Messaggero di Sant’Antonio/ New York secondo Ricky Russo – di Fabio Dalmasso

PADOVA\ aise\ - “Come tanti, sono partito da zero e senza contatti. Rincorrendo il sogno americano, ho trovato molto di più: l’amore e un senso di appartenenza”. Ricky Russo si presenta come “the most enthusiastic man in New York” e lo conferma nel corso di una “chiacchierata” con Fabio Dalmasso “dalla quale emerge tutta la sua vitalità e il suo sincero e contagioso entusiasmo per quell’American dream inseguito, raggiunto e vissuto tuttora, ogni giorno”. L’articolo è stato pubblicato nell’ultimo numero del Messaggero di Sant’Antonio – edizione per l’estero.
“Nato a Trieste nel 1973, Ricky ha da sempre frequentato il mondo della musica, come giornalista presso il quotidiano cittadino “Il Piccolo”, ma anche come autore di programmi radiofonici e televisivi su Radio-Tv Capodistria, storica emittente pubblica che trasmette dalla Slovenia. “Ho fatto anche il dj, l’organizzatore di eventi, pure per la Peggy Guggenheim Collection di Venezia, e mi sono laureato in Storia del cinema all’Università di Trieste, con una tesi sulle origini del “Punk-Movie””.
L’amore per la “grande mela” arriva da lontano e a onda le sue radici nella storia famigliare: “Per me New York è sempre stata una sfida e un magnete – racconta Ricky - Qualcosa di leggendario, grazie anche ai racconti della famiglia di mia mamma, i Fierljenko, che scapparono dalla Jugoslavia durante la Seconda guerra mondiale e vissero per quasi cinquant’anni ad Astoria, nel Queens. Quando arrivai in America per la prima volta, nel 2012, non c’era più nessun parente”.
L’anno successivo, Ricky decise di fare il grande passo e quel sogno di trasferirsi a New York che covava dentro di lui, diventò realtà. “Me ne andai da Trieste perché all’epoca, nel mio settore, non vedevo nessuna possibilità di crescita”, ricorda.
Arrivato con un visto da giornalista, oggi Ricky è una delle più apprezzate guide turistiche freelance, oltre che “dj resident” da Cut, il bar ristorante del Four Seasons Hotel a Tribeca. Ripensando a quando raggiunse New York tredici anni fa, Ricky ricorda il suo primo impatto con la città, la gioia provata – “avevo trovato il mio posto nel mondo, la mia vita da quel momento non è stata più la stessa” –, ma anche le difficoltà affrontate, prima di tutto la lontananza dalla propria famiglia e dagli amici. “Mi sono messo in gioco, consapevole che avrei potuto fallire e ritornare a Trieste. Invece è andata bene. Il mio sogno americano lo sto ancora vivendo. Sono stato fortunato e ho lavorato duramente”.
E se c’è un’altra caratteristica di Ricky, oltre all’entusiasmo, è sicuramente la tenacia: “Non ho mai mollato, facendo grandi sacri ci che non avrei mai fatto in Italia. I miei famigliari mi hanno sempre supportato e le esperienze lavorative precedenti hanno avuto un peso importante”.
Guida certificata e membro del Ganyc, l’Associazione delle guide di New York City, Ricky organizza gli ormai famosi walking tours che nascono proprio dalle sue competenze e passioni. Musica, quindi, ma non solo: cinema, serie tv, letteratura, arte, fumetti e sport per un coinvolgente mix di storia e di cultura pop per le strade di New York. “Mi sono ritagliato una nicchia per gli italiani, che funziona bene. I miei clienti di solito sono molto curiosi, hanno una cultura medio-alta che abbraccia ambiti diversi. New York è un mondo a parte, un’isola felice, anche rispetto al resto degli Stati Uniti. È una città multietnica. I punti di forza sono la meritocrazia e la quantità enorme di input che ricevi quotidianamente. Ti senti davvero al centro del mondo.
C’è un’energia incredibile che alimenta i tuoi pensieri e le tue azioni”. Ed è questa determinazione di Ricky che, tra un tour e l’altro, gli ha permesso di scrivere anche un libro, “Daghe! El Greatest Hits”, vincitore a Roma del premio letterario “Salva la tua lingua locale” dedicato ai migliori scrittori italiani che utilizzano i dialetti”. (aise)