Sbs Italian/ Visti studenti, quasi una domanda su quattro viene respinta in Australia – di Carlo Oreglia


MELBOURNE\ aise\ - “I rifiuti dei visti per studenti internazionali hanno raggiunto il livello più alto degli ultimi dieci anni, mentre aumentano le critiche sulla trasparenza delle decisioni. I dati del Dipartimento degli Affari Interni australiano mostrano che la percentuale di richieste di visto per studenti respinte è passata dal 7,9% nel giugno 2016 al 24,2% nel giugno 2026. Nel 2025-26, oltre il 51% delle domande provenienti dal Nepal è stato respinto, mentre per gli studenti indiani il tasso di rifiuto ha superato il 40%”. Questo il tema al centro del servizio curato da Carlo Oreglia su “Sbs Italian”, lo special broadcasting in onda in italiano in tutta l’Australia.
“Secondo l'agente di immigrazione Emanuela Canini, ai microfoni di SBS Italian, questi numeri rappresentano un cambiamento profondo nella politica migratoria australiana.
“Arrivare a un tasso di rifiuto del 24% significa che oggi quasi una domanda su quattro viene respinta, un dato che mostra l'intenzione del governo di ridurre drasticamente il flusso complessivo di immigrazione”, dice Canini. "Praticamente adesso un visto su due dei corsi vocational e dei college privati viene rifiutato".
Anche i corsi di inglese e i percorsi universitari registrano un calo nelle approvazioni, mentre continuano ad avere percentuali elevate di successo le richieste legate ai programmi di ricerca e alle scuole dell'obbligo.
Un approccio che, dal punto di vista del governo, sembrerebbe funzionare.
"Le richieste dei visti studio sono diminuite tantissimo, in particolare quelle per i corsi vocational si sono dimezzate negli ultimi due anni", sottolinea Emanuela. “Chiaramente con questi rischi la gente non è più disposta a pagare così tanto”.
Da diverse parti poi si sono levate accuse al Dipartimento di utilizzare motivazioni vaghe e semplici "copia e incolla" come motivazioni nelle lettere di rifiuto.
Emanuela Canini spiega che, accanto ai requisiti oggettivi come le competenze linguistiche o le disponibilità finanziarie, esistono criteri che lasciano ampio spazio all'interpretazione.
Tra questi c'è la necessità di dimostrare di essere uno studente autentico, realmente interessato al percorso accademico.
"Con tutta la buona volontà e volendo anche dimostrare tutto questo, chiaramente rimane tutto a discrezione del Dipartimento di immigrazione, che in quel particolare momento politico può decidere di dare più o meno peso a certi fattori e prendere decisioni opposte al periodo precedente", ha commentato Canini”. (aise)