La voce di New York/ In Scena! Il festival che parla italiano a New York – di Luciana Capretti

@ Casa Italiana NYU

NEW YORK\ aise\ - “Portare il teatro italiano a New York, nella sua lingua, nella sua nudità scenica, nella sua urgenza contemporanea. È questa la sfida di In Scena! Italian Theater Festival NY, ideato e diretto da Laura Caparrotti insieme a Donatella Codonesu: un festival diffuso nei cinque quartieri che da 13 anni tende un ponte immaginario tra l’Italia e la città più teatrale del mondo”. Ne scrive Luciana Capretti su “La voce di New York”, quotidiano online diretto da Giampaolo Pioli.
“Il festival è unico nel suo genere: spettacoli in italiano ma spesso anche in dialetto, con sovratitoli in inglese, tutti a ingresso gratuito. Un’operazione culturale in una metropoli dove vive una vasta comunità di origine italiana, curiosa di ritrovare e ascoltare la lingua nella sua forma più viva. Le condizioni produttive sono essenziali: pochi mezzi tecnici, scenografie ridotte al minimo, cast spesso molto piccoli. Una necessità che diventa linguaggio. Gli spettacoli infatti sono spesso monologhi, o con pochi attori che riescono comunque a creare la magia della scena. Abbiamo parlato con Caparrotti della visione, limiti strutturali e la sorprendente comunità di artisti e spettatori che segue In scena!
“Il festival è nato nel 2013, durante l’Anno della Cultura Italiana negli Stati Uniti. L’Ambasciata mi chiese di organizzare qualcosa legato al teatro. Era da tempo che pensavo a un festival: a New York mancava. Ce n’era stato uno per un paio d’anni, poi più nulla. Così all’inizio abbiamo portato tre spettacoli e due reading. subito con il sostegno della Casa Italiana Zerilli-Marimò, che negli anni è diventata un partner fondamentale”.
D. Come selezionate gli spettacoli?
R. Facciamo una call sui social, sul nostro sito. Ormai il festival è conosciuto, riceviamo molte proposte. Selezioniamo prima una quindicina di lavori, per arrivare a otto-dieci spettacoli. Quest’anno sei, perché due si sono ritirati. C’è un comitato organizzativo ma lavoriamo soprattutto io e Donatella Codonesu, associate director. Conosciamo i luoghi, conosciamo il pubblico. È fondamentale.
D. Quanto conta il pubblico nella scelta?
R. Molto. Scegliamo spettacoli che ci interessano, ma cerchiamo anche varietà. Evitiamo di ripetere ogni anno gli stessi temi. Per esempio, molti propongono lavori sulla violenza sulle donne — tema importante, certo — ma non possiamo portarlo ogni anno. E poi ogni borough ha una sua identità. Nel Bronx, per esempio, dove lavoriamo dal 2013, il pubblico è molto aperto, molto LGBTQ+. Lì cerchiamo di portare spettacoli che dialoghino con quella sensibilità. A Staten Island, alla Casa Belvedere, il pubblico è più tradizionale: quest’anno portiamo una Traviata rivisitata. L’anno scorso, uno spettacolo delizioso su tre sorelle zitelle in Sicilia.
D. E quest’anno?
R. Come sempre vorremmo fare di più ma dobbiamo fare i conti con scarsi finanziamenti. Quest’anno l’Istituto Italiano di Cultura non ha contribuito. Andiamo avanti grazie alla Casa Italiana e grant locali. Le compagnie quindi sanno in partenza che devono adattarsi, essere agili, portare lo spettacolo un giorno in un teatro, il giorno dopo in un altro. e siccome non abbiamo mezzi per trasportare scenografie devono essere essenziali. Ma i riscontri sono fantastici. C’è fiducia nei nostri confronti. Con molti artisti restiamo amici. E anche con il pubblico. È un’esperienza umana, oltre che artistica.
D. L’inaugurazione è dedicata a Dario Fo, nel centenario della nascita…
R. Presenteremo la prima americana del documentario Dario Fo: The Last Mistero Buffo. La Fondazione e la famiglia hanno lanciato il progetto “100 città per 100 anni”. Noi siamo tra queste. Io ho studiato e lavorato con Dario. Se capisco il teatro è grazie a lui. Questa celebrazione per me è importantissima.
CALENDARIO
DARIO FO: THE LAST MISTERO BUFFO — Documentario
TROVATA UNA SEGA! Livorno, Modigliani, and the Legendary Prank of Summer ’84 — Commedia, one person show, storia vera
CLOSED FOR THE HOLIDAY — One person show
WHITE NOISE: Confessions of an Unsuspected Serial Killer with a Background Hiss — One person show, linguaggio forte, tematiche LGBTQ+
TRAVIATA, a Free Prose Opera — Commedia, rilettura storica
PATRIA, The Town of Cain and Abel — One person show, storia vera
TALE OF A POTATO — One person show, teatro da tavolo”. (aise)