Messaggero di Sant’Antonio/ Fede e storia per due anniversari – di Giorgia Miazzo

PADOVA\ aise\ - “L’Hoboken Italian Festival, che si svolge presso il Frank Sinatra Park, sul lungomare di Hoboken, nel New Jersey, taglia il traguardo dei cento anni. L’evento si ispira alla festa plurisecolare della Madonna dei Martiri, co-patrona, assieme a san Corrado di Baviera, della città pugliese di Molfetta (Bari), da cui emigrarono molti suoi abitanti. A Molfetta, la patrona viene festeggiata per tre giorni, quando nel tardo pomeriggio del 7 settembre si posiziona la Corona sulla statua della Madonna, mentre l’8 settembre tre imbarcazioni congiunte trasportano la statua via mare, attorniate dai fedeli e da vari pescherecci, con urla di sirene e fuochi pirotecnici. Questo momento rievoca i tempi in cui si salpava dalla costa adriatica per partire per le Crociate, ma anche i viaggi dei migranti che presero la nave per cercare fortuna lasciando la terra natìa, e i cui discendenti vi fanno oggi ritorno per la celebrazione della Madonna dei Martiri”. Ne scrive Giorgia Miazzo sul “Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero” di settembre.
“L’Hoboken Italian Festival è organizzato dalle Società Madonna dei Martiri e Hoboken Italian Festival Society, assieme all’associazione pugliese Oll Muvi, conosciuta nel mondo come I Love Molfetta. Oltre 250mila presenze e un centinaio di volontari sono i numeri che testimoniano l’importanza di questo festival che dura quattro giorni, dal giovedì successivo al Labor Day. Quest’anno la manifestazione inizia il 10 settembre. Le statue della Madonna, arrivate nel tempo negli Stati Uniti, sono tre: la prima, in cartapesta, giunta nel 1928 nella chiesa di Sant’Anna di Hoboken, grazie anche ai cappuccini, e benedetta dall’allora vescovo di Molfetta; la seconda, in gesso, è al club della Società Madonna dei Martiri, al 332 di Adam Street, che fa angolo con Madonna dei Martiri Street, toponimo che rende omaggio alle radici di questa comunità; la terza, di legno, è del 1963 e si trova nella chiesa di San Francesco al 308 di Jefferson Street, dove ogni domenica si celebra la Messa in italiano.
Madonna dei Martiri a Ground Zero
Sabato è la giornata più importante del festival.
La statua lignea della Madonna viene trasportata per la processione lungo le strade di Hoboken, e in navigazione sul fiume Hudson, raggiungendo anche Ground Zero, dove si gettano alcune rose in mare e si prega in memoria delle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001. La Società Madonna dei Martiri organizza la parata, poi alle 11 viene celebrata la Messa, e alle 14 inizia la processione che mostra anche il busto di san Corrado e coinvolge circa 600 persone.
Durante il lungo weekend non mancano le proposte di animazioni per grandi e piccini, gli stand con ricette culinarie del territorio pugliese, come quella delle orecchiette. Sono previste esibizioni musicali con dj e cover band. Quest’anno arriva anche una nutrita delegazione italiana, assieme a due complessi musicali di Molfetta, e a un inedito spettacolo con i droni.
In occasione del Centenario dell’Hoboken Italian Festival vengono consegnate le medaglie commemorative ai componenti della Società Madonna dei Martiri, ai portatori del busto di san Corrado e al gruppo delle donne devote alla Madonna che da cent’anni custodiscono e rinnovano il legame con le proprie radici. Anche i più giovani – ormai oriundi di terza e quarta generazione –, sebbene abbiano perso il legame linguistico con la madrepatria, sono molto legati al festival per il quale si lavora senza sosta tutto l’anno.
La Festa della Madonna dei Martiri esiste anche in altre sei comunità italiane nel mondo: a La Boca, quartiere iconico di Buenos Aires, in Argentina; e in cinque comunità italo-australiane, in particolare a Port Adelaide, Fremantle, Port Pirie, Sydney e Tuncurry.
L’ottobre dell’Indipendenza
A ottobre, nell’ambito delle celebrazioni dei 250 anni della Dichiarazione d’Indipendenza americana, vengono promosse molteplici iniziative musicali, rassegne cinematografiche, mostre itineranti e appuntamenti di divulgazione scientifica con l’intento di valorizzare figure italiane ritenute fondamentali nel percorso verso l’indipendenza americana. Per il 2 settembre il Consolato generale d’Italia a San Francisco, in California, ha in programma la tavola rotonda dal titolo: From Independence to Republic: 1776 and 1946 in Transatlantic Perspective, che mette a confronto la Dichiarazione d’Indipendenza americana con il referendum istituzionale italiano del 1946. Il 17 ottobre la NIAF (National Italian American Foundation) organizza il suo 51º Anniversary Gala presso il Washington Hilton con illustri personalità, come l’icona dell’intrattenimento statunitense, Sebastian Maniscalco, e una cena ispirata alla Lombardia, «Regione d’Onore 2026». La NIAF è promotrice del progetto ItaliaAmerica250, con lo scopo di spronare le nuove generazioni a custodire il loro patrimonio immateriale mediante eventi quali la conferenza di ottobre su Filippo Mazzei and the Transatlantic Dialogue of Ideas – From Tuscany to Virginia: The Italian Roots of American Freedom sul pensatore toscano, amico di Thomas Jefferson, le cui idee sull’uguaglianza degli esseri umani ispirarono i Padri fondatori e aiutarono a plasmare alcune frasi della Dichiarazione. Il 24 ottobre, invece, la New Jersey Italian Heritage Commission (NJIHC) presso il Rutgers University Center di New Brunswick focalizzerà il tema del congresso annuale su Celebrating the 250th of American Independence: The Italian Influence & Legacy. Il 27 ottobre, infine, presso l’Ambasciata d’Italia a Washington DC si terrà la conferenza dal titolo Science Without Borders: Italian Physicists in American Discoveries, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Washington e la Smithsonian Associates per approfondire il contributo che i fisici italiani hanno dato alle più grandi scoperte scientifiche d’oltreoceano nel corso del Novecento”. (aise)