La voce di New York/ In crollo la fiducia degli europei negli Usa garanti della sicurezza – di Alessandra Quattrocchi

NEW YORK\ aise\ - “La fiducia degli europei negli Stati Uniti come garanti della sicurezza è in crollo anzi ha raggiunto un minimo storico. Secondo un sondaggio pubblicato mercoledì dall’istituto di ricerca European Council on Foreign Relations (ECFR), solo una persona su dieci in 15 paesi considera gli Stati Uniti un alleato, a la maggioranza in tutti i paesi sondati dubita che Washington interverrebbe in loro difesa in caso di attacco. Il sondaggio è stato realizzato in vista dei vertici del G7 e della Nato che si svolgeranno in Francia e Turchia nelle prossime settimane, e ha rivelato una profonda sfiducia europea nei confronti degli Stati Uniti”. A commentare i dati è Alessandra Quattrocchi su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Giampaolo Pioli.
“Molti pensano che le relazioni con Washington migliorerebbero una volta che Donald Trump lasciasse la Casa Bianca, ma in generale gli europei appaiono sempre più pronti a proteggersi dall’inaffidabilità americana rafforzando le difese del Vecchio Continente. Che in fondo è una delle richieste di Trump, soprattutto che l’Europa si faccia carico delle spese della Nato: si può dire che la strategia della Casa Bianca abbia avuto successo.
A giocare sono state l’aggressività del presidente americano in Medio Oriente, le minacce alla Groenlandia, le promesse di ritirare le truppe dalle basi europee e lo scetticismo di Trump sul futuro della Nato.
Il sondaggio è basato su rilevazioni condotte a maggio in Austria, Bulgaria, Danimarca, Estonia, Francia, Germania, Ungheria, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Regno Unito.
Il crollo della fiducia negli Usa
In media solo l’11% degli intervistati considera oggi gli Stati Uniti un alleato. Un dato in calo rispetto al 16% di sei mesi fa e al 22% del novembre 2024. L’opinione prevalente è che gli Stati Uniti siano ora un “partner necessario”, ma il 13% dell’opinione pubblica europea li considera un rivale e il 12% un avversario diretto.
In tutti i paesi, la maggioranza non è più fiduciosa che gli Stati Uniti interverrebbero in loro difesa in caso di attacco. Ad eccezione della Bulgaria, la maggior parte delle persone — anche nei paesi con forti partiti di estrema destra come Francia, Italia, Paesi Bassi e Svezia — ritiene che “almeno alcuni paesi europei” li aiuterebbero in uno scenario analogo.
La difesa europea e lo scetticismo dell’Italia
Gli europei sono ora in media il 4% più propensi rispetto all’anno scorso a sostenere un aumento della spesa nazionale per la difesa, ma l’Italia è l’unico paese in cui una chiara maggioranza rimane contraria: il 59% “tende” a opporsi o è nettamente per il no.
L’Italia è anche il paese con il tasso più basso di persone che si dicono pronte a combattere personalmente in caso di attacco: il 22% “non è molto sicuro” che lo farebbe, il 44% “non è per niente sicuro” mentre il 24% lo ritiene probabile (a titolo di cronaca, i paesi dove i cittadini si dicono più pronti a combattere personalmente sono Svezia e Danimarca, tutti gli altri sono in territorio negativo)
In media, il 47% degli intervistati sostiene l’idea di un indebitamento collettivo dell’UE per finanziare una maggiore spesa per la difesa, contro il 35% che è contrario. Il sostegno è più forte in Portogallo (59%), Danimarca (56%), Paesi Bassi (55%) e Spagna. Tuttavia la risposta cambia se si chiede chi è favorevole all’idea di tagliare la spesa pubblica interna per finanziare i bilanci nazionali della difesa: l’opposizione più forte viene dall’Italia (63%), ma anche da Austria (59%), Germania (56%), Spagna (54%) e Danimarca (52%).
In quasi tutti i paesi sondati, la maggioranza degli intervistati ha dichiarato che il proprio paese dovrebbe ridurre la dipendenza strategica dall’hardware militare americano, con i sostenitori del “buy European” più numerosi in Danimarca (75%), Paesi Bassi (72%), Svezia (70%), Portogallo (69%), Francia (66%), Svizzera (64%), Regno Unito e Spagna (entrambi al 62%).
Scarso anche il sostegno (29%) all’idea di sostituire la Nato con un nuovo organismo di difesa esclusivamente europeo, con l’opinione prevalente in quasi tutti i paesi, eccetto la Bulgaria, che le relazioni tra Europa e Stati Uniti “probabilmente migliorerebbero” una volta che Trump se ne andasse.
I rapporti con la Russia e l’Ucraina: energia e ingresso nell’Ue
Nonostante il caro energia, il 44% degli europei ritiene che riprendere le importazioni di petrolio e gas dalla Russia sarebbe un’idea “piuttosto negativa” o “molto negativa”.
L’ambizione dell’Ucraina di aderire all’UE continua invece a dividere l’opinione pubblica europea, con gli intervistati di paesi come Ungheria, Bulgaria, Austria, Germania e persino Estonia — uno dei più strenui sostenitori di Kiev — più propensi a opporsi all’ammissione dell’Ucraina “nell’attuale contesto” che a favorirla”. (aise)