Comites e dintorni

ROMA – focus/ aise – Caporetto o no, i tempi sono stretti: le elezioni dei Comites hanno tenuto banco nell’ultima parte dei lavori della Commissione continentale Europa – Nord Africa del Consiglio generale degli italiani all’estero da ieri riunita a Madrid. I consiglieri, moderati dal vicesegretario d’area Giuseppe Stabile, si sono confrontati dopo che ieri, nel suo videomessaggio, il sottosegretario agli esteri Massimo Dell’Utri ha confermato che il decreto di indizione delle elezioni verrà emanato il 3 settembre. Le votazioni, quindi, si terranno presumibilmente il 4 dicembre.
Date che, è stato ricordato, ricalcano quasi pedissequamente quelle del 2021; di diverso c’è che, cinque anni fa, la Direzione generale per gli italiani all’estero a fine maggio aveva già inviato indicazioni alla rete consolare, mentre ad oggi, su quel fronte, tutto tace.
A preoccupare i consiglieri, quindi, sarebbe “l’ingolfamento” dei consolati che, in autunno, sarebbero alle prese con gli strascichi del rilascio della Cie (dal 3 agosto le carte di identità cartacee non saranno più valide, perché il decreto del Consiglio dei ministri limita la proroga della validità ad alcune funzioni - ndr) ma anche con la sottoscrizione delle firme e con tutti gli altri adempimenti che precedono le elezioni.
La segretaria generale Maria Chiara Prodi ha spiegato ai colleghi che, subito dopo la plenaria, il Comitato di presidenza ha inviato alla Dgit il suo parere negativo, votato a maggioranza, sulle date proposte per le elezioni e il documento redatto dalla III Commissione approvato dall’assemblea. Nella lettera alla Dg Limoncini, ha riportato Prodi, abbiamo “sollecitato un percorso condiviso” per la “definizione di quadro operativo chiaro” così da poter “supportare il Maeci e i consolati nella presentazione delle liste” auspicando che possa essere compiuta “digitalmente” attraverso Fast it. Nel documento si fa riferimento anche alla “essenziale mappatura Paese per Paese delle diverse modalità di autentica disponibili” e alla necessità di “costituire una task force nelle circoscrizioni (sarebbero 14 - ndr) che quest’anno eleggeranno i Comites per la prima volta” così da “accompagnare adeguatamente le comunità”.
Nel documento inviato alla Dgit, ha spiegato Prodi, si annuncia poi che il “Cgie sottoporrà al Consiglio di stato la questione del disallineamento della durata della consiliatura di Comites e Cgie” sottolineando come le elezioni dei Comites “incida sull’espletamento del mandato del Consiglio generale” che rimarrebbe in carica 4 anni invece di 5.
Ancora in attesa della risposta della Dgit, Prodi ha spiegato che risposte non sono state date neanche durante la Conferenza dei Consoli cui hanno partecipato lei e Lodetti.
Due le questioni presentate da Stabile: la prima sulla opportunità di “rivedere gli scaglioni” sul numero delle sottoscrizioni necessarie per la presentazione delle liste; la Continentale, ha aggiunto, alla luce di quanto accaduto a Barcellona - dove gli animatori di una pagina facebook hanno finito per minacciare i dipendenti consolari, persone che, ha detto Stabile, si presenteranno alle prossime elezioni - potrebbe proporre a chi si prepara a presentare delle liste per i prossimi Comites “di fare un controllo molto specifico sui nuovi candidati, che dovrebbero rispecchiare minimi requisiti di conoscenza sul diritto consolare e di decoro nell’esercizio delle loro funzioni”.
Una proposta che ha lasciato perplessi molti consiglieri: Scigliano (Germania) ha sostenuto che “quando ci sono le elezioni i criteri sono altri” e cioè si privilegia “chi porta i voti”. Di diverso avviso la collega Rossi (Germania) secondo cui “la lista non si fa in base ai voti, ma per rappresentare la collettività, rispettando il genere, inserendo giovani e professionisti”.
Per Conte (Germania) “non si possono mettere paletti alle liste, ciascun iscritto Aire ha diritto di presentarsi”.
Stabile ha quindi precisato che il suo era “un auspicio non una imposizione: che poi le liste non lo facciano è un’altra questione, ma secondo me il richiamo va fatto. Sarebbe un segnale di maturità del Cgie”.
Secondo Prodi più che di “controllo qualità” si dovrebbe parlare di “pedagogia” nel senso di formazione, ripartendo dalle “best practices” come quella avviata in occasione del voto del 2021 dalla Commissione VII che organizzò webinar formativi che portarono alla formazione di nuove liste in Thailandia, Cile e Austria, soprattutto per affiancare i 14 nuovi Comites che si costituiranno per la prima volta.
Il vicesegretario non è stato l’unico a chiedere di votare una proposta: Conte ha rilanciato sostenendo l’opportunità che la Commissione votasse il documento approvato dal Cdp illustrato da Prodi per dare un segnale e sollecitare una risposta dalla Dgit. Con questa tempistica, il voto “sarà una grande Caporetto”, ha detto Conte secondo cui si potrebbe “votare all’inizio del 2027 insieme alle politiche”.
“Perché rinviare le elezioni quando oggi due Consoli generali hanno detto che non hanno difficoltà e che non si tirano indietro?”, gli ha risposto Stabile, ricordando la diversa posizione sul rinvio che Prodi e Conte sostennero nella Continentale di Dortmund, l’ultima con il Dg Vignali che, tra le righe, chiese al Cgie di chiedere un rinvio delle elezioni.
“Certo che i Consoli faranno il loro dovere, così come lo faremo noi, ma non riusciremo a coinvolgere tante persone”, ha affermato Scigliano. “Vogliamo solo che la Dgit avvii la macchina, perchè così rimaniamo in stand by. Ci sono stati tutti i Consoli a Roma, si è parlato di tutto tranne che di questo”.
Romagnoli (Belgio) è tornato sulla proposta di Stabile, “lodevole”, ma “non possiamo imporre nulla”. Avere consiglieri preparati è a vantaggio di tutta la collettività, ha detto Romagnoli che ha portato ad esempio il Comites di Bruxelles, “che presenta tanti progetti che il Maeci finanzia” e quello di Mons “che non prende contributi perché non sa neanche come scriverli. È chiaro che il valore dei consiglieri va alzato, ma senza fare discriminazioni, anche in Parlamento c’è di tutto”. Quanto alle
elezioni “io sono pronto a partire con qualsiasi legge, basta che votiamo”.
Anche Sorce (Svizzera) ha condiviso la considerazione sul fatto che “è diritto di tutti far parte di un Comites: anzi, dobbiamo considerarci fortunati a trovare gente disposta a dedicare tempo alla rappresentanza. Noi siamo a disposizione per accompagnarli”. Sulle elezioni sarebbe “auspicabile rimandarle, ma se si faranno ben venga: faremo il dovuto per coinvolgere tutti, come Cgie e Comites, attraverso progetti di comunicazione”. Sulla stessa linea la consigliera Remigi (Uk) che ha chiesto un testo scritto della proposta di Stabile.
Sui candidati, Campanale (Austria) ha osservato che “ciascuno di noi può fare formazione sui territori per arrivare alle elezioni preparati. Però è importante non far passare il messaggio che il Cgie vuole una selezione: la rappresentanza è un diritto e quindi aperta a tutti”.
Il dibattito si è quindi incagliato sulle due votazioni: quella di riprendere e rivotare il documento del Cdp – contrari Stabile e Billè – e quella proposta dal vicesegretario che si è impegnato a scrivere un testo da sottoporre ai colleghi.
Entrambi i voti si terranno domani, nell’ultima giornata di lavori. In questa occasione, la Commissione deciderà anche se prendere posizione a sostegno dell’Ugl cui è stato impedito di apporre una targa commemorativa a Marcinelle.
Il consigliere del Comites di Sydney Paolo Rajo è stato insignito della Medaglia dell’Ordine dell’Australia (OAM) per il suo servizio alla comunità italiana del New South Wales.
“Paolo è una delle voci più conosciute dell’italianità in Australia”, commenta il Comites nel rivolgergli le “più sentite congratulazioni”.
Giornalista, conduttore radiofonico e podcaster, Paolo Rajo “da oltre vent’anni lavora a Rete Italia, la radio degli italiani in Australia, dove conduce il programma Mattutino Musicale e numerosi spazi dedicati all’attualità, all’informazione e alla vita della nostra comunità”, ricorda il Comites. “Da oltre trent’anni è inoltre impegnato nel gruppo editoriale Multimedia, che comprende La Fiamma, Il Globo e Rete Italia, contribuendo ogni giorno a mantenere informata e connessa la collettività italiana nel nostro Paese di adozione”.
“Attraverso il suo lavoro giornalistico”, continua il Comites, “Paolo ha raccontato per decenni le storie, le sfide, i successi e le aspirazioni degli italiani in Australia, dando voce ad associazioni, volontari, istituzioni e protagonisti della nostra comunità. Il suo contributo è andato ben oltre l’informazione, rafforzando il senso di appartenenza e il legame con le nostre radici culturali”.
Anche nel suo ruolo di consigliere del Comites NSW, Rajo “continua a mettere a disposizione della collettività la sua esperienza, la sua conoscenza del territorio e il suo costante impegno civico”.
“Questo prestigioso riconoscimento rende omaggio a una carriera dedicata al servizio della comunità e alla promozione della cultura e dell’informazione italiana in Australia”, conclude il Comites, congratulandosi ancora una volta con Rajo “per questo meritatissimo traguardo” e ringraziandolo per il suo “instancabile contributo alla nostra comunità”.
Hanno preso il via in Germania il 16 giugno scorso, per concludersi domani, 20 giugno, gli Special Olympics Germany National Games Saarland 2026. Al programma internazionale di allenamento sportivo e competizioni atletiche per persone con disabilità intellettiva partecipano anche atleti e atlete italiane, presente con due delegazioni impegnate nel canottaggio e nel beach volley, che sono stati accolti, oltre che dalle autorità regionali tedesche, anche dal Comites di Saarbrücken, con il suo presidente, Patrizio Maci.
“Con la mia presenza alla cerimonia ho voluto testimoniare la vicinanza del Com.It.Es Saar agli atleti e alle famiglie, e ribadire quanto la partecipazione italiana rappresenti un motivo di orgoglio per tutta la nostra comunità – ha spiegato Maci -. Incontrare la delegazione italiana è stato un momento particolarmente significativo, che ha confermato lo spirito di amicizia, determinazione e inclusione che anima questi Special Olympics”.
“Essere qui oggi significa celebrare non solo lo sport, ma la dignità e il talento di ogni atleta – ha aggiunto -. Siamo orgogliosi di sostenerla e di essere parte di questo grande momento di inclusione”.
La cerimonia ha messo in luce la collaborazione tra istituzioni, associazioni, volontari e famiglie. Il Saarland, ancora una volta, si è quindi confermato come un territorio capace di accogliere e valorizzare eventi di grande rilevanza sociale e internazionale.
I Special Olympics proseguiranno nei prossimi giorni con competizioni, incontri e momenti di scambio culturale che renderanno questa edizione un’esperienza indimenticabile per tutti i partecipanti. (focus\aise)