Bellunesi nel mondo/ 60 anni di volti e ricordi. Svolgiamo il nastro della memoria – di Dino Bridda


BELLUNO\ aise\ - “Che cos’è il 2026 per l’Associazione Bellunesi nel mondo? È l’occasione per celebrare il 60° di fondazione con una serie di iniziative nate all’insegna della memoria come, ad esempio, il volume “Una Associazione e un giornale” nel quale il curatore Samuele Marcon ha tracciato la storia di questo giornale dal 1966 ai giorni nostri impiegando apprezzata diligenza e capacità di lettura critica. Poi dobbiamo ricordare l’assemblea annuale a Palazzo Crepadona del 30 maggio scorso. Ma altre iniziative si profilano all’orizzonte sempre viaggiando sul filo della memoria”. Così scrive Dino Bridda nell’editoriale che apre il numero di giugno di “Bellunesi nel mondo”, mensile dell’omonima associazione.
“Il brillante oratore romano Cicerone sostenne che la memoria è tesoro e custode di tutte le cose, il che vuol dire che il passato è maestro di vita e custode della verità. Non dovremmo, però, fermarci in superficie per ricordare quanto è accaduto. Dobbiamo andare più in profondità rendendoci conto che la memoria umana non conserva solo la copia della realtà, ma vi accompagna anche l’interpretazione che di essa ciascuno di noi possiede insieme alle percezioni che egli ha vissuto (Sigmund Freud).
Pertanto, chiamati ad esercitare il nostro personale ricordo di fatti e personaggi del passato, abbiamo la sensazione di poter svolgere all’indietro la pellicola che li contiene in una sorta di emozionante cammino compiuto assieme a tanti amici: i loro volti sono impressi nei fotogrammi della pellicola.
Nei primi tempi dell’Aeb ci fu chi, tra di noi, non esitò mai a mettersi in strada per macinare migliaia di chilometri in mezza Europa con l’obiettivo di chiamare a raccolta tanti nostri conterranei e al fine di costituire le fondamenta dell’Associazione.
Ne scaturirono quelle Famiglie Bellunesi i cui dirigenti sono sempre stati le braccia operative sul territorio e disseminati ai quattro venti. Ad essi si aggiunsero coloro i quali andarono anche più lontani oltrepassando gli oceani in viaggi estenuanti.
Nella pellicola un po’ ingiallita dal tempo rivediamo idealmente il volto di tanti amici con i quali abbiamo condiviso tante “battaglie” per affermare la dignità del lavoro di centinaia di migliaia di bellunesi la cui domanda di aggregazione non fu mai disattesa dalla nostra Associazione.
Quante “battaglie”, quanti responsabili entusiasmi, quanti incontri per i quali chiamavamo a raccolta i rappresentanti delle istituzioni per renderli edotti dei problemi dei Bellunesi nel mondo! Quante migliaia di ore spese a tenere lezioni sull’emigrazione nelle aule delle scuole della nostra provincia! Rivedendo tutto ciò con l’immaginazione ci inchiniamo al ricordo di molti amici “andati avanti”, come dicono gli Alpini. Ebbene sì, è stato un percorso lungo, talvolta faticoso, disseminato anche da qualche delusione, ma non ci siamo mai persi d’animo ed abbiamo continuato sulla strada iniziata nel lontano 1966.
Poi, in tempi più recenti, ventate di novità, freschezza giovanile, facilitatori supporti tecnologici ed una nuova realtà nel mondo della mobilità umana, ci hanno chiamati ad affrontare gli ostacoli della contemporaneità essendo consapevoli che il bagaglio di esperienza acquisito è la linfa vitale della nostra memoria collettiva. In essa attingiamo per dare senso al presente e preparare il futuro.
Per concludere vorremmo dedicare questo numero del nostro mensile a tutti coloro i quali si possono riconoscere nei concetti e nelle parole sin qui espresse. Ad essi va grande riconoscenza per quanto hanno saputo e voluto dare alla vita ed al funzionamento della nostra Associazione.
Grazie, siete stati preziosi!”. (aise)