Il cittadino canadese/ Cinema e memoria contro l’oblio – di Vittorio Giordano


MONTREAL\ aise\ - “Sala gremita all’Istituto Italiano di Cultura di Montréal, il 3 febbraio scorso, per la proiezione del film-documentario Il respiro di Shlomo (Shlomo’s Breath), diretto dal regista italiano Ruggero Gabbai. L’evento – inserito nel programma delle commemorazioni per la Giornata internazionale della memoria delle vittime dell’Olocausto, celebrata il 27 gennaio – è stato realizzato in collaborazione con l’Ambasciata d’Italia in Canada, il Consolato Generale d’Italia a Montréal e il Montréal Holocaust Museum”. Ne scrive Vittorio Giordano sul “Cittadino canadese”, settimanale che dirige a Montreal.
“La serata si è svolta alla presenza di Mario Venezia, figlio di Shlomo e presidente della Fondazione Museo della Shoah a Roma, la cui partecipazione ha aggiunto un forte valore umano e simbolico all’iniziativa. L’incontro è stato introdotto dalla direttrice dell’Istituto, Francesca Calamaro, seguita dall’intervento dell’Ambasciatore d’Italia in Canada, Alessandro Cattaneo. Ricordando come l’Italia sia stata tra i primi Paesi ad istituire ufficialmente la Giornata della Memoria nel 2000, il diplomatico ha richiamato l’urgenza di difendere la memoria storica di fronte alla recrudescenza di antisemitismo e intolleranza, sottolineando il ruolo centrale della cultura e dell’educazione nella difesa delle democrazie.
Prodotto nel 2023 e scritto da Ruggero Gabbai insieme allo storico Marcello Pezzetti, Il respiro di Shlomo si fonda principalmente sulla voce del protagonista, tratta da interviste realizzate tra gli anni Ottanta e Novanta. È il respiro stesso di Shlomo Venezia, scomparso nel 2012, a guidare lo spettatore attraverso i luoghi che hanno segnato la sua vita: dalla Salonicco della più grande comunità ebraica mediterranea alla deportazione, passando per Venezia fino all’arrivo ad Auschwitz-Birkenau.
Il racconto si addentra in uno dei capitoli più oscuri della Shoah, quello dei Sonderkommando, i prigionieri ebrei costretti a lavorare nei crematori. Senza indulgere nel sensazionalismo, il film restituisce la dimensione morale e psicologica di una condizione estrema, segnata dalla disumanizzazione e dalla lotta quotidiana per la sopravvivenza. Il viaggio prosegue nei campi di Mauthausen ed Ebensee, fino alla liberazione e all’approdo a Roma, città scelta da Shlomo per vivere e testimoniare.
L’opera si inserisce coerentemente nel percorso artistico di Ruggero Gabbai, uno dei più importanti documentaristi italiani sul tema della memoria, con oltre trenta film all’attivo. A Montréal, il pubblico aveva già avuto modo di apprezzare il suo lavoro con Liliana, dedicato alla senatrice a vita Liliana Segre e proiettato il 3 febbraio 2025 al Cinema du Musée. Come in Il respiro di Shlomo, anche in Liliana, Gabbai affida la narrazione alla voce del testimone, trasformando il racconto individuale in coscienza collettiva.Autore di titoli come Memoria, Kinderblock – L’ultimo inganno e La razzia, candidato al Nastro d’Argento, Gabbai ha portato il suo cinema nei principali festival internazionali, da Berlino a Gerusalemme.
Prima della proiezione, un suo videomessaggio ha definito Il respiro di Shlomo “un film difficile ma necessario”, capace di affrontare il “buco nero” della Shoah.
La serata si è conclusa con un momento conviviale, offrendo al pubblico uno spazio di riflessione e di confronto, nel segno di una memoria viva, condivisa e ancora imprescindibile.
Durante la giornata, il Prof. Mario Venezia ha visitato il Museo dell’Olocausto di Montréal, accompagnato dall’Ambasciatore Cattaneo e accolto dal Vice Presidente, Adam Atlas, dal Direttore esecutivo, Daniel Amar, e dalla sopravvissuta e membro del Consiglio Direttivo del Museo, Eva Kuper”. (aise)