Londra Italia/ 2024: il Regno Unito al bivio - di Francesco Ragni


LONDRA\ aise\ - "Cosa porterà il 2024 a chi vive nel Regno Unito? Probabilmente un cambio di governo e una svolta verso il centro-sinistra nella direzione del paese. I Tories sono al potere dal 2010, quando David Cameron prese il posto di Gordon Brown relegando ai libri di storia l’era del blairismo. Si aprì un nuovo ciclo ispirato a un liberismo spinto e alla volontà di porre un drastico freno all’immigrazione, indicata come la fonte principale dei problemi del paese". A scriverne è stato Francesco Ragni sul portale di informazione bilingue LondraItalia.com.
"In questi tredici anni si sono alternati cinque Primi Ministri conservatori, inclusa la meteora Liz Truss. Il paese ha subito tanti cambiamenti (uno su tutti, l’uscita dall’Unione Europea), ma i problemi sono rimasti e in molti casi, penso al graduale peggioramento dell’NHS, si sono acuiti.
Non mancano le attenuanti, come il Covid o la guerra in Ucraina, ma nel complesso, la maggioranza delle persone non sembra oggi stare meglio di quando al potere c’erano i Labour.
Su questo farà leva Keir Starmer, che ha già annunciato un discorso per il 4 gennaio, nel quale si presenterà come candidato premier dei Labour, aprendo di fatto una campagna elettorale destinata a caratterizzare l’intero anno (si voterà presumibilmente in autunno).
Ad oggi tutti i segnali puntano a una vittoria dei Labour. Lo suggeriscono gli analisti politici, lo rilevano i sondaggisti, lo indicano i risultati delle più recenti by-elections, e lo prevedono i siti di scommesse con quote schiaccianti.
Betfair offre la vittoria dei Labour alla quota bassissima di 1.07 (puntando 10 sterline si vincono solo 70p), mentre quella dei Tory è offerta a 6.5 (puntando 10 sterline se ne vincono 55). In pratica è come se il Manchester City stesse giocando contro il Cerignola.
Certo, la politica non è una scienza esatta. Da qui all’autunno molte cose potrebbero cambiare, soprattutto se Sunak dovesse riuscire a mandare gli immigrati in Ruanda o se dovessero rientrare in gioco da protagonisti personaggi come Boris Johnson e Nigel Farage, in passato capaci di sparigliare le carte elettorali.
A complicare le cose si aggiungono anche gli effetti perversi e pericolosi delle nuove tecnologie AI e deep fake, capaci di far credere qualunque cosa al popolo di internet (“Benvenuti nell’era delle elezioni deep fake” titola preoccupato il Times).
Sette anni fa, con queste tecnologie ancora embrionali, il referendum sulla Brexit fu vinto grazie a una serie di fake news, come quella di donare 350 milioni di sterline all’NHS ogni settimana, e c’è da tremare al pensiero di quello che potrebbe succedere adesso, non solo nel Regno Unito ma anche negli USA (dove si vota per eleggere il presidente).
Nel 2024 prepariamoci a vederne e sentirne di tutti i colori". (aise)