MalindiKenya.net/ Incontritaliani: ripartenza con un “canto” collettivo - di Freddie del Curatolo

MALINDI\ aise\ - “Se la cultura italiana a Nairobi fosse una sinfonia, ieri sera (il 15 gennaio - ndr) nel giardino dell'Enoteca del Muthaiga Shopping Centre avremmo assistito all’accordo perfetto tra fiati, archi e percussioni – con un pubblico in piedi ad applaudire prima ancora che l’ultimo tempo fosse scandito. La rassegna IncontrItaliani, voluta da Malindikenya.net per dare voce e suono alla letteratura italiana qui nella capitale keniana, è ripartita con quello che ormai non si può più chiamare “primo appuntamento dell’anno”, ma piuttosto “un altro sold-out annunciato” di entusiasmi, amici, fedelissimi e curiosi venuti a bere parole come si beve un buon vino: un canto d’Africa che sa di casa, di libri e di amicizia”. Ne scrive Freddie del Curatolo, fondatore e direttore di Malindikenya.net.
“La protagonista della serata è stata Antonella Bonomi, autrice di Canto d’Africa, la mia vita con i masai, un diario autobiografico che non si limita a raccontare scene di savana e cieli rossi al tramonto, ma entra nelle pieghe dell’anima, delle contraddizioni e delle passioni che solo chi ha deciso, volontariamente e con amore, di intrecciare la propria esistenza a quella di un continente può comprendere davvero. La sua penna non è quella di un turista di passaggio: è la voce di chi ha ascoltato il vento del Kilimanjaro, ha sentito il passo lento dei Maasai e delle loro donne e ha scritto con la gravità e la leggerezza di chi sa che l’Africa può dare tutto e, con la stessa naturalezza, riprendersi l’anima di chi non la capisce abbastanza.
Accanto a lei, a presentare questa sorta di “innesto tra culture” che è il suo libro, c’era il grande Riccardo Orizio – giornalista, reporter ed ex imprenditore dei safari di lusso, uomo che si districa perfettamente tra la penna e il mondo selvaggio, tra le redazioni dei più importanti quotidiani italiani e le lunghe ombre delle acacie sotto il sole africano. Orizio ha vissuto da giornalista, corrispondente internazionale, scrittore e poi ha scelto di stabilirsi in Kenya, dove ha fondato e gestito lodge e difeso la conservazione, raccontando con la stessa autenticità la natura e le storie che vi si intrecciano.
Moderati con il poco garbo del "guastatore" che sa quando intervenire e quando invece lasciare che il silenzio e le emozioni parlino da sole, noi – cioè io, Freddie del Curatolo che tengo le fila di IncontrItaliani – e Orizio abbiamo guidato una platea attenta, alle volte sorridente, altre volte raccolta, fino all’ultimo rigo delle storie di Antonella Bonomi. L’atmosfera nel giardino letterario era quella familiare e vibrante che si prova solo quando un evento culturale riesce a fare ciò che dovrebbe fare sempre: unire, raccontarsi e raccontare.
E così – tra un ringraziamento all’Istituto Italiano di Cultura, al Comites Kenya e alla cara deputy ambassador Lorenza Gambacorta venuta a salutarci nel suo ultimo atto di missione – abbiamo sentito che quella serata non era soltanto una presentazione di un libro, ma un canto collettivo. Un canto che parla di Africa e di Italia, di passioni condivise, di storie umane e di quella voglia di restare, ascoltare e comprendere che rende ogni incontro un piccolo, grande miracolo.
E quando poi, nell’after show all’attiguo ristorante La Dolce Vita, i calici si sono sollevati, le risate e i discorsi si sono intrecciati con le luci della notte nera di Nairobi, è sembrato che quel Canto d’Africa non fosse più solo nelle pagine del libro… ma un’eco viva nelle anime di tutti noi.
Grazie, dunque. A chi c’era. A chi ha portato la sua voce. E soprattutto a chi, con le sue parole, continua a ricordarci che leggere e raccontare sono gesti d’amore e che, come diceva il Poeta, la vita è l'arte dell'incontro”. (aise)