“Satellites for a Safer Tomorrow”: a Jakarta il workshop dell’Ambasciata

JAKARTA\ aise\ - Si è tenuto il 9 dicembre, presso l’Istituto Italiano di Cultura, il workshop “Satellites for a Safer Tomorrow. Italian and European Technologies for Natural Hazard Resilience and Economic Innovation” organizzato dall’Ambasciata d’Italia a Jakarta attraverso il proprio addetto scientifico.
L’iniziativa ha celebrato la Giornata Nazionale dello Spazio ricordando il lancio del primo satellite italiano San Marco 1 nel dicembre 1964 e, contestualmente, il recente successo del lancio di Sentinel-1D del programma europeo Copernicus, a forte componente industriale italiana, avvenuto il 4 novembre 2025.
La sessione di apertura ha visto gli interventi della direttrice dell’Istituto Italiano di Cultura, Maria Battaglia, del vicario del capo Missione dell’ambasciata, Giovanni Finarelli Baldassarre, e dell’addetto scientifico, Roberto Carniel, che hanno evidenziato il ruolo dell’Italia nel settore spaziale europeo, l’importanza crescente dei dati satellitari per il monitoraggio ambientale e la gestione delle emergenze, nonché l’interesse indonesiano verso tecnologie avanzate per la resilienza ai disastri naturali. È stato anche promosso il sistema universitario italiano per la formazione nel settore spaziale, facendo riferimento alla sede di Uni-Italia a Jakarta.
L’evento ha registrato un’elevata partecipazione, con rappresentanti di università, centri di ricerca, amministrazioni e ministeri indonesiani e aziende del settore, favorendo un dialogo diretto fra interlocutori italiani e locali. Le presentazioni tecnico-scientifiche hanno illustrato applicazioni di frontiera delle tecnologie satellitari.
Roberto Gigotti di e-GEOS, Gruppo Leonardo, ha fornito un quadro aggiornato delle capacità industriali italiane nell’osservazione della Terra, coprendo l’intera filiera, dai servizi upstream alla gestione delle missioni e all’elaborazione avanzata dei dati. Particolare attenzione è stata dedicata alle costellazioni radar COSMO-SkyMed e Sentinel / Copernicus e alle piattaforme digitali per la sorveglianza marittima, l’agricoltura di precisione, il monitoraggio delle infrastrutture e la risposta alle emergenze.
Nina Mirkovic, anche lei di e-GEOS, ha illustrato il funzionamento operativo del Copernicus Emergency Mapping Service, attivo 24/7. Sono stati presentati i tempi estremamente rapidi di risposta (2 ore per la pianificazione, 7 per la mappa di overview, 10 per la damage assessment) e l’approccio multisensore integrato, con esempi recenti riguardanti terremoti, incendi e alluvioni.
Mario Edoardo Simmaco di GreenAnt ha presentato applicazioni innovative dell’intelligenza artificiale e della modellazione “digital twin” per la previsione delle alluvioni con 3-5 giorni di anticipo e un’accuratezza dichiarata del 95%, insieme alla proposta di strumenti di “assicurazione anticipativa” capaci di attivare pagamenti prima dell’evento disastroso, riducendo i danni attesi fino al 70%.
La componente accademica indonesiana ha evidenziato la crescente maturità tecnico-scientifica del Paese nell’uso delle tecnologie satellitari europee.
Herlan Darmawan della Universitas Gadjah Mada di Yogyakarta ha presentato ricerche sui vulcani Merapi, Anak Krakatau e Karangetang, mostrando come radar, visione multispettrale e droni consentano valutazioni più accurate di instabilità, deformazioni e degassamento vulcanico, con risultati operativi quali la previsione del collasso del settore meridionale del Merapi e la ricostruzione dettagliata dell’evoluzione morfologica post-2018 di Anak Krakatau.
Erlangga Ibrahim Fattah di ITERA, Lampung, ha discusso l’individuazione di una faglia cieca tra i vulcani Sinabung e Sibayak attraverso l’integrazione di dati sismici, gravimetrici e satellitari. In particolare, è stato dimostrato lo spostamento laterale significativo di corsi d’acqua, indice della presenza di una struttura trascorrente non precedentemente mappata, con implicazioni dirette per la valutazione del rischio sismico regionale.
Iqbal Putut Ash Shidiq della Universitas Indonesia di Jakarta ha illustrato applicazioni SBAS-InSAR su diverse aree dell’isola di Giava, quantificando subsidenze e sollevamenti e dimostrando l’utilità del dato Sentinel-1 nelle valutazioni di pericolosità da frana, pur segnalando i limiti dovuti alla decorrelazione in aree tropicali a fitta vegetazione.
Nel dibattito conclusivo, a cui ha partecipato attivamente anche il country manager per l’Indonesia di Leonardo S.p.A., sono stati discussi punti critici e prospettive future. È stata sottolineata l’esigenza di migliorare i flussi comunicativi tra ricercatori, autorità e comunità in caso di emergenza. È stato affrontato il tema dell’ultimo miglio dei sistemi di allerta precoce, nonché il potenziale dell’IA nel velocizzare l’elaborazione dei dati satellitari, mantenendo però una supervisione umana rigorosa. È stata richiamata infine la necessità di rafforzare l’ecosistema di supporto alla tecnologia spaziale in Indonesia, integrando investimenti anche internazionali, capacità tecniche e partenariati multilaterali.
L’evento ha generato ricadute operative immediate. L’Ambasciata faciliterà i collegamenti tra ricercatori indonesiani e istituzioni scientifiche italiane del settore. e-GEOS esplorerà possibili estensioni dei servizi di monitoraggio marittimo nel contesto indonesiano. I ricercatori indonesiani sono stati invitati a formulare richieste specifiche al Copernicus Emergency Mapping Service. GreenAnt valuterà progetti pilota con ONG e agenzie governative per soluzioni assicurative innovative. Tutti i partecipanti hanno concordato di continuare le interazioni di networking avviate durante il workshop.
La manifestazione si è conclusa con una visita guidata alla mostra sullo sport “LOVE” e con un momento conviviale con rinfresco italiano.
L’Ambasciata d’Italia a Jakarta ha infine assicurato che continuerà a promuovere attivamente il ruolo dell’Italia nel settore spaziale europeo e a favorire la cooperazione con le istituzioni indonesiane su tecnologie critiche per la resilienza climatica e geofisica. (aise)