Comites e dintorni (2)

ROMA – focus/ aise – Da Cesare Ardito, presidente del Comites di Manchester, riceviamo e pubblichiamo una replica alla nota dei quattro consiglieri di minoranza del Comites pubblicata ieri. Intervenendo a titolo personale, Ardito ribatte punto per punto alle accuse della minoranza sia sulla gestione del Comites che sulle sue attività.
Ne riportiamo di seguito la versione integrale.
“A scanso di equivoci e per prevenire ambiguità già in passato strumentalizzate a mio danno, intervengo in quanto Presidente il cui operato è direttamente chiamato in causa, ma a titolo personale. La presente replica esprime esclusivamente la mia posizione quale consigliere eletto e non costituisce una comunicazione istituzionale del Comites.
È anzitutto inesatto attribuire alla maggioranza la responsabilità del mancato raggiungimento del numero legale. Il Comites è un organo assembleare composto da tutti i consiglieri eletti e il suo regolare funzionamento dipende dalla partecipazione di ciascuno. Nelle ultime sedute il numero legale era stato regolarmente raggiunto, ma è successivamente venuto meno perché alcuni consiglieri del gruppo "Costruiamo il Domani, ACLI" hanno deliberatamente scelto di abbandonare i lavori. Si è trattato di una decisione precisa, consapevole e ripetuta per tre volte, come viene del resto espressamente rivendicato nello stesso comunicato.
Nel comunicato vengono ora fornite alcune motivazioni a giustificazione di questa scelta. Ritengo opportuno sottolineare che le apprendo per la prima volta dalla sua pubblicazione, poiché non erano state sollevate né prima delle sedute né durante i lavori assembleari. In ogni caso, è stata precisamente la decisione di abbandonare l’assemblea a interrompere i lavori e a impedire la discussione e l’approvazione di ulteriori iniziative destinate alla comunità. È un dato di fatto che, in assenza di tale decisione, i lavori sarebbero regolarmente proseguiti.
Non si tratta, peraltro, di un episodio isolato, ma di un comportamento che si è già manifestato in altre occasioni. Ad esempio, dopo avere lasciato gli incarichi direttivi in seguito a mozioni di sfiducia sottoscritte dal resto del Consiglio, gli stessi consiglieri determinarono una sospensione dei lavori di circa un mese, sottoponendo alla Direzione generale competente del Ministero un’istanza che non trovò conferma. Questa è, purtroppo, la prima volta in cui tali iniziative sono riuscite effettivamente a bloccare i lavori del Comites, impedendo la trattazione di attività e progetti destinati ai connazionali.
Viene poi affermato che la minoranza non sarebbe mai stata coinvolta concretamente nella programmazione delle attività, salvo mediante "inviti esclusivamente formali". In realtà, tutti i consiglieri sono stati ripetutamente invitati, con ampio anticipo, a presentare progetti, proposte e idee. Definire tali inviti "meramente formali" costituisce una valutazione personale, infondata e assai singolare, considerato che tutte le proposte progettuali effettivamente pervenute al Comites, provenienti da consiglieri di maggioranza, di minoranza o da soggetti esterni, sono sempre state inserite all’ordine del giorno e sottoposte alla discussione dell’assemblea, secondo le regole proprie di un organo collegiale. È fattuale come l'unico progetto presentato negli ultimi due anni da un membro della lista "Costruiamo il domani - ACLI" sia stato finanziato e approvato all'unanimità.
L’affermazione secondo cui il Comites non avrebbe promosso iniziative nuove è smentita dai fatti. Negli ultimi due anni il Comitato ha organizzato e sostenuto numerosi progetti, tutti consultabili nell’apposita sezione del sito istituzionale. Molte di queste iniziative sono state realizzate insieme ad associazioni, enti e istituzioni del territorio. Ritengo che, per un organismo composto interamente da volontari, costruire collaborazioni e mettere in rete risorse e competenze costituisca una modalità ordinaria, virtuosa, proficua e pienamente coerente con le funzioni del Comites.
È nuovamente singolare osservare che tale modalità, oggi criticata, fu esattamente quella già adottata anche dalla precedente presidenza (ACLI). Una differenza però c'è rispetto al passato, nei numeri: tra il 2021 e la metà del 2024 il Comites partecipò all'organizzazione di sei eventi, mentre nei due anni della mia Presidenza ne sono stati realizzati, finora, ventiquattro.
L’attività propria del Comitato si è concentrata soprattutto sulla rappresentanza delle istanze dei cittadini e sull’interlocuzione con le istituzioni competenti: il CGIE, il Ministero degli Affari Esteri, il Parlamento, il Consolato. Questo lavoro, che mi ha portato a febbraio fino in Commissione Esteri alla Camera a rappresentare il territorio, ha contribuito a ottenere risultati concreti e visibili a tutti: la possibilità per gli iscritti all’AIRE di richiedere la carta d’identità elettronica presso i Comuni italiani, l’assegnazione di personale aggiuntivo al Consolato di Manchester, l’avvio della procedura per la nomina di un corrispondente consolare sull’Isola di Man e il recente invio di una task force al Consolato. Il confronto tra questi ultimi due anni e quanto realizzato tra il 2015 e il 2024 restituisce con chiarezza la portata del cambiamento intervenuto nella gestione del Comites.
Per quanto riguarda il reportage sull’Arandora Star, tutti i consiglieri hanno avuto immediatamente accesso all’intero scambio di corrispondenza intercorso con l’operatore che aveva rinunciato all’incarico, in piena trasparenza. La rinuncia ha reso necessario sottoporre nuovamente la questione all’assemblea e inserirla all’ordine del giorno. La presenza dell’altra proposta, già conosciuta dai consiglieri, non equivaleva a una nuova assegnazione, ma serviva precisamente a consentire all’assemblea di discutere e deliberare. L’eventuale incremento di 200 sterline (non euro, come erroneamente riportato) riguardava l’aggiunta di un servizio fotografico, espressamente indicato negli atti e anch’esso soggetto all’approvazione dell’assemblea. Ancora, la proposta del servizio fotografico era pervenuta proprio in seguito alla ricerca, rimasta altrimenti senza esito positivo, di preventivi alternativi.
Voglio soffermarmi su un aspetto importante e procedurale. La questione non ha poi potuto essere discussa perché, lo ripeto, i consiglieri della lista "Costruiamo il Domani, ACLI", gli autori del comunicato al quale replico, hanno abbandonato le sedute del 15 maggio, del 12 giugno e del 7 luglio, ogni volta in numero sufficiente a determinare la perdita del numero legale. L’Esecutivo ha pertanto rinviato la discussione alla prossima assemblea e il tema rimane aperto. Apprendo soltanto oggi, dal comunicato pubblicato da AISE, sia l’esistenza della richiesta sia le motivazioni addotte per giustificare l’abbandono delle sedute. Si tratta di motivazioni che ritengo infondate, alle quali avrei potuto replicare immediatamente, chiarendo l’equivoco, se fossero state sollevate nelle sedi competenti. È quindi legittimo chiedersi se affidare tali contestazioni a un comunicato stampa, dopo avere impedito per tre volte la discussione assembleare, sia un comportamento coerente con l’appartenenza a un organo collegiale se si ha a cuore il suo funzionamento.
Il Comites opera attraverso la propria Assemblea. L’Assemblea è la sede nella quale presentare istanze, formulare obiezioni, chiedere chiarimenti e programmare le attività dell’ente. Scegliere di non partecipare ai lavori, interrompendoli, per poi affidare le proprie richieste esclusivamente a comunicati stampa sottrae tali questioni proprio al confronto istituzionale che si dichiara di voler tutelare.
Respingo e condanno pertanto il tentativo di delegittimare il lavoro svolto dal Comites attraverso affermazioni parziali e ricostruzioni che omettono elementi essenziali. I risultati raggiunti, le iniziative realizzate, gli atti approvati e la relativa documentazione sono pubblicamente consultabili e possono essere valutati direttamente dai cittadini.
Invito i consiglieri di “Costruiamo il Domani, ACLI” a porre fine a questo metodo, che consiste nell’abbandonare deliberatamente le assemblee, determinarne la perdita del numero legale e trasferire poi sulla stampa contestazioni mai formulate nelle sedi competenti. Chi rivendica trasparenza, collegialità e rispetto istituzionale ha il dovere di presentarsi in assemblea, sostenere le proprie posizioni e consentire al Consiglio di discuterle, anziché bloccarne i lavori e utilizzare successivamente tale blocco come argomento di polemica politica.
Con l’approssimarsi delle elezioni, ritengo difficile non cogliere in questo comportamento una finalità elettorale: il consenso sembra essere ricercato non attraverso la rivendicazione del lavoro svolto, che considero assai limitato, ma mediante la delegittimazione del lavoro altrui. Considero questo metodo grave, irresponsabile e poco rispettoso del ruolo istituzionale affidato a ciascun consigliere.
I risultati dell’attività condotta dal Comites negli ultimi due anni, sotto la guida dei consiglieri delle liste MIE e Italia4Italy, sono pubblici, documentati e consultabili da tutti i connazionali sul sito www.comitesmanchester.co.uk. Abbiamo, non senza fatica, iniziato a concretizzare il cambio di passo di cui questo Comites aveva bisogno dopo anni di sostanziale immobilismo sotto una guida espressa dal gruppo ACLI, e continueremo a lavorare fino all’ultimo giorno del mandato con lo stesso impegno, la stessa trasparenza e la stessa determinazione.
Saranno poi i cittadini, nelle prossime elezioni, a valutare il lavoro svolto da ciascuno e le conseguenze delle scelte compiute nel corso della consiliatura. Mi auguro inoltre che, ora che grazie al nostro lavoro il Comites di Manchester è molto più conosciuto rispetto al passato e ha dimostrato di poter incidere concretamente sulla vita della comunità, molti nuovi candidati decidano di mettersi a disposizione, di candidarsi e di contribuire alla formazione di nuove liste in vista delle elezioni previste per la fine dell’anno”.
“Per la terza assemblea consecutiva, la quarta negli ultimi mesi, il Comites di Manchester non ha potuto svolgere regolarmente i propri lavori perché la maggioranza non si è presentata al completo. Senza la presenza della minoranza, infatti, non è stato possibile raggiungere il numero legale”. Inizia così la nota congiunta dei quattro consiglieri di minoranza del Comites di Manchester Emanuele Bernardini, Gianluigi Cassandra, Gianluca Fanti e Silvana Poloni, eletti con la lista Costruiamo il Domani- ACLI, che sottolineano: “il dato è tanto semplice quanto significativo: dopo due anni dall'insediamento dell'attuale presidente ed esecutivo, la maggioranza non è oggi in grado di garantire neppure la presenza dei propri consiglieri per assicurare il normale funzionamento dell'organismo democraticamente eletto dalla comunità italiana”.
“Una maggioranza che, dopo due anni di governo, ha bisogno della presenza dell'opposizione anche solo per poter aprire le proprie assemblee è una maggioranza che, nei fatti, ha esaurito la propria capacità di governare il Comites”, si legge ancora nella nota. “In questi due anni la minoranza non è mai stata coinvolta nella programmazione delle attività dell'ente, se non attraverso inviti esclusivamente formali. Non è mai stata richiesta una collaborazione concreta, non sono mai stati avviati percorsi condivisi e il confronto tra maggioranza e minoranza è stato sostanzialmente assente. Recentemente, ad esempio, davanti alla legittima richiesta di rinviare una riunione perché 3 consiglieri su 4 (della minoranza) sarebbero stati assenti per questioni lavorative (richiesta avanzata con ampio anticipo e motivandola), il presidente ha scelto di non accordare lo spostamento, non essendo però poi in grado lui stesso di garantire il numero legale”.
“A ciò – continuano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni - si aggiunge un altro elemento di riflessione. In due anni di amministrazione il Comites non ha promosso iniziative nuove di propria ideazione, limitandosi prevalentemente a deliberare contributi economici a favore di progetti organizzati da altri soggetti. Una scelta legittima, ma discutibile e che non può rappresentare l'unica prospettiva di un organismo chiamato a promuovere e rappresentare la comunità italiana sul territorio. Emblematica, sotto il profilo della trasparenza amministrativa, è la vicenda relativa al reportage audio dedicato all'evento commemorativo dell'Arandora Star previsto per il prossimo autunno. All'assemblea furono sottoposte due proposte: una con un costo compreso tra 500 e 1.000 euro e una seconda del valore di 2.500 euro, oltre alle spese di vitto e alloggio degli operatori. La proposta economicamente più vantaggiosa fu approvata con il voto favorevole della minoranza e di una parte della stessa maggioranza, mentre il Presidente e altri consiglieri sostennero il progetto più costoso. Successivamente, a seguito dei rapporti intercorsi tra il Presidente del Comites e la testata giornalistica risultata aggiudicataria dell'incarico, quest'ultima ha comunicato formalmente al Comites e al Consolato la propria rinuncia allo svolgimento del servizio, in quanto ci sarebbero state alcune "incomprensioni" tra il presidente e i giornalisti”.
“In una situazione del genere, che tra l'altro occorrerà approfondire nella sua dinamica, sarebbe stato naturale riaprire la procedura, invitando gli operatori interessati a presentare una nuova proposta. Al contrario, - si legge ancora nella nota – è stata ripresentata all'ordine del giorno esclusivamente la proposta che non era stata scelta dall'assemblea, peraltro con un ulteriore incremento di 200 euro, portando il costo complessivo a 2.700 euro, oltre alle spese di vitto e alloggio, per l'aggiunta di un servizio fotografico. Per queste ragioni, nelle ultime tre assemblee la minoranza ha scelto di non partecipare ai lavori consiliari, ad eccezione della seduta nella quale è stato approvato il contributo destinato al Lancaster Italian Festival, ritenendo quella deliberazione importante per la comunità italiana”.
“È bene chiarire un punto fondamentale: le assemblee non sono state bloccate dalla minoranza”, precisano Bernardini, Cassandra, Fanti e Poloni. “Se la maggioranza fosse presente con tutti i propri componenti, il numero legale sarebbe raggiunto e il Consiglio potrebbe deliberare autonomamente. È invece l'assenza dei consiglieri di maggioranza a impedire il regolare svolgimento dei lavori. La nostra scelta è stata esclusivamente quella di non mettere a disposizione i voti della minoranza per consentire l'approvazione di deliberazioni sulle quali continuiamo ad avere forti riserve in termini di trasparenza amministrativa, corretto utilizzo delle risorse pubbliche e rispetto delle procedure”.
“Nelle prossime settimane il Comites sarà chiamato ad approvare il bilancio, ultimo fondamentale atto amministrativo di questa consiliatura, ormai prossima alla conclusione. A dicembre la comunità italiana sarà infatti chiamata a eleggere il nuovo Comites. La minoranza – assicurano i quattro consiglieri – affronterà anche questo passaggio con lo stesso senso di responsabilità che ha sempre contraddistinto il proprio operato. Qualora il Presidente e l'Esecutivo intendano affrontare la discussione nel rispetto dei principi di trasparenza, collegialità e correttezza istituzionale, il nostro contributo non verrà meno. Il bilancio del Comites appartiene alla comunità italiana e merita un confronto serio, aperto e responsabile. Il nostro obiettivo non è mai stato quello di paralizzare l'attività del Comites, bensì di impedire che l'assenza della maggioranza venisse surrogata dalla presenza dell'opposizione per approvare deliberazioni sulle quali permanevano rilevanti perplessità sotto il profilo della trasparenza amministrativa e del corretto impiego delle risorse pubbliche”.
“Con l'avvicinarsi della fine del mandato, riteniamo doveroso consegnare alla comunità italiana un messaggio chiaro: continueremo a svolgere fino all'ultimo giorno il ruolo di controllo e garanzia affidatoci dagli elettori, difendendo i principi di trasparenza, pluralismo, buona amministrazione e libertà di stampa. Gli stessi principi sui quali chiediamo che i cittadini possano esprimere il proprio giudizio nelle elezioni del prossimo dicembre”, concludono. “Per quanto riguarda la vicenda del reportage sull'Arandora Star, confermiamo inoltre il nostro impegno a tutela della libertà di stampa e della trasparenza amministrativa”. (focus\aise)