana, ma anche antenne che ricevono idee per l’Italia nei Paesi dove lavorate”. L’auspicio, ha ribadito concludendo, è che “si possa operare sempre meglio e possiate sempre essere più valorizzati come persone, ma anche come strumento promozione di un’Italia più moderna, più competitiva, più al passo con i tempi, più sensibile a ciò che accade e più disponibile ad allargare il concetto di cultura”. (m.c.\aise)