SBS Italian/ Voto all'estero: quanto conta conoscere la lingua italiana? – di Carlo Oreglia

MELBOURNE\ aise\ - “Quanto il voto degli italiani all'estero è influenzato dalla loro conoscenza della lingua italiana? E se la competenza linguistica non è adeguata, come può questo voto essere espresso in maniera adeguata?”. Sono le domande da cui partono l’articolo e il relativo podcast di approfondimento, a firma di Carlo Oreglia, pubblicati da SBS Italian, lo Special Broadcasting Service che diffonde notizie in lingua italiana in tutta l’Australia.
”La domanda che ci eravamo posti è: visto che gli italiani all'estero hanno il diritto di voto, come può il governo italiano aiutarli ad esercitare questo voto?”. A Oreglia “il ricercatore Matteo Bonotti racconta il punto di partenza della ricerca che, insieme al lavoro di Chiara De Lazzari e Narelle Miragliotta, analizza il voto degli italiani all'estero, un diritto sancito dal comma 3 dell'articolo 48 della Costituzione italiana nel 2001.
Il risultato della loro ricerca è contenuto nel volume “Diasporas, Voting and Linguistic Justice. A Study of Second- and Third-Generation Italo-Australians”, che è stato presentato la scorsa settimana al Coasit di Melbourne.
Di fronte alla platea, Matteo e Chiara hanno raccontato la loro ricerca, che partendo dalla capacità linguistica degli italiani di seconda e terza generazione offre un panorama poco rassicurante sul futuro del voto all'estero.
“È problematico, per certi versi, continuare a concedere questo diritto agli italiani all'estero, proprio perché spesso non hanno le informazioni e gli strumenti linguistici necessari per esercitarlo”, spiega Matteo Bonotti.
Non sono solo le problematiche linguistiche a impedire un voto consapevole, ma anche come le informazioni vengono ricercate e la loro diffusione.
“Se si vuole continuare a mantenere questo diritto di voto, bisogna anche dare degli strumenti per poterlo fare”, commenta Chiara De Lazzari. “La nostra tesi, che effettivamente la conoscenza dell'italiano non è sufficiente nella comunità, è stata confermata dal nostro studio, perché le persone ci stanno dicendo che hanno bisogno di informazioni bilingue”.
“La situazione del voto è molto complessa e richiede un lavoro più coordinato a livello di politiche linguistiche, ma anche migratorie e istituzionali”, conclude Chiara De Lazzari”. (aise)