Matherna: Lombardia e Albania insieme per mamme e neonati

MILANO\ aise\ - Più sicurezza per il parto, cure migliori per i neonati e una rete di emergenza più efficiente. È l’obiettivo di “PRISMA”, (Potenziamento e Rafforzamento delle Infrastrutture e dei Servizi Materno-Infantili in Albania), il progetto di cooperazione internazionale allo sviluppo presentato a Palazzo Lombardia che vede la sanità lombarda al fianco di quella albanese per potenziare i servizi materno-infantili. L'iniziativa fa parte del più ampio programma MATHERNA (Maternal and Neonatal Health Advancement in Albania), che comprende, oltre “PRISMA” anche il progetto “ANMA” (Advancing Neonatal and Maternal Health in Albania).
Ma non si tratta solo di aiuti economici, quanto di un “trasferimento di sapere”. Operativamente, “PRISMA” lavorerà sulla formazione con specialisti lombardi in Albania e colleghi albanesi negli ospedali di Milano; saranno inoltre attivati nuovi protocolli con regole chiare e condivise per gestire le emergenze in sala parto e si opererà anche sull'Emergenza-urgenza: una rete più rapida per il trasporto dei neonati critici verso i centri specializzati.
Alla presentazione del progetto hanno partecipato il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, l'assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, il sottosegretario alla presidenza con delega Relazioni Internazionali ed Europee, Raffaele Cattaneo, il direttore generale dell'Asst Fatebenefratelli Sacco, Maria Grazia Colombo, il direttore generale di AREU Massimo Lombardo, il viceministro della Salute albanese, Eugena Tomini, il console albanese a Milano Anila Pojani e la dirigente dell’ufficio sviluppo umano di AICS Annamaria Iotti.
“Con il progetto PRISMA la Lombardia conferma la sua vocazione internazionale e la sua solidarietà - ha spiegato il presidente Fontana -. Mettere a disposizione le nostre competenze cliniche per tutelare la salute di mamme e bambini in Albania è un orgoglio. Non stiamo solo esportando modelli organizzativi, ma stiamo costruendo un ponte di conoscenza che renderà le cure più sicure e moderne, avvicinando il sistema sanitario albanese agli standard europei”.
“La vera cooperazione - ha aggiunto l'assessore Bertolaso - si fa investendo sulle persone. Con questo progetto non portiamo solo macchinari, ma portiamo “metodo”. Formare il personale sanitario e condividere protocolli d'emergenza tra i nostri ospedali e quelli albanesi significa dare a ogni bambino la stessa possibilità di assistenza, a prescindere da dove nasca. La Lombardia mette in campo le sue eccellenze, in questo caso gli ospedali dell’ASST FBF-Sacco e AREU, per un investimento concreto sulla vita”.
“I nostri professionisti - ha concluso il DG dell'Asst, Maria Grazia Colombo - hanno accolto la sfida con entusiasmo. Mettere a disposizione esperienze cliniche e capacità formative significa contribuire in modo concreto al rafforzamento della rete materno-infantile in Albania. L’obiettivo è costruire percorsi di cura sempre più omogenei e integrati tra i due Paesi”.
“La Cooperazione italiana - ha sottolineato la dirigente dell’ufficio sviluppo umano di AICS, Annamaria Iotti - sostiene il programma MATHERNA con l’obiettivo di rafforzare in modo strutturale i servizi materno‑infantili in Albania. Lo fa assieme a partner di eccellenza del sistema sanitario lombardo, valorizzando la loro competenza per consolidare le capacità del personale sanitario albanese e migliorare la qualità dell’assistenza alle comunità”.
“AREU - ha concluso il DG Massimo Lombardo - mette in campo l'eccellenza lombarda nel soccorso emergenza-urgenza per il progetto in Albania. L'obiettivo è trasferire modelli organizzativi e tecnologie d'avanguardia per potenziare la rete sanitaria locale. Un impegno che conferma AREU come pilastro logistico e operativo della cooperazione internazionale”. (aise)