Presenza/ 2024 l’anno del Turismo delle radici - di Nello Gargiulo

SANTIAGO DEL CILE\ aise\ - "Gennaio 2024 segna l'avvio ufficiale delle manifestazioni legate al Turismo delle Radici in Italia, programma promosso dall'Ente Nazionale del Turismo italiano (ENIT) e patrocinato dalla direzione generale degli italiani all’estero del Meaci. I fondi assegnati per la sua promozione provengono dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). Siamo di fronte ad una iniziativa che coinvolge le 20 regioni italiane e mira a mobilitare gli italiani di seconda, terza e successive generazioni, nonché il vasto numero di oriundi italiani stimato intorno agli 80 milioni, di cui circa 500.000 solo in Cile. Ogni cittadino italiano all’estero e ogni oriundo ha una sua radice nello stivale". Così scrive Nello Gargiulo nel suo editoriale pubblicato su “Presenza”, quotidiano italiano online attivo a Santiago del Cile.
"Va da sé che il concetto di riscoperta delle radici ha origini nell'800, quando l'emigrazione italiana diventa una realtà e la speranza del ritorno accompagnava gli emigranti sulle rotte oceaniche. Oggi questo vasto bacino di italianità raccoglie il desiderio di esplorare le proprie radici culturali e geografiche. L'iniziativa non solo offre l'opportunità di visitare luoghi di origine, ma anche di approfondire la comprensione delle radici attraverso viaggi più prolungati, incoraggiando eventuali ritorni.
La riflessione in questa fase si estende anche al fenomeno dello spopolamento in Italia, causato non solo dall'emigrazione passata ma anche dalla diminuzione delle nascite, lasciando molte case vuote e l'economia in affanno. Il programma, anche se ancora non ha una sistematizzazione chiara, considera le agevolazioni offerte dalle Regioni in termini di alloggi e mobilità, incoraggiando quindi la partecipazione attiva delle comunità italiane all'estero.
L’anno che inizia segna dunque il momento giusto anche per noi per aprirsi a questa iniziativa unendo le forze attive dell’Associazionismo italiano, quello più collaudato e quello più recente con le istituzioni storiche (Scuole Italiane, Club Sociali e Sportivi, Caserme di Pompieri, Camere di Commercio ecc.) con il Sistema Paese (Ambasciata con la Cancelleria Consolare, l’Istituto Italiano di Cultura e quello del Commercio Estero - ICE) nonché il Comites ed il CGIE per pensare insieme su come unirsi in concreto al programma.
La nota musicale di fondo ci pare debba essere quella di potenziare la reciprocità tra le comunità italiane nel mondo e la penisola arricchendo la nostra capacità di attualizzare quel binomio che caratterizza ogni emigrazione: integrazione e identità. L’usura del tempo si fa responsabile dell’assimilazione. Un pericolo da scongiurare in tutti i modi.
Non resta che metterci alla prova e fare ognuno il primo passo per ritrovarsi intorno ad un tavolo e iniziare a parlare del tema. Ci riusciremo?". (aise)